Cesena travolto ad Ascoli, al di là del risultato (2-1)

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Ascoli-Cesena

L’ennesima pessima prestazione del Cesena in trasferta produce una rovinosa sconfitta 2-1 ad Ascoli. Ora la classifica si fa davvero preoccupante

Niente riscatto. Chi pensava che la sconfitta di 8 giorni fa contro il Cittadella fosse arrivata per jella e sfortuna, si deve ricredere. Finisce infatti con la vittoria per 2-1 dell’Ascoli di mister Cosmi sul Cesena, che così subisce il secondo ko consecutivo: ora la partita casalinga con la Pro Vercelli nel turno infrasettimanale di martedì diventa una partita “da dentro o fuori”.

“Sbagliare è umano, perseverare è diabolico”, così il famoso proverbio che sembra proprio calzare al Fabrizio Castori delle ultime partite: è ormai sotto gli occhi di tutti come il  4-4-1-1 non sia il modulo migliore per sfruttare le caratteristiche della sua rosa, eppure insiste. E’ anche evidente che Cacia è un bomber d’area e non può  gestire da solo i ripetuti (ed ormai anche stancanti ed avvilenti) lanci a caso dei difensori: le verticalizzazioni veloci possono essere una soluzione tattica, ma solo quando il numero 10 è supportato da un compagno di reparto, tipo Jallow… Infatti, quando in campo c’è l’attaccante gambiano, il Cesena è senza ombra di dubbio più cattivo e più pericoloso in area di rigore: sarebbe compito del tecnico mettere in campo gli undici giocatori migliori, ma stranamente ieri il capocannoniere bianconero è rimasto inizialmente seduto in panchina, subentrando solo per l’infortunio di Laribi. Restando alla formazione iniziale, appare ancora indietro di condizione fisica Emmanuello, uno degli acquisti del mercato di gennaio, ieri schierato titolare sull’esterno della linea di metà campo, assieme a Fedele, Schiavone e Di Noia.

Anche in tema di atteggiamento, ci sarebbe da discutere. Il Cesena, infatti, come già come nelle precedenti uscite esterne, decide di lasciare agli avversari il comando del gioco e di puntare solo sul contropiede, una scelta che ancora una volta si è rivelata infelice, soprattutto considerando che l’avversario non era certo irresistibile… Solo dopo il vantaggio dei padroni di casa, arrivato al 25’ con Mogos, i romagnoli hanno cominciato a premere sull’acceleratore, trovando anche il gol del pareggio con un bel colpo di testa con Fedele, ma poi nella ripresa, la partita è tornata sui binari iniziali: marchigiani che corrono e tirano in porta, romagnoli che tornano a difendersi nella loro metà campo. E così, com’era tutto sommato prevedibile, non passano più di dieci minuti e l’Ascoli torna in vantaggio, questa volta con un tiro sporco dell’attaccante Clemenza che spiazza Fulignati.

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Partita virtualmente chiusa che fino alla fine regala ben poche emozioni: il Cesena prova a buttarsi tardivamente in avanti con l’ingresso di Moncini per Cacia (un ex applauditissimo da tutto lo stadio) alla ricerca del gol del pareggio che però, anche per l’inferiorità numerica causata dal sacrosanto doppio giallo Fedele, non arriva. E’ una sconfitta pesantissima per il morale, visto che è arrivata in uno scontro diretto fondamentale, ma soprattutto per la classifica, che ora vede il Cesena al quart’ultimo posto con 28 punti e le inseguitrici a solo una manciata di punti.

Oltre a valutare chi far scendere in campo martedì sera, mister Castori dovrà far ritrovare alla svelta la fiducia alla squadra, una capacità che nel girone di ritorno pare avere smarrito. Sembra un eufemismo pensare di vedere il cielo un po’ meno grigio su Cesena in vista della prossima partita quando, oltre all’allerta neve, arriverà una Pro Vercelli in cerca di preziosissimi punti-salvezza, ma come ripetevano ieri i tifosi cesenati “noi non mollereremo mai, noi non molleremo mai”: da questo si può dedurre che non è certo una sconfitta a metter in dubbio la fede dei tifosi per i colori bianconeri, ma ora servono anche punti per una classifica che martedì sera potrebbe essere estremamente drammatica.


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it – Testo di Filippo Maestri
Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.cesenacalcio.it

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