Cesena sconfitto anche a Novara (3-1)

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Ennesima sconfitta esterna per il Cesena che ieri pomeriggio ha perso malamente a Novara ripiombando in piena zona retrocessione

La pesante sconfitta subita oggi pomeriggio nella nebbia di Novara conferma quanto temevamo, ovvero che la salvezza non sarà affatto una passeggiata e senza dubbio passerà attraverso le prestazioni e le vittorie da cogliere al Dino Manuzzi nel girone di ritorno. Perché non c’è santo che tenga, Drago o Camplone che sia, fuori casa il Cesena non vince mai ed anzi, nella maggior parte dei casi, perde. Fragilità mentale e mancanza di personalità, certo, ma anche gravi lacune tecnico-tattiche alle quali si riesce a sopperire in qualche modo nelle partite casalinghe, ma che emergono nella loro disarmante interezza quando invece sono gli avversari a fare la partita. Poi, a volte, capita anche l’errore decisivo del singolo (oggi è toccato ad Agazzi) o l’estrema bravura dell’avversario, ma nell’arco di un campionato è impensabile che non ce ne siano, bisogna solo accettarli per quello che sono e non identificarli come la causa, bensì come la manifestazione di un problema.

E’ un copione ormai consolidato, alle prime difficoltà la squadra bianconera si scioglie e nemmeno la cura prescritta da Andrea Camplone ha sortito effetti (4 sconfitte in altrettante partite esterne con ben 9 gol subiti e 4 realizzati), se non l’impressione che adesso siano gli episodi a punirci e non la supremazia avversaria. Ma in fondo sono due facce della stessa medaglia… Oggi è stata la grave incertezza di Agazzi a condannare il Cesena, l’ultima volta fu il numero di Ciciretti negli ultimissimi minuti dopo una partita ben giocata, la volta ancora prima un eurogol di Sciaudone difficilmente ripetibile e così via. Non serve a nulla sezionare l’episodio, condannarne il protagonista in negativo o imprecare alla sfortuna: il risultato non cambia, c’è sempre qualcosa che va storto ed il Cesena non ha la forza di reagire. Terribile nella sua semplicità.

Con 19 punti in classifica ed il terz’ultimo posto che inizia a fare davvero paura, il Cesena deve mettere nel mirino le 12 partite casalinghe che mancano (l’ultima del girone d’andata sabato prossimo e le 11 del girone di ritorno), sapendo che serviranno almeno 8 vittorie, visto che non si può certo far conto sulle trasferte (5/6 punti sono il massimo preventivabile fuori casa). Sarà dura, verosimilmente durissima, ma almeno le ultime prestazioni casalinghe lasciano ben sperare ed una vittoria sul Trapani (assolutamente da non sottovalutare) è ampiamente alla portata del Cesena che, sfruttando a dovere l’occasione, tamponerebbe la classifica e restituirebbe all’ambiente un po’ del morale perdutosi oggi nella nebbia di Novara.


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it. Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.cesenacalcio.it

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