Chievo: il caso plusvalenze e il momento no. Semplici coincidenze?

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bandiera del Chievo

Dopo la prestazione di spessore contro la Juve, la squadra di D’Anna sembra essere entrata in un momento di crisi. Da cosa deriva?

Il caso plusvalenze e gli effetti sul Chievo

Il caso plusvalenze non è stato un toccasana per nessuna società coinvolta. Lo sa benissimo tutto l’ambiente Chievo. La sessione estiva di mercato è stata condizionata dalle costanti voci, che hanno visto più volte la società veronese essere accusata di aver gonfiato il valore dei giocatori tesserati. La notizia si è diffusa rapidamente, scatenando un interesse mediatico senza precedenti per una squadra così piccola. La squadra ha rischiato la retrocessione in serie B. Penalizzazione che poi è stata evitata per motivi di improcedibilità. Il presidente Luca Campedelli ha dichiarato fin da subito la propria innocenza, ritenendo di aver agito sempre secondo le norme. Tuttavia, questo processo (tra l’altro non ancora concluso e in attesa della sentenza definitiva fissata per il 12 settembre) ha penalizzato dal punto di vista psicologico (e non solo) l’ambiente gialloblu.

Un Chievo positivo contro la Juve

La squadra sembrava aver messo da parte questo periodo buio grazie alla buonissima prestazione contro la Juve. Prestazione di spessore, come si direbbe. I giocatori, in una partita difficile (più dal punto di vista mediatico per la “prima” in Italia di CR7), hanno messo in campo carattere, forza fisica e voglia di dimostrare la propria qualità. I risultati si sono visti: il piccolo Chievo è stato acclamato da tutti per aver quasi fermato l’imbattile, ormai da sette anni, Juventus

La mazzata di Firenze

Dopo la grande partita contro i bianconeri, i tifosi clivensi avevano grandi aspettative e fiducia per il match contro la Fiorentina. Aspettative che sono state completamente deluse, in una prestazione priva di note positive (se non, a sprazzi, per il gioco dimostrato nel primo tempo). Oltre ad aver incassato sei goal, caratteristica che proprio non si addice al Chievo, gli uomini di D’Anna si sono dimostrati privi di idee e carattere. Partita da dimenticare, se non per la dedica del goal di Tomovic a Davide Astori, suo grande amico ed ex compagno di squadra.

Chievo: i gialloblu senza anima di domenica scorsa

I giocatori sentivano il bisogno di reagire, evidente in molti post apparsi sui social dopo il brutto match contro i viola. E i tifosi si aspettavano lo stesso. Al “Bentegodi” è andata in scena la terza partita di campionato: Chievo-Empoli. Momento giusto per dimostrare il valore della squadra. Se da un lato il match ha portato il primo punto per la squadra clivense, dall’altro la prestazione non ha convinto il popolo gialloblu. Abbastanza perplesso sia durante che dopo il già annunciato scontro-salvezza. I tifosi non hanno apprezzato il gioco proposto, alcuni hanno riservato delle critiche al modulo scelto da mister d’Anna, altri ancora hanno dichiarato di non aver visto in campo la “solita anima del Chievo”.

Influenza del caso plusvalenze per il Chievo?

Sentendo le voci provenienti dalla curva ad alcuni è balenata l’idea (forse non così tanto “utopica”) che la squadra stia ancora risentendo delle sentenze relative al caso plusvalenze. Considerazioni che, effettivamente, possono starci visto l’immanente processo che ci sarà tra qualche giorno. Che il Chievo non sia il solito Chievo i tifosi non hanno dubbi. Resta da capire se il momento no è legato più a questioni tecnico-tattiche o all’aria di penalizzazione che si percepisce in casa Chievo. Per ora è un Chievo caso plusvalenze.

Questo dubbio persisterà fino a domenica 16. Andrà in scena Roma-Chievo. Sarà una partita delicatissima e forse dirà molto del futuro del Chievo.

A cura di Linda Zanoni

 

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