Calciomercato Toro: Cairo, un talento per gli affari

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Immagine presa da www.ilfattoquotidiano.it

Cairo: una gestione assolutamente intelligente, anche se un po’ tardiva, condita con acquisti interessanti e di valore.

Il mercato è terminato. Il bilancio è più che positivo. Molti storceranno il naso perché Cairo incassa più di quello che spende. A me non importa, non sono il suo commercialista e non so cosa frulli nella sua testa. Ciò che importa è il Toro e il Toro quest’anno è estremamente competitivo. Obiettivo raggiunto.

Ciò che non si riesce a capire è come faccia il patron granata a vendere una difesa che nella passata stagione ha subito 55 gol, a circa 55 milioni, châpeau.

Una gestione assolutamente intelligente, anche se un po’ tardiva, condita con acquisti interessanti e di valore.

Le cessioni

Procediamo con ordine. Il mercato si è aperto con la cessione del capitano al Monaco per 13 milioni, come voleva lui, avrà l’occasione di giocare la Champions. L’arrivo di Mihajlovic poi cambia le gerarchie e Bruno Peres viene praticamente annunciato come partente. La Roma lo prenderà in prestito oneroso con diritto di riscatto a 12 milioni e mezzo più uno e mezzo di bonus e una percentuale sulla futura rivendita. Il brasiliano potrà quindi avere la possibilità di giocare titolare. Il divorzio non ha lasciato remore nei confronti di nessuno, ma tanta nostalgia per “quel gol nel derby”.

A metà luglio poi c’è quell’altro problema: Maksimovic. Lui decide che vuole essere ceduto. Decide che il suo destino deve incrociare la città di Napoli e inizia a fare i capricci. Cairo la tira per le lunghe ed ecco che i 20 milioni richiesti lo scorso anno diventano un diritto di riscatto a 25. Senza praticamente fare niente. Aurelio De Laurentis tuttavia, da buon uomo di mercato, accetta. Ecco così che la difesa da 55 gol incassati diventa una difesa del valore di 55 milioni. Un milione ogni rete.

Gli acquisti

Dopotutto però il Toro ha comprato anche qualcuno. Il primo, un ragazzino dal fisico d’acciaio, classe 1996, tale Lucas Boyè, arrivato a parametro zero. È finora il giovane più apprezzato da Mihajlovic. Un talentino dotato di ottimo dribbling, ma con qualche problema con il primo controllo.

In coppia arrivano poi Ljajic e Iago Falque da Roma, per una cifra attorno ai 9 milioni più cinque da pagare in caso di riscatto dello spagnolo. Due giocatori particolari, dal talento ancora in parte inespresso, chi per problemi fisici, chi per problemi all’interno degli spogliatoi. Problemi che con Mihajlovic difficilmente si incontreranno. Proprio con l’allenatore, Adem, pare avere un feeling particolare che probabilmente gli permetterà di esprimersi al meglio e di diventare un’arma insidiosa anche e soprattutto sulle palle inattive.

È poi il turno di Ajeti, un altro parametro zero, che dovrà sostituire Glik, ma a causa di svariati problemi fisici non troverà molto spazio. Per questo motivo a fine mercato verrà comprato il cartellino di Rossettini per due milioni di euro dal Bologna, preso in prestito Castan e bloccata la cessione di Bovo.

Dalla Serbia tocca poi a un altro classe 1996, regista ancora un pochino acerbo ma dal futuro certo, di nome Saša Lukic, costato un milione e mezzo. Sarà seguito da uno svedese dell’Hacken classe 1995, di nome Gustafson, che rimane tutt’ora un’incognita.

C’è tempo anche per un ritorno seppur breve, quello di Tachtsidis, subito girato in prestito al Cagliari, pagato anche lui circa un milione di euro.

A fine mercato è poi l’apoteosi. Cairo acquista De Silvestri, richiesto da Mihajlovic dall’inizio di giugno a circa quattro milioni. L’ultimo giorno conclude l’eterna trattativa che porta a Mirko Valdifiori  con 3,5 milioni  e in mezzo si concede la delizia. Joe Hart.

Cosa si può dire dunque che non sia già stato detto? Come al solito Cairo si dimostra un grandissimo imprenditore con le idee ben chiare, a differenza dei più quotati.

Un mercato condotto in maniera esemplare che si merita un 8, come minimo.

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