Intervista a Diego Guacci della FIFA: in Italia il calcio femminile può crescere

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Diego Guacci
Diego Guacci

Diego Guacci in un’intervista esclusiva in italiano e spagnolo ci racconta la sua esperienza con il calcio femminile

In Italia ci sono fra le possibili candidate a ruoli di spicco nel calcio del gentil sesso Martina Colombari e l’attrice Cristiana Capotondi. Intanto il campionato femminile di A è arrivato alla quarta giornata che ha visto la vittoria netta della Juventus sulla Roma per 0-4.

In un possibile momento di crescita e svolta di questo sport, noi di tifoblog abbiamo intervistato uno dei componenti della FIFA più competenti: Diego Guacci.

Buenos días Diego, grazie per aver accettato la nostra intervista. Diego ci ha raccontato il calcio femminile grazie alle sue esperienze negli Stati Uniti, in Argentina e in Italia.

Attualmente vive negli Stati Uniti, fa parte del “Beach Futbol Club” ed è professore alla Long Beach State University.

Vi ringrazio in anticipo per l’opportunità di far conoscere la mia esperienza nel mondo del calcio femminile.

Come mai sei andato a vivere negli Stati Uniti? Raccontaci cosa si prova a far parte di questa società e quali sono le principali differenze tra soccer e calcio femminile in Italia

Diego Guacci
Con la camiseta del River

Nel 2007, ho conosciuto a Mauricio, Ingrassia (l’Head Coach dell’Università e patron del Club), siamo rimasti in contatto e l’amicizia si è ingrandita di anno in anno. Mauricio sapeva che desideravo lavorare negli USA nel calcio femminile. Così dopo pochi mesi che ero arrivato in Italia, a Milano, mi ha contattato, per sapere se fossi interessato ad entrare a far parte del suo gruppo di lavoro sia nel club che all’interno dell’università.
Abbiamo iniziato i documenti per il visto di lavoro e dall’agosto del 2017, io, mia moglie e mio figlio stiamo vivendo a Long Beach – California.

Differenze di mentalità fra USA e Italia…

La differenza che trovo tra l’Italia e gli Stati Uniti è a livello di formazione infantile nello sport. Qui negli USA, una bambina inizia a giocare a calcio da molto piccola (5 o 6 anni d’età) e il suo sviluppo è collegato allo sport. Esistono molti club in cui una bambina può partecipare/giocare e perciò la competenza si forma già da un età molto ridotta.
Un’altra differenza è che qua i genitori investono molto nelle capacità e qualità dei propri figli, sapendo che non solo si tratta della formazione in toto della ragazza, ma anche per raggiungere una borsa di studio universitaria. Si tratta quindi sia di una soluzione economica che il raggiungimento del prestigio sociale derivante dall’appartenere ad un prestigioso ateneo e di conseguenza, la ragazza avrà maggiori chance di lavoro.
La giocatrice italiana ha più capacità tecniche e vive il calcio in maniera appassionata. La giocatrice in Italia va a vedere le partite di calcio maschile e “consuma” più calcio nella sua vita sociale, parlando di tattica e dell’organizzazione delle squadre. Tutto ciò non succede qui con la stessa intensità e passione che ho trovato in Italia.
Per quanto riguarda la parte tecnica, tattica e fisica, non c’è tanta differenza negli allenamenti. Ho notato che la calciatrice americana, dato che inizia più giovane, assimila più rapidamente i concetti dalla teoria alla pratica.

La situazione in Italia

L’esperienza in Italia. Cosa deve fare il nostro Paese per far crescere il calcio femminile e quali strumenti deve mettere a disposizione per aiutare le società a creare più entusiasmo attorno a questo sport.

L’Italia sta sviluppando il “Futbol femenil”:  le grandi squadre come Inter, Milan, Juventus etc hanno già la loro squadra femminile.
Non appena aumenti la competizione nel campionato italiano, l’interesse crescerà trasformandosi in una maggiore partecipazione nelle diverse squadre di calcio. La possibilità di giocare in una Coppa Europea femminile è una motivazione sia per le giocatrici che per i club.

