Brasile-Svizzera: O Ney, flop totale di chi punta al cielo senza saper volare

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Brasile-Svizzera ha certificato un dato di fatto: Neymar non è un fuoriclasse e mai lo sarà. In un momento in cui, tutti i giornali si sono scatenati sul tema della Capra (acronimo di GOAT, Geatest Of All Times) tra Messi e Ronaldo, ieri è arrivata l’unica certezza: i due non hanno eredi. Neymar non è e non sarà mai il più grande di tutti i tempi. Al massimo potrà essere il più grande giocoliere. Non è un caso che il brasiliano abbia scelto di giocare in un torneo paragonabile alla nostra Lega Pro per carenza di tecnica. Neymar è presuntuoso senza averne le possibilità. Al Barcellona soffriva il “Messicentrismo” ed ha scelto di rifugiarsi in un torneo dove fosse la stella indiscussa. Gli è andata male, perchè il Psg con lui ha fatto lo stesso percorso degli anni precedenti senza di lui. Ieri con la Svizzera c’è stata la riprova: chi punta a vincere può fare a meno di O Ney.

Brasile-Svizzera: presunzione contro umiltà

Brasile-Svizzera è stata l’ennesima dimostrazione che la presunzione di essere più forti non basta. I verdeoro non hanno tratto insegnamento da Argentina e Germania, bastonate da Islanda e Messico. Hanno iniziato come dovevano, ovvero attaccando e cercando di mettere pressione agli svizzeri. Dopo aver segnato il gol però, è mancata cattiveria. Si sono illusi che una rete sarebbe bastata a portare a casa tre punti. E’ mancata la voglia di dimostrare di essere superiori, quella che fa la differenza tra una squadra di buoni giocatori ed una di campioni. La stessa che manca a Neymar. Il numero 10 si è fatto notare solo per l’ennesimo look inusuale e le giocate fine a sè stesse. Vero, ha ispirato la rete di Coutinho, ma può bastare questo a chi ha la presunzione di essere un gradino sotto solo a Messi e Ronaldo? Assolutamente no.

La fine delle illusioni

Dopo ieri sappiamo alcune cose. La prima è che il Brasile potrà pure vincere il mondiale, ma non è una squadra che rimarrà nella storia. La seconda è che Neymar probabilmente sarà il giocatore più tecnico di tutti i tempi, ma non sarà mai ai livelli dei più grandi. Gli manca la cattiveria di imporsi e di impegnarsi. Di lottare, sempre, su ogni pallone. Di rimanere sempre sul pezzo, di dimostrare con i fatti e non solo a parole. Dopo il primo turno, Ronaldo ha fatto una tripletta, Messi ha sbagliato un rigore e Neymar, nulla. I campioni, quelli veri, fanno notizia anche quando sbagliano. Oggi, tutti parlano del Brasile, ma nessuno della prova di  Neymar. Incosciamente, tutti sanno che non è a livello di Messi e Ronaldo.

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