Il Cesena perde con l’Entella. Drago ha le ore contate

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Il Cesena sconfitto dall’Entella esce tra i fischi del Manuzzi e vede lo spettro della Lega Pro. Per il momento Drago confermato, ma si attendono novità

Ieri sera il Cesena ha compiuto un ulteriore passo verso i bassifondi della classifica di serie B, gettando uno sguardo preoccupato verso lo spettro della Lega Pro, che mai come oggi incombe sulla Romagna. La prestazione offerta contro la Virtus Entella è stata a dir poco sconcertante, con i bianconeri che non sono riusciti nemmeno a pareggiare una partita che ha avuto l’effetto di far addormentare tutti, Curva Mare compresa. A fine gara circa duecento tifosi si sono appostati dietro alla tribuna in attesa che la squadra uscisse: brevi confronti con Foschi, Drago e la squadra allineata alle spalle di CapelliCascione.

Da quanto emerso, sembra che il CdA bianconero avesse appoggiato l’esonero di Massimo Drago, salvato però dal parere contrario di Foschi. A quanto pare l’allenatore calabrese avrà un ulteriore bonus legato alle due prossime trasferte contro Frosinone e Brescia, prima che una decisione definitiva (e forse tardiva) venga presa. Ci sarebbero diversi dettagli da analizzare, ma l’incipit più semplice da cui partire riguarda proprio l’allenatore.

In estate obiettivamente (e sarebbe da folli negarlo) la squadra è stata indebolita per svariati motivi, e i giocatori arrivati a Cesena non sono certo riusciti a far dimenticare i Sensi, i Kessie, i Ragusa, i Caldara, i Gomis e via dicendo. L’allenatore aveva manifestato un certo malessere in virtù di questi rimpiazzi, ma ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco tentando di trovare subito la quadra all’interno dello spogliatoio. Appare evidente però che alcuni presunti senatori ieri sera, e forse già da qualche partita, abbiano voltato le spalle a Drago. Con questo non voglio negare che anche Drago abbia le sue responsabilità, perché insistere con giocatori non adatti alla categoria o fuori ruolo non è il massimo per provare ad uscire dal fondo classifica.

In seguito bisognerebbe analizzare l’operato di Foschi e della società. Com’è possibile da parte del direttore sportivo dichiarare in agosto che la squadra appena costruita è la più forte della sua gestione? Com’è possibile programmare un progetto biennale quando in realtà la seconda annata è palesemente ‘falsata’ dalle importanti cessioni e dai mancati rimpiazzi? Tanti interrogativi che non avranno mai una risposta, tanti interrogativi destinati a cadere nel vuoto perché in realtà la comunicazione non è mai stato il pezzo forte di questa società.

Per ultimi, ma non per importanza, bisognerebbe analizzare il rendimento dei ‘giocatori’, o presunti tali, scesi in campo da inizio stagione. Supponiamo anche che l’allenatore non abbia la personalità per uscire da questa situazione, ma come è possibile che chi va in campo non riesca a fare un passaggio di un metro nei piedi del compagno, oppure non riesca ad impensierire il portiere ospite in almeno un’occasione? Com’è possibile far la figura dei burattini quando in realtà il valore della rosa non è tale da lottare per non arrivare ultimi?

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Ci sono tante, troppe componenti che quest’anno mi fanno pensare davvero male. Dal mercato fallimentare, dalla sfortuna che nelle prime giornate ha accompagnato il Cesena, dalla tristezza e dalla pochezza viste finora in campo. Lo spettro della Lega Pro incombe sempre con più veemenza, e per evitarlo bisognerà lavorare davvero duro perché è più facile lottare per i playoff che rimboccarsi le maniche e sguazzare nella melma della colonna di destra. A Drago hanno dato altre due giornate di tempo, due partite in realtà proibitive per la condizione attuale dei bianconeri. Potrebbe essere necessario un segnale forte, anche se le colpe andrebbero equamente suddivise, ma il primo a pagare è sempre l’allenatore.


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.itTesto di Nicholas Brasini, editing e foto di Stefano Manzi

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