Caso Muntari, squalificato per aver anteposto la proprio dignità

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Clamoroso episodio di razzismo al Sant’Elia di Cagliari. ”Buuu” e insulti di ogni tipo verso il ghanese, che nel finale di gara decide di abbandonare il campo.

Sono ormai anni che in Italia (ma non solo) avvengono episodi simili. Già una decina di anni fa successe una cosa simile con Zoro, in un Messina-Inter. Nel 2010, proprio a Cagliari, Tagliavento sospesa la partita per continui insulti ad Eto’o, attacante camerunense dell’Inter. Senza dimenticare l’amichevole Pro Patria-Milan di qualche anno fa, dove la vittima fu Boateng. Anche in quel caso la partita fu sospesa. Più si va avanti col tempo, più si peggiora, invece che migliorare. Quante volte si sentono cori razzisti verso Koulibaly o verso Rudiger? Quasi sempre. Proprio in Napoli-Inter, dopo l’ammonizione del difensore napoletano, dagli spalti si sono alzati degli inequivocabili ed insensati ”buuu”. Ma l’episodio di Muntari è davvero particolare: analizziamolo nel dettaglio.

Tutto inizia già nel primo tempo: un gruppetto di tifosi (se così si possono chiamare) del Cagliari insultano pesantemente il calciatore ghanese, con espressioni del tipo ”mangiabanane”, ”scimmia” ed altri insulti ancora più scurrili che si possono intuire senza citarli. Muntari individua questo piccolo gruppo, notando che fra di essi vi sono anche dei bambini che urlano insieme ai loro genitori. A fine primo tempo, il ghanese si ferma, si toglie la maglia e la consegna ad uno dei bambini. Al rientro nella ripresa, si sentono dei ‘’buuu’’ provenienti questa volta da un altro gruppo di tifosi. Sulley non  ci sta e si innervosisce sempre più, e chiede a più riprese al direttore di gara Minelli di interrompere la partita. Anzi, al 90°, dopo l’ennesima (e giustificata) lamentela del giocatore, l’arbitro cosa fa? Lo ammonisce! A questo punto il centrocampista, infastidito, abbandona il terreno di gioco.

Oltre la stupidità, l’ignoranza e la cattiveria dei ‘’tifosi’’ presenti allo stadio che continuamente insultavano il giocatore, ciò che scandalizza molto è l’atteggiamento assolutamente passivo del direttore di gara. Come sottolinea il ghanese nel post partita ai microfoni di Sky, l’arbitro non deve essere in campo solo per dirigere il gioco e fischiare i falli o i fuorigioco, ma è suo compito e dovere anche prendere decisioni importanti come sospendere una partita, tirando fuori gli attributi. Attributi che l’arbitro Minelli ha assolutamente dimostrato di non avere. Anzi, addirittura si è infastidito per i lamenti del giocatori, ammonendolo: davvero vergognoso.

Clamoroso anche quello che appare sulla Gazzetta dello Sport. Nelle pagelle, viene dato 5,5 a Muntari, con la seguente  motivazione: ‘’Prestazione sufficiente, ma non si abbandona il terreno di gioco’’. Quindi Muntari ha fatto una prestazione da 6, ma siccome ha deciso di abbandonare il campo merita mezzo voto in meno? Mezzo voto in meno per cosa? Per aver anteposto la sua dignità? Se il direttore di gara fosse intervenuto (ed avrebbe dovuto farlo) il ghanese non avrebbe abbandonato il campo!

E non è finita qui. L’abbandono del terreno di gioco ha comportato automaticamente il secondo giallo, e di conseguenza l’espulsione e la squalifica del giocatore. Più che squalificare lui, sarebbe da squalificare l’arbitro, oltre che logicamente quella decina o poco più di idioti protagonisti dei cori. Purtroppo però il giudice sportivo ha deciso diversamente, e l’unico a pagare è stato proprio Muntari. Si parla tanto di razzismo, etica umana e sportiva e tutto, ma quando c’è da intervenire coi fatti alla fine non si interviene (quasi) mai…

 

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