CUORE ROSSONERO : NON BASTA UNO STRARIPANTE SUSO

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Il derby della Madonnina finisce con un pareggio: rossoneri raggiunti in zona Cesarini da un colpo di testa di Perisic. Buona la prova della premiata ditta Gomez-Paletta. Jack trascinatore e Suso sempre più un fuoriclasse. Niang e Bacca deludono fortemente le attese. L’atmosfera è quella dei vecchi tempi: San Siro esaurito, coreografie spettacolari con l’emozionante omaggio al Presidente Berlusconi, cori e striscioni. Tutto pronto per la partita più attesa dell’anno.

Mancavano ormai pochi secondi a una vittoria dell’armata rossonera, ma si sa che i derby, e soprattutto quello di Milano, riservano sorprese fino all’ultimo momento. Il Milan parte troppo contratto e rimane ad attendere le manovre degli avversari che si rendono pericolosi con Perisic e Icardi, incapaci però di sfruttare a pieno le occasioni che si sono presentate loro.

Con il passare dei minuti il Milan reagisce, soprattutto grazie a un Bonaventura che non ci sta nell’affrontare una partita così sentita come semplice comparsa; è qui che inizia a prendere per mano i suoi compagni come un vero leader.

Non sempre le sue giocate sono precise è vero, ma sono necessarie e imprescindibili per dare una scossa a match come questi: bloccati. Suo il quasi assist a Suso per la pennellata dell’1 a 0. Milan cinico, si va a riposo con i rossoneri sorprendentemente in vantaggio visto l’andamento della sfida nei primi minuti: però il bello del calcio ,non dimentichiamolo, è anche questo.

Le squadre tornano in campo riposate ed è il Diavolo a partire bene, gioca veloce e si presenta subito con un’occasione da goal. Passano pochi minuti e Candreva pareggia con un siluro da fuori area. Palla al centro e tutto da rifare: ma il Milan di quest’anno ha carattere e si vede. Non accusa il colpo anzi, mantiene alto il ritmo con pressing e ripartenze che mettono sempre in affanno la retroguardia nerazzurra. Proprio grazie a un contropiede gestito da Bacca ,suo anche l’assist, è Suso che ancora una volta porta in avanti i rossoneri con una giocata alla Robben: dribbling in un fazzoletto con il piede sinistro e tocco preciso di destro nell’angolino. La freddezza con cui fa tutto questo è disarmante. Pensare che è uno dei parametri zero tanto contestati fa davvero sorridere, attualmente ha un valore oltre i 20 milioni di euro.

Il match continua sulla falsariga del primo tempo, con l’ Inter che tenta il tutto per tutto e il Milan che corre ai ripari sostituendo un impalpabile Bacca ( non segna ormai su azione da due mesi) , con il ritrovato Fernandez. Questo, nelle idee di Montella, per tentare di aumentare il possesso palla e limitare quindi le manovre avversarie. Il cileno non è ancora nelle migliori condizioni e si vede : non gestisce bene nessun pallone e si limita a un lavoro da puro mediano, complicando ulteriormente il fraseggio rossonero.

Dentro anche Lapadula che si fa in quattro come sempre, emblematico il pianto a fine partita per non aver a suo giudizio soddisfatto l’Aeroplanino. L’italo-peruviano non può incidere sul risultato visto il forcing nerazzurro asfissiante che costringe la squadra rossonera nella propria metà campo; è proprio durante l’ultimo assalto dell’ Inter da calcio d’angolo che Perisic trova  l’inzuccata utile a riportare i cugini in parità. Doccia gelida per i tifosi del Diavolo e estasi pura per quelli nerazzurri. Mancano una manciata di secondi e sul rovesciamento di fronte ci prova Pasalic con uno sterile diagonale di sinistro, palla a lato e la partita finisce qui.

Il risultato, dopo una fredda lettura dei numeri può anche essere giusto, ma sa comunque di beffa per il modo in cui è arrivato. Non saremo la squadra più bella da vedere, questo è certo, ma che anima questo Diavolo: batterci non è cosa facile.

Forza rossoneri, avanti tutta!!

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