Champions, mezza Juve non basta

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Una Juve completamente assente nel primo tempo della partita di Lisbona contro lo Sporting riesce ad impattare nella ripresa. Dopo un primo tempo inguardabile, un’ottima seconda frazione di gara.

La Juve affronta a Lisbona lo Sporting Club de Portugal. Allegri schiera di fronte ai 48000 dell’Estadio Jose Alvalade il solito 4-2-3-1. Rientra in difesa Barzagli e si rivede dopo al rientro dall’infortunio De Sciglio. Il suo di centrocampo è il collaudatissimo Pjanic-Khedira e in avanti i soliti quattro. Lo Sporting si presenta con una formazione speculare nella quale il grande assente è William Carvalho.

Approccio da provinciale

La Juve nel primo tempo non scende praticamente mai in campo. La palla è sempre tra i piedi dei calciatori lusitani. I Bianconeri non riescono ad impostare e non si rendono mai pericolosi. Non c’è un pressing efficace sui portatori di palla dello Sporting che sembrano andare al doppio della velocità rispetto ai più blasonati avversari.

Il gol è una naturale conseguenza. Sulla rimessa laterale la Juve è schierata malissimo, la palla giunge a Gelson Martins che punta l’area di rigore. Trovandosi subito nell’uno contro uno con Chiellini, che si fa saltare con un cambio di direzione. Si vede al centro del campo Bruno Cesar completamente solo con Khedira e Pjanic che guardano la palla e non si preoccupano dell’avversario.

Martins entra in area e scaglia un tiro rasoterra diretto verso il secondo palo che Buffon respinge verso il centro dell’area. Pjanic è ancora lontano da Bruno Cesar, senza nessun altro avversario vicino. A questo punto è semplice per il centrocampista dello Sporting mettere alle spalle di Buffon che non ci può più arrivare, inutili i tentativi estremi di recupero di Cuadrado e Barzagli.

Un gol dovuto alla dormita colossale della difesa.

Juve all’angolo

La reazione della Juve si esaurisce in un tiro di testa in area di Khedira che termina a lato. In realtà è sempre lo Sporting a tenere in mano la partita ed a creare gioco. La squadra di Allegri è lenta, povera di idee e statica. Soffre molto il pressing avversario e non riesce a chiudere gli spazi adeguatamente. Un primo tempo veramente pessimo di tutta la squadra.

La metamorfosi

La Juventus entra nel secondo tempo con un altro piglio. Comincia a macinare gioco, mette alle corde l’avversario. Il baricentro della squadra si alza di 20 metri e lo spettacolo ne giova molto. Pjanic comincia a creare gioco, le possibilità offensive sono maggiori e lo Sporting viene messo alle corde.

I lusitani, però, sono abili e veloci in contropiede e si rendono pericolosi nelle ripartenze. La Juve si fa vedere più volte dalle parti di Rui Patricio prima con Mandzukic da calcio d’angolo, poi Pjanic e De Sciglio tentano il tiro da fuori, senza precisione. Dost non arriva per un soffio all’appuntamento col raddoppio.

Il primo cambio di Allegri è di De Sciglio con Douglas Costa. Il brasiliano prende posto sulla sinistra, con Mandzukic a destra e Cuadrado scalato sulla linea dei terzini. Tocca ad Higuain fallire un’occasione da pochi metri dopo la torre ti testa di Dybala. Matuidi, entrato da poco al posto di Khedira mette una palla filtrante per Dybala tra le linee, ma il suo turo è alto. Con questa formazione la pressione della Juve è schiacciante e alla squadra di casa non resta che cercare di chiudere gli spazi.

La zampata

Al 79′ minuto la Juve raggiunge finalmente il pari. L’azione parte da Matuidi che serve Dybala in verticale tra le linee. Il trequartista argentino allarga sulla sinistra per Douglas Costa che fa un cross sul secondo palo. La sponda di Mandzukic pesca Pjanic in area che di prima tocca indietro per l’accorrente Cuadrado, il quale con una finta evita il difensore e mette una palla perfetta in profondità per il taglio di Higuain sul filo del fuorigioco che trafigge il portiere in uscita.

Una Juve che quando attacca a pieno organico e muove velocemente la palla diventa quasi impossibile da arginare per qualsiasi squadra, ma che però paga dal punto di vista difensivo porgendo il fianco al contropiede avversario.

La quiete dopo il pari

Dopo il pari la Juve tira un po’ i remi in barca. Sembra accontentarsi del pari e la partita non regala più grosse emozioni. Sicuramente sarebbe piaciuto di più vedere una squadra che avesse continuato a macinare gioco per cercare la vittoria. Lo Sporting era evidentemente in difficoltà e la squadra stava girando bene, ma gli ultimi venti minuti producono solo un tiro da fuori di Douglas Costa senza troppe pretese.

