Il Delfinato parla norvegese

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Al Delfinato, dopo il buon secondo posto di ieri alle spalle di uno straordinario Fabio Aru, oggi il più atteso nella 4^ tappa Tain-L’Hermitage – Belley era il norvegese Alexander Kristoff (Team Katusha), chiamato a riscattare un avvio di stagione piuttosto deludente senza vittorie significative dopo un 2015 strepitoso nel quale ha conquistato, tra le altre, Sanremo e Fiandre. Ed invece spunta dal mazzo il connazionale Edvald Boasson Hagen (Dimension Data) che mette tutti nel sacco con un ultimo chilometro volato ai 60 km/h che gli consente di sopravanzare Julian Alaphilippe (Etixx Quick Step) e Nacer Bouhanni (Cofidis) al termine di una tappa corsa dal gruppo con il freno a mano tirato fino ai 30 km conclusivi. Alla vigilia delle tre tappe conclusive, le più dure di questo Critérium del Delfinato, la giornata va via tranquilla con il tentativo a tre di Bryan Nauleau, Frederik Veuchelen e Maxime Bouet (decisamente il più combattivo di giornata ripreso a soli 4 km dal traguardo) che però non decolla mai e resta sempre alla portata del gruppo principale che infatti, accelerando nel finale, rientra agevolmente sui fuggitivi. Così ci si gioca tutto nei tre chilometri conclusivi e la Dimension Data è la squadra più abile a tenere davanti Boasson Hagen quando la strada si stringe ed inizia leggermente a salire, circostanza che taglia le gambe ai velocisti puri ed offre una chance importante agli uomini da classica che infatti alla fine occuperanno molte delle posizioni nella top 10 (oltre al vincitore e ad Alaphilippe già citati, ritroviamo Greg Van Avermaet 5° e John Degenkolb 8°). Il norvegese lancia una volata molto lunga ma riesce comunque a contenere la rimonta degli avversari conquistando così la sesta vittoria stagionale, un bottino di tutto rispetto.Delfinato5

Domani si inizia a far sul serio anche per gli uomini di classifica con la 5^ tappa La Revoire – Vaujany (km 140), una frazione breve ma ricca di salite (alla fine saranno ben 7 i gpm da affrontare) che prevede un difficile arrivo in salita sui rilievi che circondano Grenoble. I primi 80 km sono in continuo saliscendi e prevedono 6 gpm (due di 4^ categoria, due di 3^, uno di 2^ ed anche uno di 1^, il Col du Barrioz) che inizieranno ad appesantire le gambe dei corridori prima della parte centrale, interlocutoria con una cinquantina di chilometri pianeggianti o in discesa, con il gran finale che attende la corsa a 7 km dal traguardo: l’ascesa a Vaujany misura 6,4 km al 6,5% di pendenza media con il secondo ed il quarto chilometro davvero impegnativi al 10,8% e 12,5% rispettivamente prima di un falsopiano in salita che introduce lo strappo finale di 400 mt. al 7,3%.

In una tappa del genere, dura ma non durissima, è comunque lecito attendere alla prova gli uomini che corrono il Delfinato per vincerlo i quali, a mio avviso, cercheranno di guadagnare qualche secondo sui rivali, soprattutto i primi tre della generale Alberto Contador, Richie Porte e Chris Frooome, racchiusi in appena 13″. Non credo però che si giocheranno la vittoria di tappa che invece potrebbe andare ad uomini più scattanti come Daniel Martin, Daniel Moreno, Jan Bakelandts, Jesus Herrada, Bauke Mollema e forse anche Joaquim Rodriguez latitante da troppo tempo. E’ questa la mia rosa di favoriti per la vittoria di giornata, al netto di una fuga a lungo raggio che comunque potrebbe avere vita molto difficile sulla salita conclusiva dove si scatenerà la bagarre tra i big.

Diretta tv su Eurosport. Qui tutte le informazioni sul Giro del Delfinato: www.letour.fr/criterium-du-dauphine/2016/

Immagine di copertina tratta da www.letour.fr/criterium-du-dauphine/2016/

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