Caso Parma: adesso parlo io!

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La gogna mediatica sul caso-Parma pare non terminare. La FIGC cala 5 punti, Zamparini ci mette il carico da 50 milioni.

Ho preferito tacere in questi due mesi. Due mesi in cui ho letto e sentito di tutto, un turpiloquio continuo ed insistente (e gratuito) nei confronti di una società reduce da tre promozioni consecutive. Impresa che, mi piace rimarcarlo e sottolinearlo, a nessuno era mai riuscita in Italia. Ma è ovvio che siamo stati troppo veloci, qualcuno non ha gradito. 

5 (cinque) punti di penalità in serie A al neopromosso Parma. Questa è la decisione presa dal Tribunale per la vicenda Whatsapp-Calaiò. Un caso in realtà inesistente, visti, letti e analizzati i messaggi dal tono scherzoso inviati da Calaiò all'(ex)amico De Col. E’ vero ci sono dei regolamenti, mi può anche stare bene la squalifica o multa al giocatore, ma azzerare una vittoria e due pareggi ad una neopromossa è veramente fuori dal mondo, considerando i precedenti (Masiello, Doni, Mauri, Signori e chi più ne ha più ne metta… tanto per citare i più furbi) in cui i clubs non sono stati praticamente toccati nonostante le confessioni e le intercettazioni gravissime dei tesserati.

Io, da tifoso e sportivo, mi sento umiliato e assolutamente non tutelato dalla giustizia sportiva (considerando anche che il bresciano che ci ha fatti fallire nel 2014/2015 non è stato mai sfiorato e sta vivendo serenamente la sua vita, aumentando il peso forma di giorno in giorno).

Mi permetto di virgolettare un pensiero del grande Fulvio Ceresini:

Questa volta non scrivo da tifoso del Parma, ma da persona che per 25 anni ha vissuto all’interno di questo mondo del calcio e ha visto cose che voi umani…
La FIGC che controlla e organizza il calcio Italiano è attualmente commissariata… e già questo la dice lunga….
Lo controlla talmente bene che, tralasciando per pietà i risultati sportivi della nostra Nazionale, negli ultimi sei anni ha perso ben 38 società, fallite o che non sono riuscite ad iscriversi nei rispettivi campionati e diverse altre seguiranno.
Lo controlla talmente bene da non vedere, o meglio facendo finta di non vedere, i bilanci taroccati di innumerevoli società, a tutti i livelli, tecnicamente fallite da anni, che fanno finanza creativa vendendo marchi e facendo plusvalenze fasulle.

Vedrete che il piccolo Chievo sarà solo la società più sfigata da sacrificare alla causa del rigore e del rispetto delle regole. Allora… cosa si inventano questi solerti governanti del calcio? Cosa pensano di fare mentre il loro mondo marcio sta implodendo? Decidono di dare un segnale, che ci sono, attaccando la società ultima arrivata, la più sana di tutte, ma che è arrivata forse ai massimi livelli inaspettatamente troppo in fretta e probabilmente a discapito di altre di amici degli amici. Si inventano dal nulla un processo farsa, la tengono in scacco per oltre due mesi e la condannano con una penalizzazione, rapportata ai veri illeciti con protagonisti reo confessi, che risulta spropositata e per dirla alla francese…vomitevole.
La vergogna vi accompagni.

È un mondo difficile e pericoloso.”

Come dargli torto?

Il brand Parma da ormai quattro anni per un motivo o per un altro è accostato a qualcosa di negativo. Fatto curioso dal momento che è, dati alla mano, la società economicamente più sana (attenzione non ho detto ricca…) tra serie A e serie B. Purtroppo la gogna mediatica martellante fa gola a tutte le testate giornalistiche. Da settimane si parla di “Serie A a rischio per il Parma” con tirature da record per poi vendere ora “Serie A salva per il Parma” con ulteriori letture record. Se sapesse il lettore medio che da due mesi sta leggendo il nulla…

Questa tendenza di opposizione al Parma è partita dai “dirigentini” sconosciuti nell’anno della serie D, continuata con le invidie in Lega Pro e proseguite in serie B, dove presidenti friulani con l’acqua alla gola e sull’orlo del baratro incolpano i crociati di illeciti inventati invece di rendersi conto di avere l’Alzheimer!!!

Ora addirittura questo omuncolo chiede 50 milioni di euro come danno per non essere salito in serie A. Ahahahahahah! Farebbe quasi tenerezza se negli anni avesse dimostrato un minimo di umanità e stile.

Comunque che vada pure avanti per la sua strada in tribunale, in appello, in terzo grado, a fan… noi andremo per la nostra. Abbiamo già perso un mese di calciomercato per queste cretinate senza avere colpa direttamente. Abbiamo un campionato difficile da preparare, lui gente da vendere e una serie B da giocherellare, magari in attesa di essere la società numero 39… Aldamàr! (tipica espressione dialettale della mia zona in cui non si dimostra particolare stima al soggetto, ndr).

E comunque la mia fiducia è che quel -5 si trasformi in un -3 o -2; ne gioverebbe più la credibilità della giustizia sportiva che il Parma stesso.

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