Cinque problemi del Milan di questa stagione

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La partita di sabato sera ha messo in mostra tutti i difetti e i limiti dei Rossoneri che inspiegabilmente sembrano aver staccato la spina ancora prima di aver raggiunto la matematica qualificazione in Europa League. Il Milan si appresta a chiudere l’ennesima stagione deludente. Quali sono le cause di questo fallimento?

1.Mancanza di un vero Bomber

Senza dubbio il problema più grave e lampante è la mancanza di un centravanti in grado di sbloccare le partite e finalizzare il gioco: nel calcio vince chi riesce a segnare un gol in più dell’avversario. Tutti i top club di Serie A hanno il bomber davanti che riesce a fare la differenza.

I numeri delle punte rossonere sono imbarazzanti e impetuosi: Cutrone ha realizzato 7 gol in campionato ed è il miglior marcatore in campionato.

Bottino comunque niente male per un ragazzo proveniente dalla Primavera e alla prima vera e propria stagione in prima squadra ma che risulta, però, insufficiente considerando i risultati dei suoi compagni di reparto.

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Kalinic infatti conta ad oggi 5 reti e Andrè Silva solamente 2.

I tre arrivano ad un totale di 14 marcature che sono praticamente la metà dei gol segnati dal capocannoniere attuale, Immobile, che ha timbrato il cartellino 29 volte.

Numeri che riporto proprio per sottolineare quanto sia grave la situazione: in pratica il Milan gioca ogni partita senza un attaccante.

Se si pensa che per questo ruolo sono stati investiti 70 milioni di euro i nodi arrivano subito al pettine.

2. Rosa troppo corta

Sembra un affermazione paradossale ma, nonostante la grande somma spesa la scorsa estate, è un dato di fatto. Con l’arrivo di Gattuso e, quindi, del 4-3-3 sono emersi diversi problemi nel gestire le energie fisiche: mancano delle forze fresche in grado di giocarsi il posto con i titolari.

Kessiè sta giocando sempre da Luglio e non esiste un suo sostituto.

Suso e Calhanoglu non possono mai riposare: l’unica alternativa è Borini che tecnicamente non regge il confronto.

Bonaventura ormai è da mesi che ha perso la condizione ma anche per lui, ovviamente, non esiste riposo dato che non c’è sostituto. Anche Biglia spesso non ha valide alternative nel suo ruolo: sul serio qualcuno vuole rivedere Montolivo in cabina di regia?

3. Suso dipendenti

Il numero 8 spagnolo ad oggi è l’unico uomo nella manovra offensiva in grado di creare qualche problema agli avversari. Nei tre davanti è quello più imprevedibile in grado di saltare l’uomo e spesso in questa stagione la squadra si è affidata solo ed esclusivamente a lui: ho visto numerose partite in cui la tattica del Milan era quella di passare palla a Suso e sperare.

Lo stesso Gattuso in più frangenti ordinava ai suoi giocatori di passare la palla allo spagnolo sperando in qualche azione pericolosa. Posso capire questa tecnica se fai riferimento a Messi o Cristiano Ronaldo ma non puoi applicarla con un giocatore sì di talento, e che ha fatto vedere buone cose, ma che non ha ancora di fatto dimostrato nulla.

Infatti nel girone di ritorno lo spagnolo ha siglato un solo gol e ha offerto prestazioni scandalose: eppure, nonostante ciò, rimane un  giocatore inamovibile e indispensabile dato che non c’è qualcuno più abile nel suo ruolo. Questo sottolinea ulteriormente i grandi problemi dei Rossoneri nella fase offensiva.

4. Zero idee di gioco

L’inizio stagione con Montella ha visto una rosa al completo sbaraglio con continui cambi di formazione e quindi conseguente mancanza di gioco. Con Gattuso, invece, la squadra ha trovato una buona quadratura nel 4-3-3. Ma il Milan di Ringhio che tipo di calcio esprime?

Domanda che sembra banale ma tutt’altro scontata: i Rossoneri hanno più volte basato il loro gioco su Suso e ciò non è producente e ammissibile.

Nelle ultime partite ho notato anche un costante tentativo di arrivare sul fondo con i terzini/ali e sfornare un gran numero di cross: tattica che, però, mi sento di bocciare. In primis metà dei traversoni che arrivano sono imprecisi e, soprattutto, non c’è una punta abile nel gioco aereo in grado di svettare di testa.

La manovra del Milan non solo è semplice e banale ma è anche inefficace e, soprattutto, scontata.

5. Mentalità da provinciale

Da non tralasciare l’aspetto mentale: spesso le gambe dei giocatori sono condizionate dallo stato psicologico. Di grande rilevanza è, quindi, la capacità di entrare in campo dando sempre il massimo cercando di raggiungere la vittoria ad ogni costo.

Questo aspetto è mancato in diverse partite: esempio chiave le due partite contro il Benevento. Squadra da categoria inferiore che ha però addirittura sbancato San Siro. I giocatori rossoneri non sono qualitativamente inferiori ai campani ma hanno fatto emergere una totale mancanza di voler recuperare la partita.

L’ umiltà alla base, mai sottovalutare nessuno soprattutto in un campionato come la Serie A.

Non si tratta di un caso isolato: basti pensare alla figuraccia rimediata a Verona contro l’ Hellas penultima in classifica o l’ultimo Derby pareggiato ma giocato tutto in difesa.

Fattore emerso anche in Europa: un modesto Arsenal ha trovato la strada spianata a Milano con i giocatori impauriti davanti al primo avversario di caratura internazionale.

Bisogna certo essere consci dei propri limiti ma se non entri in campo con la voglia di dare il massimo e provare a vincere contro chiunque la strada verso la vetta sicuramente non sarà breve.

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