Commento a Napoli-Milan: accontentiamoci, rammarichiamoci

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Gattuso pensieroso
Gattuso

Il commento a Napoli-Milan parte da tre cose: soddisfazione, rammarico e paura

Di cosa bisogna esser soddisfatti?

Non ci aspettavamo di vincere facile a Napoli. Certo nemmeno di perderla così. Un doppio vantaggio a inizio ripresa e poi una rimonta partenopea quasi inspiegabile. Resta così lo stato d’animo di chi deve accontentarsi, ma altrettanto rammaricarsi. Gattuso l’allievo non supera ancora il maestro, Ancelotti. Anzi in parte impara una lezione pesante: coprirsi sul doppio vantaggio. Il Milan non lo fa, non fa rifiatare i suoi giocatori e subito il goal di Zielinski, come ha detto Rino, s’è spenta la luce. Peccato, perché nel primo tempo il Milan è stato perfetto sia per come ha contenuto i padroni di casa sia per come è ripartito con palla al piede e sia per come ha controllato tutte le zone del campo. Ottimi gli inserimenti dalle fasce di Borini, Calabria, Suso e Bonaventura che hanno fruttato i due goal. Buona l’intesa in difesa fra Musacchio e Romagnoli, sufficiente l’apporto alla manovra di Rodriguez e Calabria; mentre il centrocampo fra Kessie, Biglia e Bonaventura s’è spiegato a più non posso per intoppare il giro-palla del Napoli. La squadra di Gattuso ha effettuato un pressing estenuante sopratutto nella zona centrale del campo, grazie anche all’aiuto di Higuain e Suso in fase di ripiego e il Napoli pur controllando la sfera, non è mai riuscito a creare azioni vincenti.

Di cosa bisogna rammaricarsi?

Il rammarico deriva da un risultato tondo tondo (0-2) e un tabellone che a fine partita indica 3-2 per i padroni di casa. Il Milan non bello, ma efficace cede il posto a una squadra confusa e incapace. Commette un errore da esordiente quasi e si ritrova con un pugno di mosche in mano. Non solo. Con i movimenti perfettamente sincronizzati fra terzini ed esterni più volte, sopratutto nel primo tempo si sono aperti spazi che la squadra anziché sfruttare ha buttato via, preferendo controllare la partita. C’è un forte rammarico di non aver affondato in situazioni 3 contro 3 o simili, perché alcuni dei nostri giocatori mancano di cambio passo e capacità di effettuare alcuni cambi campo velocemente.

Commento a Napoli-Milan: cosa spaventa i tifosi rossoneri?

Per prima cosa, quel che fa più paura è la debolezza psicologica del Milan. Come ha detto Gattuso, “come abbiamo subito il goal (peraltro bello da vedere, ma nato per colpa nostra), la luce s’è spenta”. S’è vista una squadra di ragazzini allo sbaraglio. Biglia ha perso soltanto palloni; Suso, Higuain e Bonaventura sono scomparsi; i terzini hanno sbagliato almeno tutte le palle facili e verticalizzabili. Insomma un orrore. L’inserimento di Bakayoko non ha aiutato, perché il giocatore anziché far filtro, ha perso parecchie palle da pressato e anche Kessie è tornato quello di Montella: portatore di palla senza idee e solo corsa. Il pipita non ha più ricevuto palloni giocabili e il Milan non è più uscito dalla propria meta campo. La squadra ha buttato nel cesso tutto quello che di buono aveva costruito. Incredibile, ma vero! Gattuso forse s’è coperto tardi con le sostituzioni e il Napoli in campo aperto, con i tiri da fuori di Zielinski, le verticalizzazioni di Allan e la qualità di andare in porta di Mertens e Insigne ha massacrato il Milan.

Una squadra così debole non è nè figlia di un allenatore come Gattuso né una garanzia per il futuro.

Milan: alcuni vecchi difetti

Il punto è che il Milan sembra ancora infarcito di difetti vecchi e storici. Rodriguez sa solo difendere e lanciare il pallone, ma ha enorme difficoltà a creare sovrapposizioni e situazioni interessanti; Kessie ha tanti muscoli, ma poco cervello e se non sa cosa fare la squadra, allora inizia a portarsi il pallone sulla fascia per poi farsi raddoppiare e perderlo; Biglia, non si sa per quale mistero, ma entra sempre in condizione l’anno dopo e quindi manca un regista difensivo; Suso e Borini sono vivaci e utili se la squadra gira, ma se cade in trappola, ci cascano pure loro. In generale la squadra non sa sfruttare gli spazi che gli avversari lasciano. A volte è l’ultimo passaggio. A volte è l’egoismo di un singolo. Le partite al giorno d’oggi non finiscono mai!

Infine, lo ribadiamo ancora una volta: come subisce un goal, questa squadra si sfalda e si perde via.

La paura che condiziona dunque l’umore di milanisti dopo questa prima uscita è la capacità di concentrazione nei novanta minuti dei rossoneri, soprattutto nei momenti di appannamento della squadra.

E Gattuso  e Donnarumma?

Gattuso: psicologo sì, ma troppo difensivista

Gattuso per ora prosegue sul percorso dell’anno precedente, con lo stesso tipo di gioco di rimessa, ma deve leggere in anticipo quando i suoi ragazzi hanno finito la benzina. Meglio sostituire prima che dopo un 2-2. Laxalt era da mettere dieci minuti prima e così pure Bakayoko. Non a caso da una palla persa da Biglia (l’ennesima su pressing del mediano azzurro) è nato il primo goal di Zielinski che ha cambiato la partita. Il mister deve anche comprendere che Higuain i goal li sa fare, se gli arrivano palloni giocabili. Chiudere troppo la squadra  sulla propria metà campo non giova al centravanti argentino. Gonzalo può sicuramente giocare con sponde e dialoghi per i compagni, ma deve essere messo in condizione di arrivare davanti al portiere. Quindi caro Ringhio va bene imparare a fare i psicologi e risollevare il morale. Ma a volte è necessario anche mettere il naso fuori dalla propria aerea di rigore.

Donnarumma: quasi  esente da colpe

Nonostante qualche improvvisato portiere da tastiera già dica che Donnarumma sul secondo goal ha sbagliato, in realtà non è così. Nè sul primo, nè sul secondo il portiere napoletano ha commesso errori. Sul primo infatti ha sbagliato Biglia a perder palla e Musacchio a scalare la marcatura. Tanto è vero che il polacco Zielinski s’è trovato tutto il corridoio centrale aperto per sparare il missile.

Mentre sul secondo la palla è sì lenta, ma verso l’angolino e Donnarumma la vede arrivare fra una selva di gambe all’ultimo. Non avrebbe potuto pararla comunque. Per una volta lasciamo in pace il guaglioncello napoletano, che anzi su Insigne lanciato a rete ci ha evitato il quarto goal alla prima di campionato.

Commento a Napoli – Milan: in conclusione?

In conclusione, se questa squadra guarirà presto dalle proprie amnesie mentali, non potrà che far bene. Resta la sensazione che per 50′ le cose siano davvero andate nel verso giusto ed è doveroso rammaricarsi e sentirsi in parte soddisfatti. Ma resta la paura che squadroni come Roma, Juve, Inter e quelle europeee possano asfaltarci se subiamo un goal. Questo è il timore che fa paura a tutti i milanisti. Per ora, per essere alla prima di campionato, meglio non pensarci e continuare ad avere fiducia in questo gruppo.

Sempre Forza Milan

 

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