Dalla Germania: “Batteremo l’Italia perché è arrogante”. Senti chi parla…

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Sette motivi per sperare. La Bild, il più importante quotidiano sportivo tedesco, ha proposto stamani in edicola una delle tante idee da pre-partita che comunemente popolano le pagine dei giorni di avvicinamento ai grandi appuntamenti. Il buon momento del difensore-goleador Boateng, la juventinità strategica di Khedira che conoscerebbe alla perfezione i meccanismi del trio centrale azzurro, il ritorno dello spilungone Gomez a livelli di decenza, quelli confermati in modalità eccellenza di Neuer, le scelte fin qui azzeccate da Low e l’eliminazione di Conte già patita per mano tedesca ai tempi della Juve in una recente edizione della Champions League.

Nulla di male, dunque, nell’esposizione più o meno oggettiva di scenari e relative traiettorie individuali. C’è però un ultimo motivo per cui i tedeschi, stando all’elenco, dovrebbero nutrire speranza in vista della sfida con l’Italia di sabato sera: l’arroganza. Sì, l’arroganza. Proprio così la descrive il quotidiano spiegando come “la sicurezza eccessiva che gli italiani avrebbero nella tradizione a loro favorevole, unita alla fiducia nata in seguito alla vittoria contro la Spagna” dovrebbero consegnare alla partita un epilogo scontato e pro-Germania.

Senti chi parla… loro, che nel 2006 scomodarono un’intera prima pagina ironizzando sugli spaghetti all’italiana salvo poi andare a letto senza nemmeno un misero wurstel, a Dortmund, chiusi nello stomaco dal tiro a giro di Fabio Grosso. Loro, che nel 2012 riuscirono a farsi impallinare un’altra volta da favoriti per mano di un signore che pochissimo altro ha combinato in carriera come Mario Balotelli. Loro che, in un’Europa in via di disintegrazione, continuano a praticare la voce grossa ordinando agende salvavita e parametri da strozzini a paesi in difficoltà sull’orlo dello sfinimento, concedendosi il lusso di presentare pure chiavi di lettura spocchiose a chi corpi, dal mare, ne salva tutto l’anno e continua a salvarne ancor oggi nonostante la ritirata prevedibile e già puntualmente materializzatasi di chi, abituato a ragionare per iperboli, si è accorto (senza ovviamente ammetterlo) di non poter costruire certo all’improvviso alcun tipo di approccio decoroso su un tema evidentemente diverso da quello dei soldi e delle banche. 

Ecco, la Germania. Campione del Mondo in carica, architettura rigida e intransigente, macchina da guerra che piace agli indici economici, in ritardo netto lì dove invece è l’Italia che può concedersi il lusso di non accettare lezioni, per giunta così, da nessuno.

Uno: sappiamo sporcarci le mani. Due: sappiamo cadere nel baratro e rialzarci. Tre: sappiamo restare nascosti operando sorpassi. Quattro: tendiamo la mano al diverso e bisognoso. Cinque: rispettiamo l’avversario più quotato. Sei: talvolta persino lo sovradimensioniamo. Infine: non siamo arroganti. Ecco i sette motivi per sperare con cui noi italiani rispondiamo alla Germania.

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