Curva Rossoblu: se il macchinista di un treno…Oikonomu perché?

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Oikonomu: se il macchinista di un treno non è in grado di manovrare va evidentemente fermato. Niente di personale contro l’uomo, se ne discute puramente in termini professionali; ma se non è in grado di manovrare bisogna che un suo superiore se ne prenda la responsabilità, prima che faccia una strage all’interno di una stazione.

Ecco. Con lo stesso spirito critico verso il professionista, e non verso l’uomo, un difensore centrale che difende con il pensiero va fermato. Un suo superiore, in questo caso il mister, deve assumersene la responsabilità e fermarlo. Perché non è la prima volta che gli viene nuovamente data fiducia; sarà la terza, la quarta, la quinta.. Ora basta.
Oltretutto risulta già essere in procinto di lasciare Bologna in questo mercato di gennaio, e allora qualcosa non torna.
Sembra quasi un dispetto. Una rivolta silenziosa. Da quando in qua un giocatore già praticamente venduto scende in campo?

E mi ripeto: niente contro Marios Oikonomu dal punto di vista umano. Però ora basta. Tutto il campionario del “cosa non deve fare un difensore” in 90’ minuti al cospetto di Gonzalo Higuain, che non può esimersi dal banchettare in area rossoblu.
Diciamocelo chiaramente: in casa ne avevano vinte venticinque consecutive e di uscire intatti non vi era nessuna speranza. Però…
E poi non crocifiggiamo di certo un singolo per dare alibi a un Bologna, che sembra sempre più apatico.
Giochicchiare dieci minuti allo Stadium non può certo bastare.

CURVA ROSSOBLU: I NUMERI NEGATIVI

Non erano lì i punti da prendere, ma così non va bene. Poco mordente, poca lucidità, poche trame lineari e zero tiri in porta. Nei cinque campionati più importanti d’Europa il Bologna e’ la squadra che ha calciato di meno a rete.
Secondo peggior attacco del campionato!
A casa delle migliori ne prendiamo costantemente tre!
I numeri sono impietosi così come quelli del modulo; quel 4-3-3 che sembra imposto da una divinità egizia. Ci lamentiamo che Destro non combini mai niente, ma non ci preoccupiamo di tentare qualcosa di diverso.
Da dieci partite a questa parte sembriamo i fantasmi di noi stessi.
La confusione sembra farla da padrone. In campo e fuori dal campo.

CURVA ROSSOBLU: LA PARTITA 

Sulla partita c’è ben poco da dire: sei minuti e siamo già sotto. Una timida reazione e rigore sacrosanto quanto…ingenuo? Ingenuo mi sembra riduttivo. “Coglionata ai limiti del reale” mi pare più adatto. 2-0 che si fa 3-0 a inizio secondo tempo e accademia Juve fino allo scadere.

Perdere là e’ normale. Perdere così un po meno. Lo si doveva ai mille tifosi al seguito, un po più di mordente.

CURVA ROSSOBLU: EZIO L’UMILE 

Lo si doveva a quel lutto che si portava al braccio. Lo si doveva a Ezio che era un campione della pedata e di umiltà. Un certo Ezio Pascutti…
Immagino non sia nemmeno semplice trovare motivazione in questo campionato. Il campionato più scarso d’Europa. Un campionato dove, dopo dieci partite, si sa già chi vince lo scudetto e chi retrocede. Un campionato, dove le squadre intrappolate nel mezzo, si giocano dal diciassettesimo al decimo posto senza grandi stimoli.
Però noi siamo i figli di una società ambiziosa. Dovremmo sfilarci con forza da quell’apatia che sembra essersi impossessata di noi. Perché siamo meglio di quella prestazione vista ieri sera. Indipendentemente dalla Juve che fa un campionato a parte. Dunque si doveva fare meglio.

CURVA ROSSOBLU: EMERGENZA VERDI 

Speriamo di recuperare in fretta Simone Verdi, giocatore che aveva dimostrato di saper accendere la luce anche in giornate un po’ così. E poi speriamo nel mercato. Speriamo che le quattro caselle liberate dai quasi sicuri partenti Morleo, Floccari, Oikonomu e Mounier siano riempite da giocatori evidentemente più funzionali e più motivati. Perché 19 partite così sarebbero un’agonia.

CURVA ROSSOBLU: OCCHIO AL CROTONE

Sabato si va a casa di un Crotone che fa di sudore, unghie e denti la sua virtù e giocherà evidentemente la partita della vita.
Perdere sarebbe preoccupante. Sarebbe insano. Sarebbe complicarsi inspiegabilmente la vita.

Delusi. Si.
Rassegnati, mai.

Esiste solo una squadra e porta i gloriosi colori rossoblu’. E se lo mettano in testa i giocatori. E perdano, se gli altri sono più bravi, ma con ardore!

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