Chievo, ennesima sconfitta e panchina di d’Anna a rischio

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Il Chievo esce sconfitto per la terza volta consecutiva: momento estremamente delicato dei gialloblu. La situazione è alquanto preoccupante

Chievo-Torino: partita complicata per i clivensi

Match che si prospettava difficile per entrambe le squadre. Il Chievo aveva bisogno di punti per smuovere una classifica fin troppo preoccupante e per fare in modo che la panchina di d’Anna non saltasse dopo poche giornate dall’inizio del campionato. Purtroppo così non è stato: altra sconfitta, altri punti persi e tifosi sempre più indignati.

Gilloblu: alcune variazioni rispetto alle partite precedenti

Chievo-Torino inizia con un cambiamento in particolare tra le file della squadra veronese: Djordjevic al posto di un Stepinski che nell’ultima partita si è dimostrato essere uno sciupa-goal. Ancora una volta fuori dagli undici titolare Hetemaj, il veterano della squadra clivense.

Primo tempo Chievo-Torino: clivensi a due facce

L’inizio promette bene: sembra un Chievo propositivo e voglioso di portare a casa punti. Non si segnalano grandi occasioni da goal, ma comunque meglio la squadra veneta nella prima frazione di gioco. Partita giocata su ritmi abbastanza bassi, con poche idee da parte di entrambe le squadre. Nel primo tempo si vede un Chievo a più facce: nella primissima parte una squadra reattiva e combattiva; nella seconda una squadra decisamente più bassa e, a tratti, rinunciataria. I primi 45′ terminano così. Primo tempo equilibrato, con nessuna delle due squadre che tenta l’affondo. Il Chievo dà l’impressione di arrivare bene fino alla trequarti, per poi non essere in grado di muoversi oltre e di organizzare un’azione offensiva degna di nota. In sintesi, partita abbastanza noiosa e monotona.

Secondo tempo: si va verso il baratro

Il secondo tempo si prospetta molto simile al primo: il Chievo parte decisamente meglio per poi spegnersi pian piano. È infatti, pochi minuti dopo l’inizio che Leris sbaglia un goal abbastanza facile tirando alto. Da questo momento in poi il Chievo sparisce. Stepinski, subentrato alla fine del primo tempo al posto dell’infortunato Djordjevic, sembra essere troppo isolato. Dagli spalti si iniziano a sentire anche i primi fischi per un Chievo in affanno e troppo rinunciatario. E’ sempre la stessa storia: la squadra di d’Anna arriva fino alla trequarti, ma poi si perde nell’ultimo passaggio. Il mister prova a cambiare, facendo entrare prima Meggiorini e poi Hetemaj. La situazione non cambia però. La squadra veneta non riesce a contenere la pressione del Torino e, negli ultimi 20′ di gioco, i giocatori sembrano essere “sulle gambe”.

In linea generale si può dire che la difficoltà della tenuta fisica sia stata una costante del Chievo in tutte queste partite. È proprio in questi ultimi istanti che, sfruttando un errore del Chievo, il Torino parte in contropiede e dà la mazzata finale con un goal da vero attaccante di Zaza. Game over.

Chievo, i problemi che si ripropongono

La reazione tanto attesa non è arrivata (ancora una volta). La squadra non ha un gioco, non riesce a costruire e, di conseguenza, ad affondare. I cambi non sembrano essere del tutto azzeccati, così come la squadra in generale non è del tutto amalgamata, caratteristica che di solito contraddistingue il Chievo. Forse è proprio questo il problema: il mister non è riuscito a trasmettere alla squadra quel senso di unione e sacrificio che è da sempre stato il punto di forza del Chievo. Anche dal punto di vista tattico, l’allenatore non è riuscito in queste partite a mettere in campo la squadra inserendo le pedine giuste nella posizione corretta. Così come non è stato in grado (e in queste partite questo fattore dovrebbe fare la differenza) di esaltare le qualità dei singoli. Perché sicuramente il Chievo ha dei giocatori di talento che, se esaltati in un certo modo, possono fare la differenza.

Altra partita, altra delusione per i tifosi

La pazienza dei tifosi sta per esaurire. Sono disposti a perdere, ma vedendo la squadra lottare e combattere su ogni pallone. Vogliono una reazione che, per ora, non si è vista. In queste ultime partite è aumentato anche il coro contro l’allenatore; i supporters si chiedono infatti se sia lui l’uomo giusto per il Chievo. Che d’Anna sia un uomo-Chievo non ci sono dubbi, ma che abbia le qualità e la forza mentale per  portare tutto l’ambiente Chievo alla salvezza non si sa. Questo è oggetto di discussione non solo tra i tifosi, ma sicuramente anche tra il presidente e i vertici della dirigenza. In questi giorni si deciderà la sorte del Chievo, in vista della delicatissima partita contro il Milan. Avversario che è sempre stato la bestia nera della squadra clivense. Si attendono notizie. Nel frattempo il Chievo è sempre ultimo.

 

 

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