Curva rossoblu: Nel calcio, come nella vita….

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Bologna Atalanta 0-2

Curva rossoblu: Nel calcio, come nella vita, e’ una questione di aspettative.
Ero certo che sarebbe stata la domenica del Bologna; la domenica del rilancio dopo un periodo un po’ così. Un periodo che ha tanti motivi, che vanno da una lunga serie di infortuni che ha coinvolto tutti i reparti, a un fisiologico calo fisico, a qualche certezza smarrita per uno e l’altro motivo.
Credevo fosse la nostra domenica. Rientrava Mirante, dopo mesi di forzato out, la difesa era quella titolare, l’avversario era stimolante perché in un ottimo stato psicofisico; era un bivio importante: prendendo a destra, il cartello recitava “campionato normale”, voltando a sinistra, invece, l’indicazione era “campionato che potrebbe farsi interessante”.
Abbiamo svoltato a destra, anche perché l’Atalanta non ha collaborato.
Onestamente, uno contro uno, non credo l’Atalanta possa valere tutti i punti che ha di vantaggio su di noi, ma il campo ha dato il suo inattaccabile verdetto.
Più condizione fisica, più corti, più propositivi, più attenti, più famelici, più tutto. Vincono meritatamente e va accettato.
Niente da dire contro i ragazzi, ora va così e si continua a tifare Imperterriti Bologna come si fa dal primo vagito. Lo stato d’animo può essere quello di un fidanzato che ha la donna che si deve assentare per qualche tempo e ti lascia un senso di vuoto, senza intaccarne però il sentimento. Mi sento, e probabilmente ci sentiamo tutti un po’ smarriti e impotenti ma il Bologna e’ un amore troppo bello per farsi prendere dallo sconforto.
Al limite ci si può fare 2 domande e provare a darsi qualche risposta che però avranno sempre il senno di poi perché il calcio è materia che non ha controprova.

Ma ci proviamo.
Un centrocampo che ieri ha faticato deve essere privato sempre e comunque della forza fisica di Donsah, ormai eterno panchinaro? Come sta il ragazzo?

Il modulo, nonostante le assenze di Verdi, Sadiq, e con un Krejci che da qualche 90 minuti appare appannato, deve sempre e comunque essere un 4-3-3 come fosse un decreto ministeriale?

La difesa, che continua a difendere male come reparto, facendo fare brutta figura di volta in volta ai singoli, non è sottoponibile durante la settimana a talune frustate punitive? Non li si può tenere legati con lo spago a occupare distanze prestabilite?

La terzultima e’ a 9 punti e non preoccupa, per ora, ciò che preoccupa è quel processo di crescita che al momento pare essersi un po interrotto.
Bisogna allacciarsi le scarpe, tapparsi le orecchie e fare meglio. Questa è l’unica medicina somministrabile.
E si vada ora a Udine con coscienza di ciò che siamo e non di ciò che siamo stati o potremo essere in futuro. Il momento è questo e si deve gestire il momento.
Un po di scoramento, un po di capogiro.
Respiriamo e tutto passa.

La nota lieta:
“Dalla Svezia e’ arrivato il nostro goleador, Andersson Andersson, Kennett Andersson.”
E’ tornato a trovarci: Kennett Andersson, uno dei giocatori che più ha lasciato il segno sul campo e nei cuori dei tifosi rossoblu’, e’ tornato a trovarci e, sotto la curva, microfono in mano, si commuove. Poi sventola una bandiera con l’effige del suo e nostro amico Klas Ingesson, il guerriero che non c’è più, e in curva sono lacrime.
Un bel momento, perché gli atleti sono atleti e si ricordano per le gesta sportive, ma gli UOMINI vanno oltre al rettangolo di gioco.
E i Kennet e i Klas non li incontri spesso nella vita….

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