Definizione di una vittoria di coraggio

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A Bologna l’Inter non brilla, ma il coraggio delle scelte di Pioli viene premiato con il primo, importantissimo gol di Gabriel Barbosa. Classifica invariata

Se ti presenti con una divisa del genere in giro per l’Italia e per l’Europa, di coraggio già ne hai, e parecchio.
Se una settimana prima del big match contro la Roma schieri titolare Miranda che è diffidato, hai coraggio, ma soprattutto mentalità (come dimostrato contro il Pescara prima della Juventus).
Se ti chiami Miranda, sei diffidato e ad una settimana dal match contro la Roma ti schierano titolare, ma tu te ne freghi e non ti tiri mai indietro, sei coraggioso. O forse sei ingenuo. Di certo sei squalificato contro la Roma. Ma i grandi pensano una partita alla volta.
Pioli avrebbe avuto ancora più coraggio a schierare Andreolli o Sainsbury. Ma forse ci vuole troppo coraggio per schierare Sainsbury. Ed anche un pizzico di incoscienza. Certo, avrebbe potuto schierare Murillo centrale invece che terzino, con Ansaldi al suo posto, come quasi sicuramente avverrà con la Roma, ma i grandi non pensano così. Ai posteri il verdetto.
Ecco, se ti chiami Murillo e fai il difensore, ma segni un gol stupendo in rovesciata col Bologna, hai coraggio. Ma se alla volta successiva ci riprovi per crossare e cadi come un sacco di patate, hai fatto una figura da pirla.

Se a un quarto d’ora dal termine stai pareggiando contro una squadra che ne ha presi 7 dal Napoli e che ha perso in 11 contro 9 col Milan, non so il coraggio, ma un po’ di strizza ne hai di certo.
Se per risolvere la questione ti affidi a Gabigol sostituendo Candreva, di coraggio ne hai tantissimo.
Se inserisci anche Banega al posto di Palacio, non sei coraggioso, ma solo intelligente. Anche se Banega da quando siedi sulla panchina dell’Inter ha deluso e per questo era seduto con te.

Se ti chiami Banega di talento ne hai a volontà. Forse ti manca il coraggio e per questo stecchi nei momenti importanti. Ma ogni tanto lo tiri fuori, come a Bologna quando ti inventi la giocata decisiva. Se ti chiami Banega sei destinato a dividere, niente vie di mezzo.
Se invece sei D’Ambrosio, di coraggio ne hai tanto di tuo, perché nonostante tutto quello che ti dicono ogni giorno, ad ogni partita, continui imperterrito a fare il tuo e a mettercela tutta.
Se ti chiami D’Ambrosio e dopo tutto questo hai la freddezza di non sbagliare l’assist al compagno davanti alla porta in un momento cruciale, stai facendo solo il tuo lavoro, ma sei coraggioso comunque, perché non ti trema la gamba.

Se sei un giovane di appena 20 anni e ti trasferisci dall’altra parte del mondo, nessun dubbio che tu abbia coraggio. Anche quando hai i milioni, anche quando ti fanno trovare tutto pronto.
Se sei quel giovane e passi 5 mesi a lavorare sodo per ritagliarti il tuo spazio, nonostante ti spaccino per un oggetto misterioso, hai stoffa. Forse anche un po’ di coraggio, perché su di te ci sono tante aspettative e devi dimostrare di valere la cifra spesa per acquistarti. Ma anche quella è stoffa.
Se segni a due passi dalla porta mezza sguarnita non sei coraggioso, e nemmeno scarso, perché quelli scarsi sbagliano anche quei gol per la paura. Quindi forse un po’ di coraggio ce l’hai, ma lo hai già dimostrato nel poco spazio che ti hanno concesso, quando volevi mangiarti il campo per dimostrare a tutti il tuo valore.
Se ti dichiari entusiasta di aver segnato il primo gol a Bologna come Ronaldo, il coraggio sta nel paragone.

Se sei un portiere e al 94′, dopo una partita passata praticamente a guardare gli altri, metti il corpo su un tiro ravvicinato di Torosidis, hai fatto il tuo dovere. Un dovere che ha portato tre punti, ed anche pesanti. Ma non ti chiami come altri portieri, sei solo Samir Handanovic, quindi nessuno ti celebrerà sui giornali il giorno dopo. Anzi, qualcuno continuerà a criticarti, perché in Italia, e nelle grandi squadre, succede principalmente questo. Ma io continuerò a ringraziarti per tutti i punti ottenuti con i tuoi interventi. Che poi sui giornali ci sarebbe comunque finito Gabigol per tutta la sua storia, quindi sei sfigato in ogni caso. Ma se fai il portiere hai coraggio a prescindere, perché lo fai. Perché sei solo. Perché ti prendi le responsabilità e tante, tante critiche, ma ben pochi incensi. Ma questo lo sai già. Ed infatti sei coraggioso.

Adesso il coraggio va tirato fuori in una partita fondamentale, per giocare meglio di quanto fatto ieri, ma soprattutto per continuare ad inseguire un sogno chiamato Champions.

Fonte immagine: ansa.it

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