Brasile, dopo la sofferenza arriva la bestia nera Messico

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Il Brasile batte la Serbia e si qualifica come prima del gruppo E. Anche con Milinkovic-Savic e soci, però, i verdeoro non hanno brillato. La squadra continua a basarsi su due giocatori: Allison tra i pali e Coutinho sulla trequarti. Il resto è veramente poca cosa.

Brasile in difficoltà

Il Brasile con la Serbia ha giocato a tratti. L’impressione palpabile è che questa squadra manchi totalmente dell’attenzione per novanta minuti. Neymar, al solito, è stato inutile. Egoista e supponente ha giocato spesso da solo, Non è stato, però, l’unico a deludere. Casemiro sembra il lontano parente del formidabile muro ammirato nel Real Madrid. Gabriel Jesus non riesce a incidere come con il Manchester City. Willian vaga per il campo senza trovare una posizione. Insomma: i verdeoro non sono lo schiacciassassi che tutti si attendevano. Quando la Serbia lo ha attaccato è andato in difficoltà come un Panama qualunque. I reparti della squadra sembrano sfilacciati e ognuno gioca per conto proprio. Tite deve trovare soluzioni quanto prima, a partire dalla gara con il Messico.

Il Messico vuole ripetere Londra

Sei anni fa, alle Olimpiadi di Londra, il Brasile era il grande favorito per la conquista dell’oro. I verdeoro potevano contare su giocatori del livello di Hulk, Thiago Silva, Neymar, Oscar, Marcelo e Alex Sandro. Nonostante ciò venne sconfitto dalla doppietta di Peralta. L’episodio serve a ricordare come non vadano sottovalutati i centroamericani. Gente come Vela ed Hernandez non va sottovalutata perchè può mettere a nudo tutti i limiti di una squadra che gioca a ritmi non eccezionali e che, con giocatori veloci può andare in difficoltà. Ne sa qualcosa la Germania che, proprio sul piano del ritmo è stata messa sotto. La sfida con il Tricolor rischia di essere molto più ostica del previsto. A meno che Neymar non decida di smettere la brutta copia di Denilson e si tramuti finalmente in campione.

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