CARA ATALANTA, SENZA IL PAPU SONO DOLORI!

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La sconfitta di Udine, purtroppo, ci fa capire quanto sia determinante in questo momento l’assenza (o la presenza) del Papu Gomez per l’Atalanta. Senza di lui, poche idee, poca luce, poche occasione.

Dopo una bellissima settimana condita dalle vittorie con l’Apollon in EL e Bologna ed Hellas in campionato (con due prestazione non troppo esaltanti), arriva la doccia fredda di Udine. Brutta sconfitta e brutta prestazione contro un avversario rispettabile ma non esattamente in un periodo d’oro. Brucia, brucia molto, perché queste partite non vanno perse. O meglio, si possono anche perdere, ma non così. Disattenti dietro, spesso troppi spazi tra difesa e centrocampo e tra centrocampo e attacco, e poca inventiva là davanti. Stavolta non si può recriminare su nulla, se non contro l’opaca prestazione della nostra amata Dea.

PESA L’ASSENZA DI GOMEZ. MA NON SOLO QUELLO…

Chiaro, circoscrivere questa sconfitta all’assenza di Gomez sarebbe assolutamente superficiale. Perché (come già detto) il problema non è stato solo il reparto offensivo, anzi. L’Udinese ha avuto parecchie opportunità nitide per segnare già nel primo. All’Atalanta è andata anche bene subire solo 2 gol… Poi la Dea i suoi soliti 1-2 gol clamorosi gli ha sbagliati, ma questa non è affatto una novità.  Però si è creato poco, davvero troppo poco. Casualmente, si fatica a creare e ad essere pericolosi quando il Papu è assente (come col Bologna) oppure quando pur essendo presente non è al meglio (come contro l’Hellas). Probabilmente questa Atalanta dipende maggiormente da Gomez rispetto all’anno scorso. Già lo scorso anno era evidente quanto il Papu fosse determinante per la Dea. 14 gol e una marea di assist: una meraviglia dietro l’altra. Però se egli non brillava o veniva  contrastato, la Dea non è che spariva.

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L’ATALANTA LA SCORSA STAGIONE

Petagna faceva (e fa tutt’ora) un lavoro sporco per tutti i suoi compagni, favorendo spesso gli inserimenti di Kessiè e di Freuler e permettendo di creare spazi per gli esterni (Spinazzola e Conti). In più Caldara, un vero bomber la scorsa stagione. Per cui le alternative non mancavano affatto. Quest’anno invece Spinazzola è appena  entrato in condizione, Caldara fatica a trovare la via del gol, e Kessiè non c’è più, anche se comunque ci sono De Roon, Cristante e Ilicic. Pesa a mio avviso  tremendamente l’assenza di Andrea Conti, per cui al momento non è ancora stato trovato un valido sostituto. Sia chiaro, massima fiducia in Castagne e Hateboer, ma per il momento non hanno nulla a che vedere con il terzino passato al Milan. Meno spinta, meno inserimento, meno cross, meno fase difensiva.

L’ATALANTA OGGI

Venendo perciò a mancare il Papu, tutto si concentra sulle giocate di Spinazzola e di Ilicic. Per quanto riguarda quest’ultimo bisogna poi valutare se è in giornata, perché se lo è da qualcosa in più (qualitativamente parlando), ma se non lo è si gioca in uno in meno. E questo lo si sa da sempre, la discontinuità è sempre stata il suo limite. Gomez è tutta un’altra cosa. Continuità, leadership, invenzione, completezza, velocità, imprevedibilità e molto altro. Per questa Dea, in questo momento, è troppo importante. Sta poi ad una persona molto competente ed esperta come Gasperini capire come sopperire al meglio nel caso di eventuale assenza del capitano.

FATTORE EUROPA LEAGUE

Oltre a ciò, c’è sicuramente il fattore di giocare una partita ogni 3 giorni, cosa totalmente anomala per la nostra Atalanta. Giocare ogni 3 giorni implica un consumo di energie fisiche e mentali non indifferente, e tutto ciò si riversa naturalmente sull’aspetto tattico, con l’allenatore che deve costantemente ruotare la formazione. Sempre considerando, oltretutto, la tipologia di partita che si va a preparare, l’avversario, il dare la precedenza al campionato o all’Europa League etc. Il preparare tante partite ravvicinate, tutte con a disposizione praticamente la metà del tempo (2-3 giorni invece che 5-6) fa risentire le sue conseguenze. Che i giocatori (e il mister) avevano più la testa a giovedì che ad Udine? Difficile da ipotizzare, ma non da escludere.

Ora testa a giovedì per chiudere definitivamente il discorso qualificazione, anche per poter pensare per un po’ di tempo, con più tranquillità, al campionato. Dea, vietato sbagliare! FORZA ATALANTA SEMPRE E COMUNQUE!

Foto by L’ECO DI BERGAMO

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