Il delfino biancazzurro: cercasi miracolo disperatamente

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Bepi Pillon a caccia del miracolo in Pescara-Spezia
Bepi Pillon a caccia del miracolo in Pescara-Spezia

Il Pescara, in base ai risultati di oggi, è ufficialmente in zona play out. La lunga rincorsa del gambero è dunque terminata. Solo un successo lo tirerebbe fuori dalla situazione in cui si è volontariamente messo. Ma può questa squadra riuscire a battere lo Spezia?

Solo un miracolo

Pillon ha raccolto due punti in tre gare. Epifani uno in quattro. La differenza tra i due tecnici è che, almeno, con l’ex Livorno si è visto un minimo di orgoglio. I pareggi con Palermo e Bari sembravano aver ridato vigore ad una squadra con un encefalogramma piatto. Addirittura, Pettinari, era riuscito a segnare ai pugliesi. Poi sono arrivati Bifulco e Raicevic e il Delfino ha cannato il primo scontro diretto. Le note positive a cui aggrapparsi sono Machin e Falco, due giocatori che almeno hanno chiaro il concetto di “giocare a pallone”. La difesa, al solito, imbarazzante. Con il buon Bepi in panca sei gol beccati in tre match che portano il totale a 60. Solo la Ternana ha fatto peggio con 63.

Con lo Spezia serve un miracolo per tornare alla vittoria. Serve una prestazione di squadra, cosa che il Pescara non è. Serve una gara di pura cattiveria, cosa che il Pescara non ha. Servono giocatori veri che non fanno parte del Pescara. Insomma: tutto è contro il Delfino.

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Pillon, il povero diavolo

In mezzo ad un disastro sportivo annunciato, Bepi Pillon prova a dare un briciolo di dignità ad una retrocessione ormai annunciata. Il parafulmine voluto da Sebastiani per calmare la piazza, dopo il “burrattino” Epifani, non può far nulla di più di quello che sta facendo. La squadra, nelle tre gare della sua gestione, ha dato prova di coraggio. Certo, se in difesa il presidente ti compra i sosia sportivi di Francesco Gullo o potenziali tronisti c’è poco da fare. Se in attacco hai un giocatore che ha la media gol inferiore a quella di Chilavert, tanto vale provarlo in porta. Contro lo Spezia quello che chiediamo è di vedere la stessa determinazione messa nelle tre precedenti gare, magari evitando le cavolate difensive. E’ tanto, lo sappiamo, ma, nell’attesa che il calvario finisca, provare a sognare è l’unica cosa che ci resta.

 

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