Aumenta la copertura mediatica (giornali, televisione ecc) e si comincia ad avere interesse da parte dei diversi sponsor che appoggiano e diffondono il calcio femminile.
Molti dei club già iniziano ad organizzare le categorie minori e la stessa federazione organizza un torneo per le più piccole. I segni e i sintomi che, anno dopo anno, il calcio femminile aumenta la sua partecipazione si evidenziano dal fatto che le bambine iniziano a praticare lo sport più popolare del mondo ad un’età ogni volta minore. E sono le famiglie ad accompagnare le loro figlie per vederle giocare.

Non ho dubbi che, essendo l’Italia un Paese che respira il calcio, il Bel Paese scriverà la storia anche con le donne.

Il ruolo di Diego Guacci nella FIFA 

Diego nella Fifa. Raccontaci il tuo ruolo all’interno della Fifa e cosa sta facendo la Fifa per aiutare la crescita del calcio femminile.

Guacci, Cambiasso, Zanetti
Diego Guacci con Zanetti e Cambiasso al Fifa Best Player 2018

Sono istruttore di calcio femminile per il Centro e Sud America. Il mio lavoro è abilitare gli allenatori di calcio femminile delle diverse federazioni che chiedano alla FIFA il corso corrispondente. Partecipo anche come consulente: dalla FIFA facciamo un’analisi della situazione del calcio femminile del Paese che lo richieda. Si impiegano diverse piattaforme e strategie in un lavoro congiunto tra Federazione e FIFA, per lo sviluppo del calcio femminile di questo Paese.
Nell’ultimo evento, “The best FIFA”, ho partecipato come giurato nella selezione iniziale del miglior allenatore e della migliore giocatrice del Mondo. La FIFA ha diversi programmi per lo sviluppo del calcio femminile a livello Mondiale: noi istruttori aiutiamo a realizzare i programmi, per qualificare gli allenatori di calcio femminile di ogni federazione.

Il modello internazionale di riferimento: lo schema di esecuzione motrice

La best practise. Qual è il modello internazionale da cui prendere spunto? Quale è il campionato di maggior livello?

A livello personale, mi piace lavorare cercando di riuscire ad avere giocatrici indipendenti all’interno del terreno di gioco e che sappiano prendere le decisioni con il minor spreco energetico e nel minor tempo possibile. Per questo i miei allenamenti sono basati sul metodo “Schema di esecuzione motrice” che consiste nei tre processi “percepisco – decido – eseguo”. Questi processi dipendono da molti fattori in una giocatrice e cerchiamo di incrementare le loro possibilità di risultato nel movimento iniziale e finale.
Sono molti i campionati che hanno un livello di gioco molto competitivo e in ognuno dei Continenti troviamo leghe professionali dove le giocatrici hanno i benefici che corrispondono allo status di professionale di élite nello sport. Ma manca ancora molto per crescere e migliorare.

Esempi sono costituiti dai Campionati in Inghilterra, Messico, Cina, Spagna, Stati Uniti, dove le finali si giocano in uno stadio pieno con 60 mila spettatori (circa), che generano un entusiasmo in tutti noi che viviamo da molti anni la crescita del calcio femminile a livello mondiale.

Sono sicuro che l’Italia non rimarrà indietro e a breve vedremo gli stadi pieni di persone a guardare una partita di calcio femminile.

Diego Guacci in questa intervista sul calcio femminile ci parla anche della situazione argentina

 La rivalità tra le squadre argentine. Tanti raccontano che partecipare ad una partita in uno stadio in Argentina è meraviglioso. Cosa è diverso rispetto all’Italia?

