CR7 e la contestazione che non c’è

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Cristiano Ronaldo - Juve-Sassuolo

Finalmente la domenica di CR7 è arrivata

La tanto attesa prima rete del Fenomeno lusitano.

Tanto per non farsi mancare niente, CR7 ha pensato bene di concedere subito il bis. Così, giusto per gradire, stop a seguire su lancio di Emre Can, sguardo al posizionamento del portiere pallone che va ad accasarsi vicino al palo. Nell’angolino basso dove nessun portiere può arrivare.

Lo si leggeva sul viso di Consigli nel momento in cui stava per partire il tiro. Era la faccia di uno che ha appena scoperto di essere condannato.

Malgrado ciò potrà dire di esserci stato. Di essere stato presente al primo gol italiano di Cristiano Ronaldo.

E insieme a lui potranno raccontarlo anche i 40.563 spettatori dell’Allianz Stadium.

Le proteste dei tifosi

La festa per il portoghese, ha fatto passare in secondo piano le proteste dei tifosi per il rincaro dei biglietti.

Non le hanno notate gli spettatori da casa, né ne ha fatto cenno il telecronista.

Eppure per alcuni tratti non si sono sentiti cori. Strano per uno stadio come l’Allianz.

La notizia dell’aumento del 30% arrivò un sabato pomeriggio di fine giugno, quando ancora nulla faceva presagire ciò che sarebbe successo…

Qualcuno dei soliti bene informati commentò dicendo che per farsi perdonare la Juve stesse pensando di prendere un top player per giustificare l’esborso.

Circolarono un po’ di nomi, ma chi pronunciò il nome di CR7 fu trattato da pazzo. Poi si sa come è andata a finire. Almeno fino ad ora.

Aumento giustificato?

Però l’aumento c’è stato.

Giustificato o no? Questo è il problema.

Certo che se si vuole competere con gli squadroni europei è necessario poter contare su una certa liquidità.

Contro il Sassuolo, metà degli spettatori erano abbonati e gli altri 22.000 hanno portato nelle casse della Vecchia Signora due milioni e mezzo.

Lo stipendio annuale di un buon centrocampista, non certo quello del Fenomeno venuto da Funchal a miracol mostrare.

E con tutti i soldi che girano nel mondo del pallone, tra sponsor vari e televisioni sono proprio necessari i 500.000 € in più incassati ieri?

Beh, fanno quasi 10 milioni all’anno.

Esclusa la champion’s.

Il calcio che non c’è più

Il calcio è cambiato tanto negli ultimi anni.

Da quando le partite si giocavano tutte in contemporanea e si aspettava Novantesimo minuto per vedere se Ciotti ed Ameri ci avevano raccontato tutto alla radio.

Sono arrivate vagonate di soldi, molti finiti nelle tasche dei procuratori, altri in quelle dei calciatori. Pochi in investimenti sul futuro. La Juve in questo è una mosca bianca, almeno in Italia.

E sta finendo pure l’idea romantica del tifo di famiglia, con i padri che vanno a vedere la partita insieme ai figli i quali a loro volta raccontano commossi della prima volta che hanno visto l’erba verde.

Dove non sono riusciti i violenti, dove hanno fallito i profeti del 4-4-2 magari riuscirà l’economia. Come si fa a fare un abbonamento per una famiglia intera? Potrebbero non bastare 10.000 euro. Non certo una cifra alla portata di molte tasche.

La furbata

Nonostante tutto, ieri lo Stadium era pieno. Come al solito.

E allora qual è stata la furbata?

La furbata è stata quella di abbandonare le cattedrali degli anni ’90 e costruire una bomboniera da meno di 50.000 posti.

Poca offerta di posti e tanta domanda.

E allora allo stadio ci va solo chi può permetterselo.

È un evento, uno spettacolo. D’altronde non è che i biglietti dei concerti costino di meno.

Una volta al centro di tutto c’erano il pallone e i tifosi.

I presidenti erano dei mecenati che buttavano soldi per il giocattolo di famiglia.

Ora i presidenti sono manager, e tali devono essere.

Il calcio è diventata un’azienda deve produrre utili e se possibile anche risultati. Ma solo se i conti sono a posto.

E se la scelta è tra avere una piazza felice o 10 milioni, beh la scelta è già fatta.

Tanto basteranno le magie di Cristiano Ronaldo a mettere in secondo piano la fine di un calcio che non c’è più.

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