Dal quartiere veronese: Lazio, do you speak English?

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Quanto è bello lo sport del calcio? Novanta minuti di sofferenza possono essere dimenticati anche solo grazie ad una zampata decisiva nel finale, e quella di Inglese ne è la dimostrazione.

Un Chievo incerottato in lungo e in largo scende in campo all’Olimpico con una formazione che chiamare rimaneggiata sarebbe riduttivo, con il doppio trequartista (De Guzman e Birsa) dietro all’unica punta Inglese (non al meglio, dopo una settimana in cui l’influenza l’aveva tenuto lontano parecchi giorni da Veronello) e il rientrante Hetemaj, che sostituisce Castro, che all’ultimo ha dato forfait.

Le intenzioni dei ragazzi di Maran sono chiare fin da subito: chiudere ogni spazio cercando di subire il meno possibile. Gli aquilotti attaccano senza interruzione ma Sorrentino si fa trovare attento in ogni circostanza.

Nella ripresa la musica non cambia e i gialloblu sono sempre più costretti ad arretrare le loro posizioni, difendendo a pieno regime.
Ma la Lazio non supera la Diga clivense e allo scadere un contropiede manovrato alla perfezione porta alla rete di Inglese. Birsa si defila, filtrante per Izco che di prima dà la palla a Gobbi, che si dimostra ancora lucido nell’occasione e dopo un rasoterra preciso, il centravanti di Vasto colpisce, non benissimo a dire il vero, ma è sufficiente per far sì che la sfera gonfi la rete.

Tra l’incredulità dei più presenti allo stadio, il Chievo è in vantaggio e dopo altri cinque minuti di sofferenza mette in cassaforte tre punti insperati, che sanno di liberazione.
Vittoria che fa rifiatare, Maran prima di tutto, che al triplice fischio si lascia andare in un urlo percepito anche al di fuori delle mura dell’Olimpico.
Che questa prestazione possa riportare la serenità in tutto l’ambiente gialloblu.

I MIGLIORI

SORRENTINO: 7 – Chiude la saracinesca e da lì non passa nessuno. Decisivo.
HETEMAJ: 6.5 – Torna a ringhiare, anche da capitano. Quanto mancava il suo carisma.
INGLESE: 7 – Fatica per tutto il match, ma il guizzo finale gli vale un voto alto in pagella.

IL PEGGIORE

DE GUZMAN: 5.5 – Troppo precipitoso in alcune situazioni.

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