Quando il destino si rivela beffardo… Ciao, Asto

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Ripercorriamo in breve, una carriera stroncata sul più bello, con Udine e la Fiorentina comuni denominatori

Non è mai semplice dover scrivere e raccontare di un evento tragico, che lascia sbigottito chiunque: compagni, avversari, addetti ai lavori, tifosi, gente comune.

Gente comune come me, coetaneo, che comunque ti ha visto giocare per 6 anni, probabilmente gli anni più importanti.

Gli anni della crescita, gli anni della maturazione, gli anni di una promettente carriera che col passare del tempo, diventava sempre più importante.

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Sei arrivato in Sardegna giovane e pieno di speranze, te ne sei andato da uomo e da difensore tra i più apprezzati in tutto il Paese.

Il primo anno hai appreso i segreti del mestiere da un certo Diego Lopez, compagno prima e maestro poi. Il secondo anno, Diego ti ha lasciato le chiavi della difesa ed hai subito conquistato il cuore di tutti noi, a suon di grani prestazioni e trovando il tuo primo gol in Serie A, proprio contro la Fiorentina.

Hai guidato la nostra retroguardia per anni, hai conquistato la ribalta con noi, trovando quella Nazionale che hai portato al 3° posto nella Confederations Cup nel 2013.

Un anno dopo, hai lasciato la Sardegna per spiccare il volo a Roma, sponda giallorossa.

Non nego che, tanti tifosi rossoblu, in quell’attimo ti hanno criticato, ti hanno dato del mercenario. Io credo che quando accade tutto ciò, è perchè comunque si è consapevoli di aver perso un giocatore che si è fatto amare sia dentro, che fuori dal campo.

Hai disputato una stagione a Roma, esordendo proprio contro la Fiorentina e trovando il tuo primo in giallorosso pochi mesi dopo, proprio a Udine in quell’Epifania felice per il popolo giallorosso.

A fine stagione, sei tornato da noi, anche se per poco, allenandoti da grande professionista, nonostante fossimo caduti nel baratro. Quel baratro, sportivamente chiamato Serie B.

Sapevamo che sarebbe stato un ritorno lampo, ed infatti, poco dopo è arrivata la chiamata della Fiorentina.

Anche li, ti sei fatto amare sia dentro che fuori dal campo, conquistando l’amore della Fiesole.

Quest’anno, dopo l’addio di un altro maestro come Gonzalo Rodriguez, sei diventato Capitano, onorando al meglio la maglia gigliata.

Il destino, si sa, è profondamente conosciuto per prendersi beffa di tutto e tutti, senza guardare in faccia nessuno.

Proprio nel giorno di Udinese-Fiorentina, proprio in quella città in cui avevi trovato il tuo primo gol con la maglia della Roma, proprio da Capitano di quella Fiorentina contro la quale avevi trovato il primo gol in Serie A con la maglia del Cagliari e contro la quale avevi esordito con la maglia della Roma.

Magari non è giusto fare riferimento a tutto ciò, ma tutto ciò suona quasi come una chiusura del cerchio, di una carriera breve ma intensa.

Le tue grandi prestazioni, il tuo carisma, la tua passione per il calcio e per le maglie che hai onorato, restano impresse nel cuore di tutti noi.

Ciao, Capitano!

 

Vittorio Arba

 

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