Curva rossoblu: dopo il punto di Cagliari, il punto Saputo

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Dopo il punto di Cagliari, il punto della situazione sul mercato di Saputo

IL BUON PUNTO A CAGLIARI

Detto che per l’ennesima volta in stagione abbiamo beccato gol al novantesimo, il punto di Cagliari non è da buttare per diversi motivi.
Terzo risultato utile consecutivo (7 punti nelle prime tre del ritorno) e non abbiamo perso  in casa di una squadra che fa del Sant’Elia un campo, dove raccoglie la maggior parte della propria classifica. Ritorno al gol di Mattia Destro e ritorno all’assist per il ritrovato (subentrando) Simone Verdi. Segnali positivi dopo un periodo più ombre che luci.

IL PERCORSO DEL BOLOGNA

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Il campionato del Bologna e’ strano, ma nella sua stranezza diventa regolare in termini numerici. Ottimo avvio di stagione, giocando un calcio spumeggiante e discretamente sbarazzino al cospetto di chiunque. Punti, vittorie in casa e consapevolezza nei propri mezzi. Poi, nella seconda fase, qualche infortunio di troppo, qualche errore grossolano della difesa, qualche errore marziano di talune giacchette nere, hanno tolto punti e serenità e il meccanismo si è inceppato.
Una lunga fase di partite fin troppo timide e condite da una condizione fisica che pareva via via scemare togliendo alla giovane compagine rossoblu qualche certezza e soprattutto quell’argento vivo mostrato, appunto, in avvio di stagione.
Donadoni non ha mai enfatizzato i momenti si e mai drammatizzato quelli no e numeri alla mano, società e allenatore sembrano avere perfettamente ragione.

Fondamentalmente si chiedeva alla squadra tre cose:

A) una salvezza tranquilla
B) Fare almeno un punto in più della passata stagione
C) Inserire i nuovi e far crescere i giovani

Sul primo punto il Bologna e’ stato decisamente favorito da tre squadre che sono da subito parse non attrezzate per il mantenimento della categoria. La terzultima ha girato a 10 punti, doppiata in scioltezza dai rossoblu che con 20 partite d’anticipo si sono assicurati il punto A.

Sul secondo punto siamo work in progress. Ai 42 punti della scorsa stagione ne mancano 15, 16 per superarlo. E le partite ancora da disputare sono 17. Mi pare molto fattibile.

Sul terzo punto direi che ci siamo: Verdi, Krejci e Dzemaili, sono colonne portanti della squadra e i giovani, commettendo qualche volta ovvi errori di gioventù, crescono e mettono nelle gambe importanti minuti di serie A.
La stessa difesa, più e più volte criticata da chi vi scrive, ha subito un numero di gol più che sopportabile, considerando anche il fatto che contro certe squadre, strutturate per competere in Europa, ne prendi certamente tre tutte le volte che le incontri. 26 gol subiti in 21 incontri (dobbiamo ancora recuperare col Milan) e’ un dato che dice che, con i tuoi pari livello, la porta la tieni chiusa spesso e volentieri.

IL MERCATO DI OCCHIO BIGON

E intanto, Mister Saputo, in linea con tutte le parole spese fin dal suo arrivo, sguinzaglia Bigon in giro per il globo alla ricerca di giovani talentini e talentoni dal roseo domani.
Il mercato di gennaio ha portato Petkovic, giovane punta del Trapani, un diciannovenne colombiano che risponde al nome di Juan Manuel Valencia, su cui gli addetti ai lavori sono pronti a giurare (centrocampista, trequartista e attaccante che il campo giudicherà) e qualche altra operazione sui profili ai comuni mortali sconosciuti che si materializzeranno a inizio prossima stagione.
Inoltre, questa società, ha la forza economica di dire no ai grandi club (Donsah era pluriricercato) in nome di quella famosa linea di crescita continua e costante predicata fin da inizio avventura.

In uscita, oltre a Morleo(Bari) e Floccari (Spal) anche quel Robert Acquafresca che arrivò qui ventiquattrenne con già 50 in gol in serie A (sono pochi i giocatori che così giovani hanno uno score così importante) pronto a fare sfracelli che puntualmente non fece.
Firmo’ per il Bologna nel 1967 e spalmo’ il contratto su quarant’anni finendo dal campo alla panchina, dalla panchina alla tribuna, dalla tribuna a fuori rosa e da fuori rosa al bar, rifiutando sistematicamente ogni soluzione dal Bologna suggeritagli, pur di liberarsene.Ora l’ha vinto la Ternana. Auguri a Robert, che nessuno ha mai capito e forse nemmeno lui stesso.

SAPUTO UN’ AFFIDABILITA’ A SORPRESA

La chiusa finale è che in un mondo dove c’è da stare poco tranquilli, tra recessioni, muri e attentati vari, a Bologna Joye Saputo parla poco e fa tanto. E soprattutto mantiene promesse e alimenta sogni. E al giorno d’oggi e’ tantissimo

Sabato sera arriva il Napoli. Se va come deve andare loro ne fanno tre e noi perdiamo. Ma e’ inutile aspettarli: offendiamoli. Magari non va come deve andare….

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