Caso Anna Frank: siamo tutti ebrei, siamo tutti froci

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Il caso Anna Frank non può passare sotto traccia per chi come noi si pone quale bacheca del tifoso online! Siamo tutti ebrei e froci, se vogliamo essere civilmente umani

Siamo tifosi, siamo amanti degli sfottò, siamo fatti di emozioni e sberleffi verso gli avversari. Ma siamo e restiamo civilmente umani, non varchiamo le soglie dell’inciviltà, del non rispetto e della ignominia.

Cos’è passato per la testa di quei laziali che hanno deciso di usare non il sarcasmo, non l’ironia simpatica e piacevole, ma l’offesa infame nei confronti degli storici avversari cittadini? Si poteva dire e scrivere di tutto: si poteva disegnare una lupa sotto un’aquila, si potevano usare parolacce e mimica rozza, si potevano ricordare i derby persi…Invece, no, sempre perché in Italia siamo abituati a fare le consuete figure vergognose, si è scelto di recuperare la faccia di Anna Frank!

Ma lo sanno o lo sa il genialoide in questione chi era Anna Frank? E’ stata studiata a scuola la storia della shoa ebraica, non sono bastate le prove dal vero di gente umiliata e torturata? Non sono bastati i dati che la storia europea, ahimè, ci ha riportato?

Che bisogno c’era di ricordare una tragedia demoniaca, di immane proporzioni e spaventosamente disumana?

Era proprio necessario? Per quei quattro o cinque o sei punti di vantaggio nei confronti della Roma?

E’ questo il vero tifoso, quello che dice di soffrire per un goal, un’ammonizione, una partita vinta o persa? O dobbiamo credere che sia un altro. Anzi che siamo altri.

Anna Frank e quell’inciviltà che non ha giustificazioni

Ebbene se non siamo questi, ma siamo quelli dei fumogeni, dei coriandoli, delle coreografie e degli sberleffi, bisogna chiedere che dopo il DASPO per condotta violenta, si applichi una pena ancor più severa: l’estradizione dagli stadi per condotta morale ivi compresa l’offesa iconica e verbale.

In una società (quella dei social) dove l’immagine, realmente tratta o realizzata da un fotomontaggio, ha più significato, è più potente di un’offesa verbale, il rappresentare Anna Frank con la maglia giallorossa, quindi tacciare il nemico calcistico quale ebreo e dunque considerare questa razza ancora inferiore, è esempio di inciviltà senza giustificazioni.

La partita andava sospesa, la Lazio doveva perderla a tavolino, come è accaduto e accade in caso di lanci di petardi, bengala o altro materiale pirotecnico. Perché è ora di smetterla di considerare persone così, persone degne di vivere uno spettacolo colorato e sentimentale come quello del calcio. Che sia aperta un’inchiesta, che sia preso un provvedimento, perché l’offesa non va solo ai romanisti, ma va a tutta Italia e a tutti gli europei e a tutti gli ebrei (…come se ce ne fosse ancora bisogno).

Preferisco essere Anna Frank, preferisco essere ebreo e preferisco essere omosessuale anziché essere laziale. Basta con la vigoria dell’immagine nazi-fascista de’ altri tempi, basta con credere in una forza ideologica che, grazie al cielo, non c’è più. Non si combatterà mai il razzismo e la discriminazione civile, se prima non si insegna negli istituti scolastici la negatività, la repressione e la morte a cui hanno portato queste manifestazioni dittatoriali del secolo scorso.

Non è nemmeno discorso di comunismo, fascismo, anarchia o conservatorismo: è un senso di civiltà, che non può e non va dimenticato.

Anna Frank: una firma sul libro di un bambino non basta

Duole dirlo, ma non basta la firma di un giocatore davanti alle telecamere, prima della partita. E’ l’1% del lavoro. Il resto deve farlo la società, non cancellando i monumenti e le opere artistico-letterarie che quella civiltà ci ha lasciato (recente proposta politica senza senso culturale), ma imponendo regole severissime nei confronti di chi propone, consente ed espone immagini di tale nefandezza.

E poi ha ancora senso nel 2017 pensare che dare del frocio a una persona (indicata genericamente) sia offensivo? Ma come, non abbiamo votato da circa un anno una legge sulle unioni civili? Non stiamo cercando di metterci alla pari con i nostri corrispondenti europei più civilizzati di noi?

Ma è possibile che riusciamo a fare il giro dei tabloid del mondo più per episodi sconcertanti che per le nostre imprese?

Ma, ci rivolgiamo qui a chi ha avuto la scellerata idea di esporre quel ritratto. Non era quella civiltà storica da lui o loro evidentemente tanto adorata propugnatrice di un orgoglio italiano smisurato al di fuori dei confini e quindi contraria a figure così spiacevoli, come quella che adesso stiamo facendo? Dunque, se il tanto osannato fascismo impone un’immagine forte e dignitosa della nostra patria, si parli dell’Italia per le sue imprese, magari quelle della Lazio in Europa League o della Juve in Champions o della nazionale italiana. Lasciamo agli altri le figure di …e impariamo a tenere per noi e prenderci gli elogi di quelle positive.

No, non basta una firma di un ragazzo, pagato per calciare un pallone, per cancellare una figura discriminatoria di tale fatta. Ci vuole una società che controlli le curve, che imponga una linea dura, severa e moralmente forte del proprio credo calcistico.

Non che fra i denti dica…”Facciamo sta pagliacciata“…se davvero l’ha detto (le fonti sono discordi su questo).

Anna Frank: siamo tutti ebrei e siamo tutti froci

Preferiamo essere ebrei, preferiamo essere froci, preferiamo essere tifosi di tutte le squadre del mondo, perfino la più scarsa al mondo che essere laziali. A questo punto allora insorga, mostri la propria dignità il popolo biancoceleste, rappresenti quella squadra tanto gagliarda quanto sorprendente ed esponga un’immagine, una scritta, uno striscione che rappresenti ciò che significa essere tifosi: vivere le emozioni della partita, le paure della classifica, le sensazioni dei goal all’ultimo minuto e le prese in giro verso gli avversari o da parte di questi ultimi.

E’ un altro mondo: è distante da Anna Frank, da un romanista frocio, da una violenza icastico-verbale, che non ci appartiene.

Nessuno sta pensando che tutti i tifosi laziali siano incivili (lungi da noi pensare questo), ma sicuramente sono incivili quelli che esaltano ancora l’odio, l’antisemitismo e il massacro della razza.

Quel che vogliamo essere e rappresentare in questa società e in questo sport è una cosa semplice:

Siamo tifosi, siamo amanti degli sfottò, siamo fatti di emozioni e sberleffi verso gli avversari. Ma siamo e restiamo civilmente umani, non varchiamo le soglie dell’inciviltà, del non rispetto e della ignominia

 

 

 

 

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Nato a Milano il 09/09/1984. Gestore content editor e piano editoriale del sito www.tifoblog.it. Come tutti i colleghi che scrivono in questo sito, noi ci proponiamo di fare del #tifogiornalismo senza tralasciare lo scoop e la notizia, ma interagendo con i tifosi. Collaboro per il sito www.milanoweekend.it - sezione Sport e per il sito www.casanapoli.net Nella vita studio e lavoro, perché non si finisce mai di imparare e coltivo una passione culturale sfrenata per arte, letteratura e poesia. Il mio motto è: a metà fra questo secolo e i precedenti con in testa di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto!

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