Cesena, a Vercelli una prova sconcertante

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Lo stesso Massimo Drago ha definito “sconcertante” la partita del Cesena sul campo della Pro Vercelli: quest’oggi è proprio impossibile contraddirlo…

Quella che si è appena conclusa a Vercelli è una partita che lascia allibiti, senza parole. Anzi, “sconcertati”, come ammette lo stesso Drago in sala stampa. Ma com’è possibile che la trasferta buona per dimostrare progressi e cambio di mentalità sia sempre la prossima? Come si fa ad entrare in campo senza determinazione, coraggio ed idee ogni volta che ci si allontana dalla Romagna? Possibile che contro la Pro Vercelli, rispettabile mestierante di categoria destinata a lottare fino alla fine per la salvezza, si riesca a tirare in porta con pericolosità una sola volta in tutta la partita? Domande retoriche alle quali non c’è risposta. Non può esserci risposta, solo sconcerto …

Ed il principale imputato per questo delitto non può che essere lui, Massimo Drago che ha per le mani una squadra sulla carta discreta, ma tristemente senz’anima. E chi se non lui deve infondergliela l’anima, il coraggio, la personalità e la cattiveria che servono in un campionato che non perdona come la serie B? Fosse la prima controprestazione di questo tipo, parlerei di incidente di percorso, ma la realtà è ben diversa ed anche se spiace ammetterlo, la malattia si è cronicizzata e non serve innestare Cinelli, Perticone o Di Roberto per ottenere personalità. Non sempre il tutto è la somma delle parti e nel calcio in modo particolare. Oggi poi sorvolerei sull’aspetto tattico, sulle scelte, sui cambi, sulla preparazione della partita, perché usando parole sue, tutto questo è stato “sconcertante” e mi limito a constatare che anche se la difesa fosse pari (o addirittura superiore) a quella dello scorso anno (ma sul gol della ProVercelli non lo si è minimamente visto), il centrocampo e l’attacco scontano invece una palese mancanza di qualità che Ciano, Vitale e Laribi dovrebbero colmare, speriamo in tempi brevi. Ma resterebbe comunque la mancanza di gioco, di idee e di alternative tattiche che è questione che ora necessita di attento ed approfondito esame alla ricerca di soluzioni immediate.

Beffardamente, sul campo della Pro Vercelli nemmeno un errore arbitrale a cui attaccarsi per consolarci un po’ e rivolgere altrove la rabbia per un Cesena troppo brutto per essere vero e che purtroppo oggi non rende onore al centinaio di tifosi che hanno viaggiato per tutto il giorno dalla Romagna al Piemonte e ritorno. Certo, c’è sempre la sfortuna che ci ha tolto uomini importanti, ma un tiro in porta in 90′ probabilmente lo avrebbero rimediato anche la Primavera o gli Allievi e la scusa lascia il tempo che trova. Oggi non ci sono giustificazioni: il Cesena è stato molto triste ed è necessario ammetterlo con franchezza e senza indugi. Per amor di verità, per sfogarsi e ripartire, per migliorare ed iniziare a crescere. E per sperare in figure migliori lontano dal Manuzzi…

Tutto ciò premesso, io ti amo anche oggi!


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it

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