Cara Erika tifosa juventina, morir così proprio non si può…

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Difficile commentare la dipartita della tifosa juventina Erika, ma almeno proviamo a dire due parole da tifosi

Cara Erika tifosa juventina, anzi a quanto pare innamorata di un tifoso juventino, ci viene difficile a noi come sito di tifosi e a noi come massa di uomini provare a scrivere anche soltanto due parole. 

La prima cosa che ci viene da pensare è che non è giusto morire così. Ma la morte è sempre ingiusta e colpisce come un’ombra nera quando me ce l’aspettiamo. Come quella sera, maledetta, quando avevi deciso di seguire il tuo ragazzo, Tu a 38 anni, per vivere le emozioni di una sfida indimenticabile. Quante volte noi tifosi le abbiamo provate sulla pelle quelle sensazioni. Noi juventini, noi milanisti, noi interisti ecc…Lo squillo delle trombe, le acclamazioni, i palpiti per ogni azione giocata, le urla o le imprecazioni, le lacrime di gioia o di nervosismo. 

Eri là tu, come tutti gli altri, in piazza San Carlo, uniti in quei colori, a seguire ogni singolo movimento di quella finale maledetta: Juventus – Real Madrid. Non era giusto finisse così.

Purtroppo, non si è ancora capito cosa sia successo, mille discussioni e mille “scarica barile” fra figure di spicco della cittadinanza e il personale addetto alla sicurezza e sorveglianza dei cittadini. Le immagini che ancora ci atterriscono sono davanti agli occhi di tutti: i cocci di bottiglie per terra, il sangue che colava dalle gambe, magliette strappate e ancora nessuno ci spiega nulla. Mille ipotesi, mille ricostruzioni, mille giorni di indagini. Nulla. Sappiamo che molti si sono accatasti contro un portone ed è li che ti hanno schiacciato e tolto ogni speranza di vita. 

A te, 38 anni, giovane, innocente, la massa, la fobia di una bomba che non c’era, il panico di cui siamo vittime oggi ti hanno tolto la vita. 

Cara tifosa juventina Erika è inconsolabile il dolore che proveranno tutti i tuoi cari per te e non serviranno i messaggi di commemorazione a centinaia di questa società moderna. 

Come sempre, in questo paese, quando muore una persona innocente, scattano misure di sicurezza ed allerta. Sempre e solo dopo, mai prima. Eh sì che i tempi sono cambiati, oggi andiamo in piazza e non sappiamo se torniamo a casa, eppure…

La massa, la forza straripante ,pari a uno tsunami, del panico ti hanno ucciso. Siamo tutti vittime di una sicurezza che non ci viene garantita, che a volte non cerchiamo di garantirci nemmeno noi come tifosi; allo stesso modo siamo tutti colpevoli, perché fra una protesta su Twitter ed una su Facebook, accettiamo passivamente tutto. 

Cara tifosa juventina Erika, tu che eri lì quella sera, innocente e ignara, solo lì per provare emozioni da tifosa, portale con te nel cuore ben oltre la vita.

Morir così proprio non si può, in una notte da emozioni per tifosi, fra facce colorate, bandiere e sfottò simpatici, non si può.

Questa società moderna ti chieda scusa, speriamo ti sia resa giustizia, purtroppo come tifosi e uomini, siamo tutti colpevoli e tutti vittime.

Vorremmo anche noi esser coscienti che la tua dipartita sia da monito per fermare scene di violenza e panico disseminate ovunque e sempre, ma sin da ora sappiamo che è impossibile, perché troppi fatti del passato e del recente presente ci mostrano questo.

Ma ora basta così, le chiacchiere sono inutili, ancor di più le speranze fallaci

Riposa in pace

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