Caso Icardi: caso mediatico o grande bluff?

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Icardi alla Juve

 

Mauro Icardi, capitano, bomber e centro nevralgico del progetto Suning della nuova era nerazzurra: è questo il nome caldo, che questi giorni, sta facendo saltare i nervi della Curva Nord interista e riempendo di dubbi sull’accaduto, i milioni di tifosi in giro per l’Italia e per il mondo intero.

IL CASOTutto nasce da una biografia, molto precoce, che racconta la vita, privata e calcistica, del 23enne di Rosario.

Fin qui niente di strano vero? Falso, il lancio del libro, intitolato Sempre Avanti, ha condizionato l’intero mondo calcistico e in particolare la branchia nerazzurra milanese per via di alcune pagine dove “Maurito” (il libro in realtà è stato scritto da Paolo Fontanesi), racconta un episodio post SassuoloInter del febbraio 2015, che finì 3-1 per i neroverdi, che vide un faccia a faccia tra il 9 e gli Ultrà della curva che criticavano pesantemente la squadra per l’ennesima prova indecorosa (nelle due partite precedenti l’Inter perse col Torino e pareggiò con l’Empoli).

Entriamo nel dettaglio? Ecco la dichiarazione “piccante”:

Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. (…) Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo… I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: ‘Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo’. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce. (…) Un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse. (…) Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao… Oggi fra me e i tifosi della Nord c’è rispetto reciproco, come è giusto che sia. Anche loro hanno un ruolo importante per il successo della squadra.

REAZIONE DELLA CURVA: Sembrerà scontato, ma gli Ultrà nerazzurri non hanno preso troppo bene queste parole ed anzi la loro reazione è stata ancora peggiore.

Sul sito ufficiale della Curva Nord, gli ultras, hanno rilasciato questa dichiarazione: «Ci piacerebbe non rivangare quella giornata dove i suoi compagni di squadra erano arrivati a prenderlo per il collo pretendendo da lui un atteggiamento meno arrogante nei confronti del popolo interista. Ma non perché la Curva è da temere, la Curva è semplicemente da rispettare. Nessuno deve avere paura di nessuno, basta avere la coscienza pulita, essere onesti, primariamente con se stessi».

L’articolo si conclude con:

Un individuo del genere non può indossare la fascia di capitano. A prescindere dal nostro pensiero, esulando dalla nostra presa di posizione. L’Inter non lo merita. Scritto ciò, per essere chiari, specifichiamo: Icardi con Noi ha chiuso. TOGLITI LA FASCIA. PAGLIACCIO. Questo, ora si, lo pretendiamo.

REAZIONE SOCIETARIA: Sicuramente la società nerazzurra non poteva restar fuori da questo caos, e con questa dichiarazione ha reso pubblico che Icardi, si, resterà il capitano dell’Inter, ma verrà multato pesante e sicuramente seguito con più attenzione:

– F.C. Internazionale, a seguito dell’incontro avvenuto questa mattina tra i dirigenti e Mauro Icardi, comunica che per il capitano nerazzurro sarà applicata la sanzione prevista per aver violato il Regolamento Interno del Club, sottoscritto da ogni giocatore. 

LE SCUSE: Ad azione corrisponde reazione, no? Ovviamente Maurito non poteva tirarsi indietro e probabilmente, dopo essersi realmente pentito, ha regolato il tiro chiedendo scusa a tutto l’ambiente nerazzurro compresi gli Ultrà della curva Nord:

In questi due giorni ho vissuto una parentesi triste della mia storia nerazzurra. Ma in una famiglia – e mi hanno sempre insegnato che l’Inter prima di tutto è una grande famiglia – i momenti difficili o le incomprensioni possono capitare. Tutto nasce da una pagina del mio libro, che probabilmente è stata buttata giù troppo d’istinto. Una pagina dove alcuni toni sono inappropriati e sono davvero dispiaciuto che ci siano andati di mezzo proprio i tifosi dell’Inter. Questo ha offeso tanta gente, ma bisogna guardare sempre avanti e, se si può, fare di tutto perché le cose tornino al proprio posto. Per questo mi scuso e mi impegnerò perché queste pagine non ci siano più, in modo che nessuno possa sentirsi offeso, tradito e minacciato. Oggi ho parlato con la Società, abbiamo chiuso questa brutta parentesi e, tutti insieme, abbiamo un solo obiettivo: il bene dell’Inter, perché niente è più grande dell’Inter. Per questo motivo ho accettato ogni decisione del Club. In futuro cercherò di essere molto più attento, cosa che il mio ruolo nella squadra impone. Ora, uniti più che mai, prepariamo i prossimi impegni con la massima determinazione.

LA REALTA’: La realtà dice che è tutto un grosso pasticcio mediatico, che Icardi è un ragazzo di 23 anni, che all’epoca ne aveva quasi 2 di meno e che quindi è incline ad errori.

Che una biografia a 23 anni non sia necessaria è scontato, che questo caos abbia fatto gioco ad un libro che pochi avrebbero preso in considerazione lo è ancor di più;  Ma vorrei lasciarvi con un quesito, secondo voi è possibile che una società come l’Inter, proprietà del colossale gruppo Suning, che si è presentata in Italia e al cospetto del mondo intero come modello esemplare delle risorse umane sia stata veramente all’oscuro del contenuto di questo libro?

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