Noi argentini siamo in maggioranza discendenti degli italiani e degli spagnoli. Io ho doppia cittadinanza (argentina e italiana), i miei nonni emigrarono da Solofra, in provincia di Avellino dopo la guerra. Per questo motivo ci sentiamo e viviamo come spagnoli e italiani, mantenendo culture simili. Il calcio non è un’eccezione e in Argentina si vive con molta passione e intensità. Il calcio maschile genera movimenti di passione ed è già attraente prima di cominciare la partita. Nel calcio femminile diventa sempre più importante il contesto (con le debite proporzioni di pubblico) ma con la differenza che c’è molto più rispetto tra le rivali.

Quale giocatrice argentina è il futuro dell’Albiceleste? E una giocatrice italiana che vedi come leader della Nazionale?

Dalia Ipolito, è una ragazza di 15 anni d’età con una proiezione ad essere tra le migliori giocatrici al Mondo. A 12 anni me l’ha portata il suo allenatore al River Plate e attualmente Dalila gioca come titolare nel River e nella Selección Argentina nelle categorie under 17 e under 20. È una giocatrice molto completa in tutti i fondamentali (fisico, tecnico, tattico) e con un’abilità individuale che la distingue dalle altre.

Uno sguardo al futuro

Le grandi squadre hanno anche grandi squadre giovanili? Come costruire un progetto vincente?

Tutto si costruisce dalla base. In una casa non si può costruire il tetto se non hai fondamenta forti e solide. Lo stesso succede con le squadre e i club.
Per raggiungere i grandi obiettivi, non solo bisogna pensare nei piccoli dettagli, ma anche costruire giocatrici e squadre con gli strumenti sufficienti per potere ottenere i risultati pianificati nel lungo periodo.
Oggi le grandi potenze del Calcio Femminile, si distinguono in questo settore. Quelle federazioni che cominciarono a sviluppare le ragazze da molto giovani (6-7 anni d’età) sono le stesse che vediamo disputare una finale di Coppa del Mondo Femminile.

Torneresti in Italia? A quale progetto ti piacerebbe partecipare? Vedi una squadra femminile sopra le altre?

Sarebbe molto bello per la mia carriera e nell’ambito personale tornare in Italia e dirigere una squadra per diversi anni, cercando di trasformare le diverse realtà.
Il club ASD Riozzese fu la società che mi ha aperto le porte e nutro un affetto molto grande per questi colori e questa istituzione. Desidero tornare al club e rimanerci per molto tempo. Chiaramente le squadre come Milan e Juventus hanno una struttura molto grande e forte. A livello personale mi piace molto l’Inter perché seguo da vicino come sta crescendo anno dopo anno e sta cercando di creare il senso di appartenenza nelle sue giocatrici.

Diego Guacci: il professore

Vorremmo conoscere più dettagli sulla tua esperienza come professore alla Long Beach State University. Dove vedi Diego Guacci tra 5 anni? Cosa ti piacerebbe fare? Quale è il tuo sogno nel cassetto?

Tra 5 anni mi vedo vecchio e senza capelli (scherzo).
Non so dove sarò tra 5 anni ma ciò che ho ben chiaro e che voglio continuare a crescere e imparare con il calcio femminile in ogni esperienza che vivrò. Voglio essere preparato se per caso un giorno dovessi dirigere una “selección”.

Voglio dirigere una squadra Nazionale, poter trasformare una realtà, avendo obiettivi ben chiari e poter fare la storia nei libri del calcio femminile Mondiale.
Il mio sogno è dirigere la “selección” Argentina ed essere Campione del Mondo.

Una vida sin riesgos no vale la pena vivirla. Lo lindo de la vida es poder soñar, pero aun mas lindo despertar. Por que somos muchos y nos conocemos poco. Por y Para el FutFem”.

Traduzione:

Una vita senza rischio, non vale la pena viverla.
La bellezza della vita è poter sognare, però è ancora più bello svegliarsi.
Perché siamo tanti e ci conosciamo poco.
“Per il Fut-Fem”.