Alla fine, comunque, il tabellino registrerà una Juve che ha dominato la partita. Frutto solo di un secondo tempo arrembante in grandissima opposizione ad un primo tempo davvero imbarazzante. Il possesso palla finale sarà 66% contro il 34% dei lusitani e i tiri totali 12 a 5, di cui 6 a 2 nello specchio (quelli del gol). Riguardando la gara viene da pensare a due punti persi più che un punto guadagnato.

Bentornato, Bomber!

Terzo gol in due partite (fondamentali) per Gonzalo Higuain. Il centravanti argentino è tornato a fare quello che sa fare meglio, i gol. Ed è tornato a farlo nel modo in cui gli risce meglio: con movimenti rapidi e potenti palla a terra all’interno dell’area di rigore avversaria. Non è caduto nel suo solito errore di voler fare troppo quando si trova lontano dall’area, il che crea solo rallentamento del gioco. L’aspetto più positivo è una ritrovata convinzione nei propri mezzi e una una forma fisica che sta crescendo. Per uno come lui, in fin dei conti, conta soprattutto riuscire a fare il proprio mestiere, fare gol.

Turbo terzino

Al 65′ minuto Allegri sostituisce De Sciglio con Douglas Costa. L’arretramento di Cuadrado sulla linea dei terzini produce un grandissimo cambiamento nel gioco della Juve. Il colombiano, con la sua tecnica e velocità, riesce a coprire il campo rapidamente e risulta sempre pericoloso per la difesa avversaria. Il suo cambio di passo è fondamentale sia in fase di costruzione sia in fase di ripartenza e la sua capacità di saltare l’uomo crea spesso superiorità numerica sulla fascia. Trovandosi davanti una così larga porzione di campo può esprimere tutto il suo potenziale offensivo, ma allo stesso tempo può permettersi si partecipare all’azione avanzata meno assiduamente, andando a fiammate.

L’aspetto negativo è la solita coperta troppo corta. Cuadrado si fa facilmente attrarre dalla fase offensiva trovandosi in ritardo nei recuperi difensivi. Bisogna osservare un’altro aspetto: quando le difese avversarie sono sotto pressione difficilmente riescono ad organizzare ripartenze efficaci. Si ripropone l’effetto delle squadre che incontrano Real Madrid e Barcellona, che ne vengono schiacciate dalla forza offensiva e dal pressing e non sono in grado di ripartire efficacemente. Comunque Cuadrado riesce anche a farsi valere discretamente nell’uno contro uno difensivo. Potrebbe diventare un incursore come lo è Marcelo per il Real Madrid.

Dopo tutto, se è vero che la fase difensiva della Juve non è più quella granitica degli scorsi campionati, forse è più logico puntare maggiormente sulla fase offensiva e sull’aggressività. In fondo le ultime stagioni ci insegnano che con le difese si vincono i campionati, con gli attacchi si vincono le coppe.

Cammino non semplice

Il pari in Portogallo complica leggermente i piani qualificazione della Juve. Dopo il pari contro l’Olympiakos il Barcellona rimane primo nel girone, con tre punti di vantaggio sui Bianconeri. Lo Sporting si ferma a quattro punti e il fanalino di coda rimane la squadra di Atene. La prossima giornata metterà di fronte, a Torino, la Vecchia Signora contro i catalani. In caso di vittoria dei Blaugrana e contemporanea vittoria dello Sporting in casa contro i greci, la formazione di Lisbona raggiungerebbe la Juve in classifica a sette punti, con la difficile trasferta di Atene all’ultima giornata per la Juve. Lo Sporting dovrebbe affrontare ancora il Barcellona fuori casa, ma a qual punto i catalani sarebbero già certi del girone.

Nel caso si pari la Juve rimarrebbe potenzialmente ad un punto di vantaggio sullo Sporting, con ancora tutto da decidere all’ultima giornata, ma con il Barcellona che perdendo in casa sarebbe comunque sicuro di arrivare primo nel girone in virtù della differenza reti.

La vittoria della Juve sul Barcellona riaprirebbe il giochi con tutte e tre le squadre potenzialmente in grado di arrivare a 10 punti, a quel punto la qualificazione dipenderebbe dalla classifica avulsa ed in secondo criterio dalla differenza reti.

Quindi nulla di scontato in un girone in cui sarebbe bastato fare un primo tempo all’altezza del secondo per vincere e chiudere il discorso qualificazione, lasciando aperta solo la questione per il pirmo posto.

