Clamoroso a Chicago: Irlanda batte Nuova Zelanda 40-29 !

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Dopo 29 tentativi e 111 anni, l’Irlanda batte per la prima volta la Nuova Zelanda, interrompendo la serie record di 18 vittorie consecutive degli Allblacks

Quello che è successo ieri a Chicago ha del clamoroso ed entra di diritto nella storia del rugby: la coraggiosa e tenace Irlanda supera con pieno merito gli invincibili Allblacks per la prima volta in 111 anni di storia e dopo che la Nuova Zelanda aveva appena stabilito il nuovo record assoluto di successi consecutivi (ben 18, oltre due anni). Per farlo, i verdi hanno dovuto segnare la bellezza di 40 punti e ben 5 mete, una cosa impensabile alla vigilia, confermando che i titoli consecutivi del 6 Nazioni 2014 e 2015 non sono arrivati per caso e che la piccola Irlanda è una potenza della palla ovale.

Irlanda 40-29 Nuova Zelanda

La prima frazione è di chiara marca irlandese, con gli Allblacks che a tratti paiono svogliati ed incapaci di reagire al gioco veloce ed arrembante dei trequarti in verde: il 25-8 parziale fotografa benissimo lo svolgimento, con tre mete realizzate (Murphy, Stander e Murray) ad una (Moala) e la sensazione per i 62.300 del Soldier Field che qualcosa di grande sta per accadere. Nella ripresa la Nuova Zelanda si scuote, probabilmente strigliata a dovere da Steve Hansen negli spogliatoi, e con l’ingresso di TJ Perenara al posto di Aaron Smith a mediano di mischia la squadra si scuote e realizza le tre mete consecutive (Perenara, Smith e Barrett) che riaprono la partita (33-29), dopo che Simon Zebo in apertura aveva ulteriormente allungato. Gli irlandesi rivivono l’incubo del 2013 quando a Dublino, avanti 32-27 a tempo pressoché scaduto, incassano la meta di Crotty e la successiva trasformazione di Cruden per il beffardo e dolorosissimo 32-34 conclusivo. Ma questa volta si deve scrivere la storia e la meta di Robbie Henshaw a 2′ dal termine chiude ogni possibilità di rimonta, portando ad 11 i punti di vantaggio (40-29).

Dublino e l’Irlanda intera, Ulster ed Eire insieme, esplono come nemmeno a San Patrizio: il tabù è infranto, gli Allblacks sono stati battuti dopo oltre un secolo e 29 tentativi ! Dal canto suo, non c’è dubbio che la Nuova Zelanda saprà ripartire dopo questa battuta d’arresto, già (ahimé) sabato prossimo allo Stadio Olimpico di Roma contro gli Azzurri.

Galles 8-32 Australia

Poche ore prima, al Millennium Stadium di Cardiff, l’Australia ha passeggiato contro un Galles troppo brutto per essere vero, mettendo a segno il primo successo del tour delle isole britanniche che proseguirà nelle prossime settimane, con l’intento di completare un grand slam riuscito pochissime volte in passato. La partita non ha storia, 5 mete a 1 per i Wallabies (Moore, Hodge, Kuridrani, Foley, Haylett-Petty; Williams per i dragoni) ed alla fine si registra il massimo divario dell’ultimo decennio dopo che le due nazionali sembravano sensibilmente avvicinatesi negli anni recenti. Il Galles, guidato pro tempore da Rob Howley in sostituzione di Warren Gatland chiamato alla guida dei Lions che nell’estate del 2017 andranno in tour in Nuova Zelanda, ha molto da lavorare in vista di un 6 Nazioni complicato, nel quale la squadra del Principato rischierà brutte figure se non migliorerà il proprio gioco. Di contro, il lavoro di Michael Cheika sulla panchina australiana sta iniziando a dare buoni frutti con l’obiettivo dichiarato di vincere la Coppa del Mondo nel 2019.

Altri Test Match

A Wembley, London: Barbarians 31-31 Sudafrica
A Tokyo: Giappone 20-54 Argentina
A Chicago: USA 7-54 New Zealand Maori


Foto tratta dal sito www.planetrugby.com

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