Callejon e Hamsik, vittime illustri di un turn over assurdo

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Callejon e Hamsik sono rimasti in panchina per tutta la gara a Genova contro la Sampdoria a causa della legge di un turn over assurdo imposto dalla società

Callejon e Hamsik, due pilastri del Napoli sono rimasti a guardare la squadra, mentre naufragava sotto i colpi della Sampdoria e tutto per la legge di un turn over assurdo.

Ancelotti al suo arrivo sotto l’ombra del Vesuvio aveva affermato che quest’anno avrebbe utilizzato tutta la rosa e sembra tanto che questo sia stato un diktat imposto dalla società.

Una società, o per meglio dire De Laurentiis, che ha spesso e sicuramente molto criticato Sarri per non attingere troppo da una rosa secondo il presidente di valore.

Ancelotti dopo due vittorie consecutive ottenute con quelli che Sarri definiva titolarissimi, a Genova ha voluto apportare delle modifiche alla squadra, con il risultato di una netta sconfitta per 3-0.

E’ logico chiedersi perchè Callejon e Hamsik siano rimasti a guardare anche nel secondo tempo quando la squadra azzurra era sotto di 2 reti.

Non saremo certo noi a voler insegnare qualcosa al buon Carletto, tecnico dal palmares trionfale, ma è anche giusto fare delle riflessioni su dati statistici.

Callejon, lo stakanovista dimenticato

Callejon è a Napoli dal 2013 ed in 5 anni prima di domenica ha saltato SOLO tre gare, sia che in panchina ci fosse Benitez o Sarri. Questo vorrà significare qualcosa, almeno crediamo.

Lo spagnolo è l’unico degli attaccanti che riesce ininterrottamente a ripiegare ed attaccare per 90 e passa minuti ed il suo lavoro a volte anche oscuro è preziosissimo per gli equilibri.

Domenica Insigne è stato tra i peggiori in campo. Sarà stato un caso o no che l’assenza dello spagnolo, con il quale il folletto partenopeo si trova ad occhi chiusi, lo ha costretto a una pessima gara?  Forse no!

Hamsik, il capitano di cui tutti hanno bisogno

Hamsik è il capitano e simbolo del Napoli da ormai 11 anni- Il calciatore più rispettato dai compagni non solo per le sue doti tecniche ma anche umane.

Lo slovacco si sta adeguando in un ruolo tutto nuovo con l’abnegazione di un ragazzino, proprio perché è un professionista di quelli di primo livello e si mette sempre alla prova.

Il suo contributo in campo è indispensabile, perchè, seppur fuori dal campo sia un antipersonaggio, in campo si fa sentire e seguire da tutti i compagni di squadra.

La legge del turn over, però, ha colpito proprio questi due pilastri della squadra, facendo saltare il cosiddetto banco partenopeo.

Non è colpa dei sostituti

Verdi e Diawara sono due signori calciatori ed a loro non va data nessuna colpa, perché il loro talento non è in discussione, ma prima del talento personale viene l’equilibrio della squadra, proprio quello che è mancato contro la Sampdoria.

Ancelotti deve giustamente poter contare su tutti gli uomini a disposizione, ma questo si fa quando l’organico ha assimilato al meglio le direttive del tecnico.

Domenica è invece sembrato che il tecnico volesse dimostrare che nessuno è indispensabile nella sua squadra e questo non può essere assolutamente vero.

In ogni squadra ci sono degli intoccabili e questo perchè su di loro poggiano i meccanismi che non si possono intaccare dopo così poche gare.

Perché non riconfermare l’undici sceso in campo nelle prime due gare e poi durante la sosta passare agli esperimenti? Perché non inserire i nuovi in modo graduale come fanno tutti gli allenatori?

La risposta forse sta nell’essere troppo aziendalista da parte di Ancelotti? Speriamo di no, perchè il tecnico di Reggiolo non può e non deve piegarsi ai voleri di chi lo paga, ma dare il massimo per una città che vive di calcio!

 

 

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