Dario Levantino: Tifoso in silenzio, da lontano e per sempre: forza Palermo!

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Dario Levantino Palermo

Nella nostra tifointervista di oggi lo scrittore tifoso del Palermo Dario Levantino autore di un recente libro su un romanzo adolescenziale e calcistico “Di niente e di nessuno” della Fazi editore

Dario, uno sguardo al presente

  • Cosa ne pensi dell’attuale Palermo sia come società che come squadra?

Palermo, coi suoi settecentomila abitanti, è la quinta città d’Italia, e il dato non considera tutti quei palermitani che vivono altrove: che una città del genere non abbia una squadra in serie A, fa riflettere; che una squadra storica come il Palermo, appena qualche anno fa, abbia giocato in Europa League, mentre adesso boccheggia in serie B, amareggia.

  • E’ una squadra pronta per la promozione o dovrà lottare duramente?

Sebbene l’esordio sia stato discreto, pare che una squadra non ci sia. Squadra è un gruppo che si allena e gioca costantemente, non quella che cambia giocatori ogni stagione; squadra era il Palermo – giusto per fare un esempio – della stagione 2011-2012, quella di Pastore, Hernandez, Miccoli, Balzaretti.

  • Quale giocatore ti dà fiducia per questa stagione?

Mi piace Čočev, questo centrocampista bulgaro nemmeno giovanissimo. Čočev mi pare un giocatore completo, l’ho visto saltare l’uomo senza troppi orpelli, cercare geometrie intelligenti, ha un sinistro insidioso. In mezzo alla mediocrità può fare la differenza.

  • Cosa ne pensi degli attuali portieri rosanero, tu che sei portiere?

In realtà – nel calcio dei poveri che gioco – sono un centrocampista. Ho scritto la storia di un portiere (Di niente e di nessuno, edito da Fazi editore) perché è il ruolo che più mi affascina: la responsabilità, l’estrema difesa, i lividi sui fianchi, la saliva sui guantoni: se il calcio è letteratura, il portiere è il Romanticismo .

  • Credi che l’allenatore sia quello giusto?

L’allenatore è il capro espiatorio di una squadra che fa male, infatti sento dappertutto giornalisti dozzinali commentare al vetriolo l’operato di un tecnico. Penso che il buon calcio sia l’esito di una serena società, di un saggio e incosciente allenatore, della complicità dei calciatori, e di un tifo sano; vale lo stesso per il cattivo calcio: non è mai soltanto colpa dell’allenatore. Questo per dire che Tedino mi piace: con i giocatori a disposizione non si può fare di meglio.

Dario Levantino: ora uno sguardo al  passato

  • Da quanto tifi Palermo e perché?

Da sempre, da quando sono nato a Palermo, da quando ho visto giocare Schillaci, da quando ho visto la squadra in difficoltà abbandonare il calcio che conta e sgomitare nelle serie inferiori. Non mi hanno mai fatto simpatia le squadre che vincono facile, ho piuttosto sempre subito il fascino delle squadre che perdono bene.

  • L’emozione più grande che Palermo ti ha regalato?

Certi gol indimenticabili. Il più bello in assoluto quello di Fabrizio Miccoli in Palermo-Chievo Verona quando l’ex capitano senza guardare la porta ha calciato al volo da 40 metri insaccando la palla in rete. Il telecronista non credeva ai suoi occhi, noi tifosi sì, invece, perché per noi Miccoli era magico, il nostro Maradona.

  • L’emozione più rattristante che la squadra ti ha dato?

Ho trovato molto triste il ritorno della finale dei play-off Frosinone-Palermo, quando la panchina del Frosinone per deconcentrare i giocatori rosanero ha cominciato a lanciare i palloni in campo. Le furbizie, la melina e la strategia per arrivare al novantesimo ed incassare la vittoria appartengono al calcio, la disonestà appartiene solo ai disonesti e basta. Brutto gesto.

  • La partita indimenticabile di sempre?

La finale di coppa Italia contro l’Inter, il 29 maggio 2011. Una finale vinta sprigiona una gioia incontenibile, una finale persa dopo sacrifici possiede un sapore tutto suo: ti fa scoprire che i tuoi eroi sono vulnerabili tanto quanto te, rendendoteli eroi per sempre.

  • Il giocatore che non dimenticherai mai?

Anticipiamo subito che la risposta è stata davvero sorprendente….

Balzaretti. Ricordo che è arrivato al Palermo come scarto delle grandi squadre in cui aveva giocato, ed è stato bellissimo vederlo rinascere facendo probabilmente mangiare le mani ai procuratori che lo avevano dato per morto. Balzaretti risponde a l’immagine del terzino che ho in serbo: corsa per vie geometriche, dribbling, potenza, cross, fiato infinito, sacrificio, completezza.

Legato alla tua professione caro Dario, vediamo un po’….

Tu hai scritto la storia di un ragazzo adolescente dei giorni nostri che cresce e migliora se stesso anche grazie al sudore, al sangue e al cameratismo di una squadra di provincia. Ma secondo te oggi, nel secolo Duemila, abbiamo nei giovani ancora quella passione calcistica da provinciali o ragazzi di quartiere?

  • Vedi nei ragazzi di oggi la stessa passione per il calcio o qualcosa è cambiato?

Oggi si gioca meno per strada, si mastica meno polvere. Faccio una riflessione di tipo sociologica, se così si può dire. Perché i più funambolici campioni provengono spesso dal Brasile, dall’Africa o da altri paesi poveri? Secondo me, per un’unica ragione: in quei paesi si gioca per strada. Questa stessa dinamica la vedo in atto in Italia, ma ieri più di oggi: le città più popolari sfornano campioni; penso a Insigne, a Cassano, a Totti, a Gattuso, giocatori da strada.

  • Come giudichi la crisi attuale della Nazionale Italiana?

Sarò banale, ma la matrice della crisi della Nazionale italiana la conoscono tutti: troppo calcio mercato, troppi calciatori esteri, troppi panchinari nei club poi titolari in Nazionale. Lungi da me scaricare le responsabilità a Ventura o Conte o Prandelli.

  • Pensi che in futuro scriverai mai un romanzo sul PALERMO calcio?

Non ci ho mai pensato ma su due piedi temo di no: il calcio lo amo, ma ne amo l’aspetto più popolare, più legato alla strada, alla periferia; il calcio degli ultimi decenni appartiene più ai diritti televisivi che ai tifosi. Quando scrivo amo sondare le ragioni del fango, non del cloro.

Ci fai un bel saluto da tifoso palermitano, grazie

Tifoso in silenzio, tifoso da lontano, tifoso per sempre: forza Palermo!

Se volete leggere il libro di Dario Levantino (Fazi editore) ecco una recensione dal sito Sul Romanzo.

Se vuoi acquistare il libro il link diretto è su Ibs 

 

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