Catania: il progetto avanza, i dubbi rimangono

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Ritiro iniziato al caldo di Torre del Grifo, mercato in fermento, ritorni eccellenti e presentazione della squadra in grande stile nella suggestiva cornice di Palazzo degli Elefanti, sede del Comune di Catania: la stagione 2016-2017 è ormai alle porte. Sembra felice la scelta di affidare la conduzione della rosa a un siciliano doc come Pino Rigoli: classe ’63 originario della provincia di Messina, il tecnico ex Ragusa, Modica e Akragas viene dalla dura gavetta del dilettantismo e questa occasione potrebbe rappresentare il suo trampolino di lancio verso il calcio che conta. Rigoli, uno dei migliori tecnici dello scorso campionato di Lega Pro, godrà dei rientri alla base di Marco Biagianti, storico capitano degli anni ruggenti in Serie A, e dell’attaccante Michele Paolucci, che tanto bene aveva fatto con Zenga in panca nella stagione 2008-2009: i due danno una significativa iniezione di esperienza a una rosa di qualità, anche se ancora in costruzione.

Sono state settimane intense per Pietro Lo Monaco, impegnato nel doppio binario del risanamento societario e del calciomercato: i nuovi puntelli, con la significativa eccezione dei due big di cui sopra, sono calciatori giovani, alcuni dei quali hanno già dimostrato il loro valore in terza serie. L’attaccante catanese Anastasi (26 anni, dal Mantova), il terzino classe 1994 Nava fresco di promozione in B col Cittadella, poi ancora il portiere ventunenne Martinez e il centrale senegalese Mbodj (classe ’96), tutto da scoprire: senza dimenticare il rientro alla base del talentuoso Di Grazia, vent’anni e alle spalle un importante campionato con l’Akragas, con la novità “esotica” rappresentata dal terzino serbo Djordjevic, classe 1991 scuola Stella Rossa.

I rumors parlano poi di un forte interessamento per Piscitella, esterno d’attacco scuola Roma, oltre a possibili arrivi dall’Argentina: un classico per Lo Monaco, abituato a portare alle falde dell’Etna calciatori sudamericani che hanno spesso fatto in Sicilia le loro fortune, contribuendo anche a quelle del club rossazzurro.

Sembra tutto positivo dunque, con la squadra che ritrova un’organizzazione e una razionalità che parevano smarrite da tre anni a questa parte: le sensazioni, però, rimangono contrastanti. La piazza catanese, ancora ferita dalla scellerata gestione Pulvirenti-Cosentino e dall’amarezza dello scandalo che ha portato all’inchiesta “i treni del gol“, si divide sull’atteggiamento da tenere: sostegno al nuovo-vecchio corso targato Lo Monaco o contestazione a oltranza verso un Pulvirenti che, ancora patron, è stato causa del tracollo dell’ultimo triennio?

La classica minestra riscaldata, inutile girarci attorno, non piace a molti. Lo Monaco ha rappresentato un grande passato, questo è fuor di dubbio: non è detto che però possa ripetere i fasti di un periodo della storia calcistica catanese per molti motivi ormai definitivamente tramontato. Manca l’entusiasmo che nella bollente estate del 2004 portò quella che fu definita “una scatola vuota” nelle mani dell’allora rampante proprietario dell’Acireale Calcio Pulvirenti, uomo che puntava molte fiches su tavoli diversi: alberghi, grande distribuzione, compagnie aeree, infine sport. Un imprenditore spalleggiato perfettamente dall’uomo di campo Lo Monaco, diventato grande dirigente dopo anni di dura gavetta nei ruoli più disparati.

Manca anche la disponibilità economica di allora: Pulvirenti ha giocato quelle stesse fiches in maniera scellerata, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, in grado di offuscare anche le tante annate da record in A. Il Catania è al momento un malato grave, su cui si sta applicando una cura da cavallo per tentare di riportarlo a condurre un’esistenza almeno regolare, senza troppi patemi d’animo: normale che ci sia diffidenza, naturale che l’entusiasmo non possa automaticamente tornare al rientro di un dirigente stimato come Lo Monaco.

I problemi rimangono: e con loro i forti dubbi di tutti quelli che hanno a cuore i colori rossazzurri. E’ notizia di oggi il nuovo deferimento di Pulvirenti per le partite della primavera 2015 contro Bologna e Brescia, ennesimo capitolo dell’inchiesta “i treni del gol“. La questione della vendita resta ancora in sospeso, con Vergara che si è limitato a una visita di Torre del Grifo, scomparendo poi nel lontano Messico e chiaramente allontanandosi da una società la cui situazione debitoria non è certamente allettante per gli investitori stranieri. Sulla squadra, poi, pende la spada di Damocle della penalizzazione di sette punti: 1 per pendenze non corrisposte, 6 per non aver ottemperato al pagamento residuo stabilito a suo tempo per il trasferimento di Lucas Castro dal Racing Avellaneda.

Lo Monaco afferma che tutto si sistemerà, avendo già concordato con la società argentina nuove modalità di dilazione dell’importo dovuto. Il Direttore, dopo aver concluso tutte le pratiche burocratiche relative all’iscrizione alla Lega Pro, ha affermato con sicurezza “noi andiamo avanti, il progetto va avanti“. I dubbi e le nubi su Torre del Grifo, però, restano eccome.

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