C’è vita in questo Genoa

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“Sembrava impossibile ma ce l’avevamo fatta”

Cagliari – Genoa potrebbe tranquillamente essere riassunta con la celebre frase della pubblicità dell’Amaro Montenegro. In questo caso non è stato portato in salvo alcun vaso ma la panchina di Juric, peraltro a discapito di quella di Rastelli, esonerato nella giornata di ieri.
Sembrava impossibile perché il grifone, nelle prime sette partite, non solo non aveva mai vinto ma addirittura non c’era nemmeno quasi mai andato vicino.
Sembrava impossibile che il grifone potesse creare così tante occasioni da uscire dal campo con il rimpianto di averne concretizzate “solo” tre.
Sembrava impossibile a tal punto che i tifosi rossoblu hanno dovuto soffrire anche in una partita per lunghi tratti dominata.
A onor del vero va detto che il compito del Genoa è stato agevolato dall’avversario, apparso in evidente difficoltà. Non va però dimenticato che in altre occasioni simili (ad esempio nella trasferta di Udine) il Vecchio Balordo aveva fallito miseramente.

Diamo a Juric quel che è di Juric

Se fin qui era stato giustamente criticato, vanno riconosciuti i giusti meriti ad Ivan Juric  che, in Sardegna ha ridisegnato la sua squadra conquistando i tre punti. Aveva ragione il tecnico croato a dire, nella conferenza stampa pre-partita, di non aver mai provato il 3-5-2. Quello visto contro il Cagliari, infatti, non è stato altro che il caro vecchio 3-4-3 che tanto bene aveva fatto nella prima parte della scorsa stagione. Rigoni, ancora una volta, si è dimostrato imprescindibile per questa squadra poiché in grado di dare sostanza al centrocampo in fase difensiva e di inserirsi sempre pericolosamente in quella offensiva (bottino di un goal e un assist, non male per un centrocampista). Veloso e Bertolacci hanno visto diminuire la mole di compiti richiesti in fase di non possesso ed il loro gioco ne ha risentito in positivo.
Adesso Juric dovrà dimostrare di aver capito la lezione e continuare su questa strada: l’unica che, ad oggi, appare percorribile. Con buona pace dei vari Ricci e Centurion.
L’abbraccio ricevuto dai giocatori dopo il secondo goal e a fine partita è la dimostrazione che il gruppo ha fiducia nel suo tecnico.

Taarabt in rampa di lancio

Che piaccia o no, buona parte del futuro prossimo del Genoa passa dai piedi di Adel Taarabt. Il marocchino in estate aveva risolto i suoi problemi di peso e in questo inizio di stagione ha dimostrato di crescere di partita in partita fino all’esplosione in terra sarda: un goal, un assist e tante giocate degne della sua classe. Il suo talento non è mai stato in discussione e, ora che si è messo a completa disposizione della squadra, rappresenta uno dei principali punti di forza della rosa.

Serenità societaria

Parlare di serenità societaria è sicuramente esagerato. Il fatto che però i ruoli siano maggiormente definiti rispetto a venti giorni fa e che finalmente esista una figura di raccordo tra proprietà e squadra (Perinetti) non può che aver fatto bene ai giocatori. Le voci su un possibile cambio societario avevano, anche se inconsciamente, contribuito a destabilizzare gli equilibri della piazza e dello spogliatoio.

 

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Ora “testa alla prossima”

Adesso servirebbe dare continuità ai tre punti di Cagliari ma il calendario non è d’aiuto visto che il Genoa affronterà Milan e Napoli prima della trasferta di Ferrara e del derby. Finalmente però si può guardare con maggiore ottimismo al proseguo di questo campionato: il grifone è ancora in coma ma ha dato importanti segnali di vita. Ora sarà importante non staccare la spina.

Fonte immagine: Sportal.it

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