Derby da ordinaria amministrazione: la Juve fa fuori il Toro

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In un derby che ha ben poco da dire, la Juve batte 2-0 il Toro e si qualifica per la semifinale di Coppa Italia. I granata, pericolosi in una sola occasione nei 90 minuti, si fanno sentire solo per le solite proteste. Mihajlovic esonerato e Bianconeri che incontreranno l’Atalante in semifinale.

Un derby è sempre un derby si dice…ma ultimemente quello di Torino entusiasma ben poco. Per i Granata rimane la partita della vita. Sulla sponda Bianconera rappresenta solo tre punti da fare contro una squadra oggettivamente inferiore. I tifosi, specialmente quelli di Torino che hanno vissuto stracittadine di ben altra caratura, tengono ancora molto a questa partita. Ma per i più giovani il derby non da più le emozioni di una volta..

Colpa soprattutto di un Torino non all’altezza della propria storia. Un Torino che, nelle sue otto apparizioni allo Stadium ha collezionato un pareggio e sette sconfitte. Con tre gol realizzati e diciannove subiti. Va da sè, quindi, che la vittoria ed il passaggio del turno della Vecchia Signora sui cugini non desti particolare scalpore.

In corsa per la quarta

La Juve si qualifica, quindi, per la settima volta consecutiva si qualifica alla semifinale di Coppa Italia. La Juventus, campione delle ultime tre edizioni, si troverà ad affrontare l’Atalanta. Una squadra sicuramente ostica, ma che non sembra in grado, in una sfida di 180 minuti, si tenere il confronto contro i Bianconeri. Di contro l’altra semifinale sarà tra Lazio e Milan. Tutto farebbe pensare ad una finale a maggio che potrebbe essere la riproposizione della sfida vissuta nella finale di Coppa Italia della scorsa edizione e dell’ultima Supercoppa Italiana, in cui si imposero i Biancocelesti.

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Senza storia

Un match abbastanza noioso e con poche emozioni. Juventus in campo con un 4-3-3 che schiera a destra Sturaro ed al centro della difesa Rugani insieme a Chiellini. Asamoah giostra sulla fascia sinistra. Al centrocampo c’è il ritorno di Marchisio e il recupero di Pjanic, con l’inesauribile Matuidi. Ancora spazio per Dybala insieme a Douglas Costa e Mandzukic in avanti. È proprio il brasiliano ad essere il più pericoloso in campo, con le sue continue incursioni e dribbling. Il gol del vantaggio è firmato da lui che approfitta di un rimpallo favorevole. Non un grande partita dei compagni d’attacco, né di Higuain che nel secondo tempo (minuto 78) subentra a Mandzukic.

Dybala si fa vedere in alcune occasioni, ma la precisione non è quella delle serate migliori. Non sfrutta bene l’occasione Sturaro, seppur fuori ruolo. Il duttile centrocampista sanremese viene sostituito nell’intervallo da Lichtsteiner. Discreta la partita dell’altro osservato speciale Marchisio, che deve abbandonare la gara dopo un’ora di gioco a favore di Khedire ancora per guai fisici. Abbastanza bene, invece, Rugani.

Le uniche occasioni del Torino su un buco clamoroso di testa di Sturaro che sceglie malissimo il tempo dell’anticipo e un palo di Niang su un lancio lungo dalla difesa. Oltre a questo solo ordinaria amministrazione per Szczesny. Troppo poco. Il raddoppio della Juve è solo una questione di tempo ed infatti arriva al 67′ minuto da una palla recuperata sulla trequarti avversaria. Il resto è solo un trascinarsi di tempo fino al 90′, con il Torino incapace di una reazione.

A-VAR-a di argomenti

Purtroppo per il Torino la partita non è prodiga di argomenti di cui parlare. I Granata e tutti i detrattori della Juve hanno però la buona fortuna di avere un argomento di cui parlare. Sull’occasione del raddoppio di Mandzukic il contrasto tra Khedira e Aquah è più che dubbio. L’arbitro Doveri si avvale del VAR e convalida il gol, giudicando non falloso l’intervento. Vibranti le proteste del tecnico del Torino Mihajlovic, che viene espulso. E dopo la partita esonerato dalla società.

Un episodio sul quale si sono accanite le proteste dei tifosi avversari. Ma non solo quelli del Torino che avrebbero subito il torto arbitrale. Voci di protesta sono arrivate da moltissime fazioni non juventine del tifo italiano. Al becero e ignorante grido di ladri! Ignoranza che si perpetua da anni ormai, e che non si placa nonostante l’introduzione della tecnologia tanto agognata. Questi maestri della protesta sostengono che la Juve rubi “anche” con il VAR, non aspettavano altra occasione che un episodio dubbio per incendiare la protesta. Giustamente, non avendo altri argomenti di cui parlare, a questo si devono aggrappare. In una partita in cui la Juve ha dominato e l’avversario non è stato in grado di mettere minimamente in dubbio il risultato.

La memoria corta

Senza addentrarsi troppo sull’argomento, e fermo restando che l’episodio accorso in campo è più che dubbio e di ambigua interpretazione, bisognerebbe guardare le cose da una prospettiva un po’ più ampia. Se il VAR fosse stato applicato correttamente, la Juve adesso sarebbe probabilmente prima in classifica, visto l’episodio ignorato dall’arbitro nella partita Crotone Napoli, che avrebbe costretto i partenopei al pareggio se il rigore fosse stato realizzato.

La Juve, in paritcolare, è stata già penalizzata dall’applicazione del VAR nella partita contro il Genoa in casa, in cui le fu assegnato un rigore per un fallo su un calciatore partito in posizione di fuori gioco. Oltretutto la Juventus ha già ottenuto in questa stagione 4 rigori a favore in Serie A, nel solo girone di andata, quando in tutta la scorsa stagione furono 3. Senza considerare che in questa statistica, anche senza VAR, non è certo la Juve a primeggiare negli utlimi anni.

Insomma, come al solito i detrattori si attaccano alle proteste per non ammettere la chiara e schiacciante superiorità della Juventus in Italia. E se non fosse stato per quei due rigori falliti da Dybala, la Juve sarebbe anche prima in classifica, nonostante i favori arbitrali concessi agli altri. Una storia vecchia, che i tifosi della Vecchia Signora conoscono bene. Tanto alla fine agli atri rimangano le proteste, alla Juventus la Gloria.

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