Curva rossoblu: Non vinciamo da una vita

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Non vinciamo più. Non lo facciamo da una vita. Non segnamo più. Non lo facciamo da mezza vita.

Bologna: Squadra preoccupata e preoccupante.
Il primo tempo e’ stato quanto di più noioso si possa vedere su di un prato verde. Perfino un picnic sarebbe stato più movimentato ed emozionante.
Non può bastare la buona volontà quando sbagli appoggi elementari, quando alcuni degli attori sono clamorosamente giù di forma e giù mentalmente; una squadra totalmente in sfiducia.
Qualcosa è successo ma non si capisce cosa. Non sono certo passati mille anni da quando, a inizio stagione, i ragazzi esprimevano un buon calcio fatto di condizione fisica abbinata a idee di gioco e sfrontatezza.
Ora sembriamo dei pulcini bagnati e impauriti. Impauriti dai non risultati, dalle giocate dei singoli che vengono meno e ci siamo forse presi paura. E quando nelle menti si insinua il concetto di timore di sbagliare, una squadra rischia di perdere la bussola.
Troppo orribile quel primo tempo per essere vero a cospetto di un Empoli che, non me ne si voglia, e’ apparso si organizzato ma con una cifra tecnica di scarso profilo.
No, quel primo tempo non si può proprio guardare.
E quando sento in conferenza stampa che la squadra ha mostrato la giusta cattiveria e che giocando così si vincerà presto, beh…mi scappa un po da ridere perché alcune volte il silenzio e’ veramente d’oro.
Poi inizia il secondo tempo e un più generoso Bologna fa perlomeno un pressing accettabile e mette i toscani dentro la propria area ma poi se vai a contare, dei 21 tiri effettuati dai rossoblu, soltanto 3 sono indirizzati nello specchio.
Della serie, potevamo star lì fino a Natale ma sempre 0-0 sarebbe finita.
Si chiede a Destro di fare pressing, gol pentole e coperchi ma che giocatore sia Mattia lo sappiamo e trovo stucchevole che a ogni sua esibizione si debba aprire il tormentone.
Si divora un gol fatto, si, ma è uno dei pochi a sembrare “vivo” perché purtroppo c’è chi fatica a reggersi e portare contributi vicini alla sufficienza.
Da fuori si nota un ambiente “depresso”.
Un esempio per tutti, Krejci.
Un inizio sfavillante, assist, uno contro uno vincenti a crear superiorità, pericoli e apprensione alle altrui difese, mentre oggi rifiuta qualsiasi iniziativa rigiocando spesso e volentieri il pallone indietro in attesa che qualcun altro prenda responsabilità. E’ stanco, senza dubbio. Ha tirato la carretta fino adesso è non c’è possibilità di cambiarlo per tutta una serie di contrattempi e infortuni che hanno penalizzato il Bologna.
Ma lui la qualità ce l’ha e non può esimersi dal prendere responsabilità. Altrimenti…..altrimenti continuiamo a fare 0 scarabocchio e ci incartiamo su noi stessi.
Quanto era il peso specifico di Simone Verdi in questa squadra lo capiamo probabilmente ancora meglio ora.
Dinamismo, gol, giocate e personalità che ora mancano drammaticamente.
Ma bisogna che la squadra faccia uno switch e ne venga fuori perché il valore tecnico e’ decisamente più alto di quello mostrato nelle ultime partite.
Donadoni, gran signore, gentiluomo e ottimo allenatore, pare anche lui nelle ultime settimane un po smarrito.
Dalla mia bocca non uscirà mai una sola critica all’indirizzo della società e tantomeno del mister, ma ora occorre far quadrato e venirne fuori.
La terzultima rimane a un buon margine di sicurezza ma bisogna stare accorti. Domenica si va a Pescara ed è vietato perdere per evitar di dar slancio a chi è agonizzante. Poi chiuderemo il girone di andata con Milan e Juventus, squadre a cui è difficile sottrar punti.
A Pescara senza timori.
Forza Bologna.

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