Per il Cesena un pareggio dolceamaro a Perugia (3-3)

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Dopo un primo tempo sonnolento, letteralmente regalato al Perugia, il Cesena si sveglia nel secondo e conquista un buon punto

Un Cesena che non ti aspetti. Nel bene e nel male. Anzi, al contrario, nella fattispecie. Dopo la sorprendente vittoria sul campo del Sassuolo che ha regalato al Cesena i quarti di finale di Coppa Italia dopo 46 anni, era difficile aspettarsi un primo così brutto a Perugia, dopo appena 5 giorni dall’impresa in terra emiliana, ma allo stesso tempo era impensabile una reazione come quella a cui abbiamo assistito dalle 21:30 in poi. Due partite in una, un tempo per parte ed un 3-3 che alla fine non accontenta nessuno, ma che a ben pensarci è utile per muovere la classifica e che interrompe una terribile serie negativa (6 sconfitte esterne consecutive) che pesava come un macigno sulle spalle dei giocatori romagnoli.

Nella prima frazione i bianconeri non sono esistiti e se il Perugia ha segnato un solo gol (in realtà nemmeno quello, visto che è stato Kone a togliere le castagne dal fuoco al Grifo) è stato solo per imprecisione e sfortuna, ma sicuramente avrebbe meritato qualcosa in più. Poi la metamorfosi, merito delle urla di Andrea Camplone negli spogliatoi o forse della pozione magica di Asterix: subito fuori l’inguardabile Laribi e l’indisponente Rodriguez, dentro il pimpante Garritano e bomber Cocco, un attaccante deciso a sbattersi per la causa come già il suo predecessore, salpato per le Isole Britanniche. Tutto cambia, il Cesena segna subito il pareggio con Ciano, crea occasioni, prende in mano la partita e, sorprendentemente, non si squaglia dopo il gol di Ricci che avrebbe ammazzato un toro. Anzi, reagisce con rabbia e con voglia. Inaudito! E così pareggia di nuovo con piedone Kone, il quale tiene la palla attaccata al piede dentro l’area avversaria, neanche fosse Kessie, e poi tira con precisione nell’angolo basso. Se non è una sorpresa questa… Ma non è ancora finita e Cocco si esibisce in una delle sue specialità, il gol da rapace dell’area di rigore, in anticipo sul primo palo: il Cesena tre gol in trasferta li fa, se va bene, una volta all’anno, figuriamoci tre in un tempo, eppure succede al Renato Curi dove il Perugia ne aveva incassati appena 6 in tutto un girone, sorpresa su sorpresa. Potrebbe bastare così, doveva bastare così. Ed invece no, perché bisogna essere autolesionisti fino in fondo e regalare un solo gol (quello di Kone in apertura), quando tu invece ne segni tre, pare scortese e ci pensa quindi l’incerto ed imperdonabile Agazzi a spianare la strada al pareggio di Forte con un’uscita goffa e maldestra.

Una serata dolceamara, che lascia sensazioni contrastanti: indubbiamente positivo il pareggio in trasferta dopo mesi e mesi di sconfitte, positiva la reazione di carattere e l’autorità con cui i ragazzi hanno prima recuperato e poi ribaltato la partita, ma estremamente negativo l’approccio alla gara con un primo tempo regalato agli avversari ed una formazione voluta da Camplone che si è dimostrata inadeguata o forse solo inefficace, ma che comunque si è rivelata sbagliata. Per non parlare del pasticcio combinato dal portiere che, di fatto, ha privato il Cesena di due punti fondamentali per la classifica che avrebbero potuto rappresentare la svolta della stagione. Insomma, c’è da festeggiare l’inversione di tendenza, ma è troppo poco per brindare a champagne: stappiamo allora una bella gazzosa ed iniziamo a pensare alla partita di sabato contro l’Ascoli.


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it

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