Il Cesena perde sul campo dell’Entella e precipita verso il baratro

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Virtus-Entella-Cesena

Il Cesena fornisce una prova dignitosa, ma cade sotto i colpi della cinica Entella: le troppe illusioni bianconere iniziano ad andare in frantumi

Ad un certo punto della partita di oggi pomeriggio, dopo il gol di Crimi e prima del pareggio di Caputo su rigore, mi sono illuso che il Cesena avrebbe potuto conquistare una decisiva vittoria in trasferta. Il vantaggio era effimero, solamente un gol a zero, ma le iniziative dell’Entella andavano regolarmente a sbattere contro la difesa bianconera e, quando questa veniva superata, c’era Agazzi a fare buona guardia. Una prima mezz’ora non certo bella, ma efficacemente condotta a difesa del vantaggio. Poi il gol del pareggio, fortemente voluto dai nostri avversari che le hanno provate tutte per indurre l’arbitro Sacchi ad assegnare il sospirato rigore: dai una e dai due, alla terza occasione in cui gli attaccanti biancazzurri sono caduti dentro l’area, il direttore di gara ha fischiato. Ed il bomber chiavarese ha trasformato. Fine dell’illusione.

Paradossalmente, il Cesena ha poi giocato meglio nella ripresa, ma il pallone non ne ha voluto sapere di entrare, vuoi per imprecisione, vuoi per un Iacobucci in giornata di grazia. Ma lì, devo essere sincero, non cullavo più alcuna illusione. Anzi, ero certo che al primo errore saremmo stati puniti e così è stato. Ormai è un copione che conosco a memoria: qualcuno che fa la cavolata decisiva lo si trova sempre e, se non è Renzetti, è Ligi o qualcun altro… Oggi sulla ruota di Cesena è uscito di nuovo il 27: doppio errore del difensore centrale bianconero che prima perde malamente palla e poi non riesce nemmeno a commettere fallo su Catellani che prende la mira e fa centro. Fine delle illusioni e delle trasmissioni: bene ha fatto l’incerto Sacchi a fischiare con un minuto d’anticipo rispetto a quanto segnalato, tanto la partita contro l’Entella era finita già da un pezzo.

Altroché illusioni, questa è cruda realtà! Il Cesena scivola sempre più verso il baratro e forse solo le penalizzazioni in arrivo avranno il potere di evitare al Cavalluccio l’onta della retrocessione, ma l’umiliazione resterà comunque ad imperitura memoria.

Colpa di Drago, colpa di Camplone, colpa d’Alfredo… L’importante è far credere che sia sempre colpa (o merito, quando va bene) di uno soltanto e non di tutti. Da che mondo è mondo e calcio è calcio, i campionati li vincono e li perdono le squadre, dal magazziniere al presidente, tanto che a mio avviso persino il Mundial messicano ’86 ha premiato il risultato di una squadra. A Cesena invece si favoleggia spesso di imprese solitarie, stile Marco Pantani sul Galibier nel Tour del 1998, oppure di rovinosi disastri imputabili all’esclusiva incapacità del capro espiatorio di turno. Invece non basta cambiare allenatore per salvarsi con la pipa in bocca, ecco la grande illusione di molti (non mia, stavolta) che sta andando in frantumi dopo l’ennesima sconfitta di oggi!

Ovviamente spero di sbagliarmi, visto che tengo di gran lunga più al Cesena che alle mie convinzioni calcistiche che, francamente, baratterei volentieri con il 17° posto in classifica il 19 maggio…


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it

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