Anche contro la Spal, il Cesena delude ed il baratro si avvicina

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Spal-Cesena

Il Cesena esce sconfitto 2-0 dalla sfida con la Spal: non basta un inizio incoraggiante, ancora una volta, alle prime difficoltà, la squadra si arrende

Quante volte in questa dannata stagione avremmo potuto riassumere la prestazione del Cesena con il ritornello “il Cesena parte benino, ma si scioglie alle prime difficoltà”? Innumerevoli, senza dubbio. Ed anche oggi, a corto di parole ed ormai anche di pazienza, tanto vale riciclarlo per l’ennesima volta. Una squadra senz’anima, che ci prova, che si sbatte, che però è incapace di reagire a destino e avversario ed inevitabilmente esce dal campo nel momento in cui subisce gol. E’ successo con la Pro Vercelli, poi a Latina, ancora sabato scorso contro il Vicenza ed anche oggi a Ferrara contro la Spal (2-0): cambiano l’ambientazione e gli interpreti, ma in fin dei conti la sceneggiatura è sempre la stessa. Ed il gran finale mette i brividi, non solo perché si sta sempre più avvicinando, ma soprattutto perché non un c’è solo elemento che lasci intravvedere qualcosa di positivo all’orizzonte.

All’inizio del suo mandato, Andrea Camplone aveva saputo rivitalizzare il gruppo, infondendogli un po’ di coraggio e di combattività, ma purtroppo l’effetto del palliativo è ormai svanito ed ora il Cesena è pressochè lo stesso di inizio stagione (se non altro ha gli stessi punti dopo 9 partite), con gli stessi problemi (tattici, fisici e mentali), le stesse paure e la stessa inefficacia. Però il grosso problema è che adesso il tempo inizia a scarseggiare e se prima c’era un campionato davanti, adesso invece restano solo 12 partite: giocarle in questo modo può significare soltanto una cosa, che mette paura solo a nominarla…

Senza dubbio in campo ci vanno i giocatori e gran parte della responsabilità è quindi loro, però chi li guida non può essere immune da colpe. Chiaramente non è il colpevole unico (non lo è oggi, così come non lo era ieri), però mister Camplone (oggi espulso per proteste) ci sta mettendo parecchio del suo: nel pomeriggio, contro la Spal, il colpo di grazia ad una squadra già in grossa difficoltà lo ha dato l’uscita anticipata di Schiavone, l’unico che pur con mille difetti stava garantendo un minimo di equilibrio al centrocampo. In quel momento si è conclusa la partita dei bianconeri che nemmeno in superiorità numerica (espulso Mora come all’andata) hanno crato troppi problemi alla retroguardia spallina, ruvida e forse fallosa su Garritano e Cocco, ma in affanno solo sulla punizione di Di Roberto, peraltro ottimamente respinta in angolo da Meret. Davvero troppo poco per ribaltare un risultato che ai più sembrava già scritto nel momento in cui Antenucci aveva portato in vantaggio i suoi sul finire di primo tempo. Il raddoppio di Mora nella ripresa è invece nato da un errore difensivo del più positivo dei tre centrali, il giovane Donkor, anche lui travolto dalla fragilità mentale di un reparto ormai insicuro e tremolante ad ogni stormir di foglia… Come detto, l’assalto finale non c’è nemmeno stato e a nulla è servita la seconda espulsione decretata da Di Paolo, che ha costretto gli uomini di Semplici in 11 contro 9 per i 6 minuti di recupero, superati agevolmente senza affanni.

Un film già visto, un romanzo già letto, un angosciante dejà-vu… Il Cesena va in ritiro, probabilmente al mister vengono dati i sette giorni e la Ternana si profila all’orizzonte… Vedremo presto se qualcosa cambierà oppure se la storia si ripeterà uguale a sé stessa…


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it

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