Sotto la lente: difesa

Poco lavoro per Buffon, lo Sporting riesce a centrare lo specchio della porta solo in occasione del gol. La respinta sul primo tiro è verso il centro dell’area, non può raggiungere il tiro che ne consegue. Poteva fare meglio, da uno come lui ci si aspetta sempre la perfezione.

Era sembrato in affanno nella partita contro il Milan, lo è sembrato anche oggi. Chiellini si è fatto saltare abbastanza facilmente nell’azione del gol e si è trovato fuori posizione in qualche altra occasione, probabilmente sarebbe il caso di concedergli un paio di partite di riposo. Per Barzagli la solita partita granitica: il recupero su Bruno Cesar lanciato in campo aperto nel secondo tempo sembrava fatto dieci anni fa.

Alex Sandro irriconoscibile, un periodo di appannamento per il terzino brasiliano. Forse per tornare in forma come l’anno scorso servirebbe un bel rinnovo del contratto… Buona partita di De Sciglio al rientro. Niente di eccezionale, ma è puntuale in difesa e arriva qualche volta al cross. Sicuramente un altro passo rispetto a Lichtsteiner. Esce al 65′ per un cambio tattico, sostituito da Douglas Costa. Il brasiliano prende possesso della fascia sinistra e la sua velocità mette in difficoltà la difesa avversaria. Bello il cross dal quale scaturisce l’azione del pari. Tenta anche la conclusione senza fortuna.

Sotto la lente: centrocampo

Il duo titolare della scorsa stagione non parte benissimo. I centrocampisti avversari hanno predominio territoriale e i Bianconeri non riescono a creare gioco. Grave l’errore di posizionamento, soprattuto di Pjanic, sul gol del vantaggio dei portoghesi. Il centrocampista della Juve si fa passare l’avversario alle spalle e non chiude. Il bosniaco cresce alla distanza ed è protagonista nella ripresa, il gioco offensivo e il movimento dei compagni lo esaltano. Khedira poco visibile durante tutta la partita. Da un suo inserimento l’unica azione della Juve nel primo tempo. Questa volta non si prende la scena e si nota poco. Sostituito al 70′ minuto da Matuidi, con il francese che ha un’altra dinamicità ed un altro ritmo. Blaise si fa vedere con un paio di passaggi in verticale per Dybala e un inserimento col quale guadagna un calcio d’angolo. Meriterebbe spazio.

Sotto la lente: attacco

Parte da attaccante, chiude da difensore, ma il suo apporto è sempre determinante. È uno dei pochi che riesce sempre a saltare l’uomo ed a rendersi pericoloso. In campo aperto la sua velocità è devastante, si “aggiustasse” tatticamente sarebbe un fenomeno. Mandzukic è il jolly della squadra: esterno sinistro, esterno destro, attaccante, ovunque Allegri lo faccia giocare il suo contributo è robusto. Sempre bravo a far salire la squadra, rimane pericolosissimo nei colpi di testa. Difficile rinunciarvi. Per Dybala un’altra partita al di sotto delle proprie possibilità. Paulo ci ha purtroppo abituato a non vederlo decisivo in Champions League. Tranne nella partia in casa contro il Barcellona non è risultato mai determinante. Fa qualcosa, si muove, tira, ma non è questo il Dybala che deve trascinare la Juve. Un altro atto di “Aspettando Godot”.

Il bomber Higuain ritorna prepotentemente a prendersi la scena. Sta rientrando in forma e si vede. Tre gol in due partite per scacciare i fantasmi e ritornare il marcatore implacabile che tutti conosciamo.

Sotto la lente: il Mister

La squadra parte malissimo e lui non è esente da colpe. Niente movimenti, niente fantasia, squadra lenta e confusa, baricentro troppo basso. L’equilibro che tanto declama è sbilanciato verso la fase difensiva ed il potenziale della squadra ne risente. Nel secondo tempo mette in campo un’altra squadra spostando in avanti il baricentro ed alzando il pressing ed i risutati si vedono. Ne esce un grandissimo secondo tempo della Juve. Ha il merito di rischiare e mettere in campo Douglas Costa e spostare Cuadrado in difesa aumentando il potenziale offensivo. Ha il demerito di non dare il colpo del KO ad uno Sporting ridotto alle corde, tenendo aperto il discorso qualificazione.

Un pareggio su un campo difficile. Un risultato che ci può stare anche alla luce del pareggio del Barcellona in terra di Grecia. Una squadra che, però, nuovamente, regala un tempo all’avversario. La qualificazione è ancora alla portata, ma poteva e doveva essere chiusa.

 

https://www.tifoblog.it/2017/10/29/la-juventus-i-campioni-fanno-la-differenza/

https://www.tifoblog.it/2017/09/13/barcellona-forte-juventus-non-altezza/

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