In spagnolo la parola “per” si traduce sia come “Por” con senso di causa, che “para” con senso di effetto.
Diego con questa espressione vuole segnalarci che è a favore del Fut-fem e che tutto ciò che fa, lo fa per il Fut-Fem.

Gracias Diego per il tuo racconto.

In bocca al lupo per i tuoi progetti e grazie per il tuo impegno per il calcio femminile.

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Pubblichiamo anche l’intervista integrale in spagnolo da parte di Diego che abbiamo tradotto per voi.

Gracias Ale por pensar un mi persona y dar a conocer toda mi experencia dentro del Fútbol Femenino.

¿Porqué fuiste a vivir a EE.UU.? ¿Cuéntanos que sientes a ser parte de este club y cuáles son las diferencias entre soccer y fútbol femenino en Italia?

Desde el 2007 conocí a Mauricio, Ingrassia (head coach de la Universidad y dueño del Club), mantuvimos siempre el contacto y fue año a año creciendo la amistad. Mauricio sabía de mis deseos de vivir la experiencia de trabajar en USA con el futbol femenino, es así que a pocos meses de haber llegado a Italia (Milan) me contactó para saber si estaba interesado en formar parte de su equipo de trabajo tanto en el club como en la universidad. Comenzamos a tramitar la visa de trabajo y desde Agosto del 2017 que estamos viviendo en Long Beach – California junto a mi esposa y mi hijo. La diferencia que yo encuentro entre Italia y USA, es a nivel de iniciación temprana al deporte. Aquí (Usa) una niña comienza a jugar fútbol desde muy pequeña (5 o 6 años de edad) y se desarrolla junto al deporte. Existen muchas posibilidades (clubes) donde pueda participar/jugar, esto hace que exista la competencia desde muy temprana edad. Otra diferencia es que aquí los padres invierten muchos en la capacidades/cualidades de sus hijos, sabiendo que no solo estan formando personas integrales sino tambien para alcanzar una beca Universitaria que esto le daría no solo una solución economica sino tambien un prestigio dependiendo la universidad y en consecuencia brindaría mayor posibilidades de salida laboral. La jugadora italiana es mucho más rica en la capacidad técnica y siente en el futbol de manera apasionada. La jugadora en Italia asiste a ver partidos de masculino y consuma mucho futbol en su vida social hablando en de tactica y de estructuras de equipos, esto aquí no pasa con esa intensidad de pasión que se vive en Italia. En lo especificamente propio del fútbol (tecnica-táctica-fisico) no hay muchas diferencias a la hora de entrenar, solo encontré que la futbolista de USA al comenzar en edades tempranas, asimila más rapidamente los conceptos de la teoria a la práctica.

La experiencia en Italia. ¿Qué tiene que hacer nuestro Pais para que el fútbol femenino crezca? ¿Cuáles herramientas son necesarios para ayudar la sociedad a crear más pasión en el fut-fem?

Italia se encuentra en un proceso de desarrollo en el fútbol femenil, grandes equipos como Inter, Milan, Juventus, etc ya cuentan con su equipo femenil.

A medida que siga tomando competencia la Liga italiana femenil, seguirá creciendo el interes en mayor participacion en los diferentes  equipos de futbol.

La posibilidad de jugar una copa europa Femenil  es una motivación tanto para las jugadoras como para los clubes.

Cada vez hay mayor difusión mediatica (diarios, television, etc) y comienza a haber interes por parte de diversos sponsor en apoyar y difundir el futbol femenino.

Muchos de los diferentes clubes ya comenzaron a organizar sus categorias menores y la misma federación organiza un torneo para estas edades.

Signos y sintomas que año tras año el futbol femenino siga incrementando la parcicipacion y cada mes en edades mas tempranas las niñas comienzan a practicar el deporte más popular del mundo y cada vez son mas las familias que acompañan en italia a sus hijas a verlas jugar.

No tengo dudas que Italia – siendo un país que respira futbol – estará escribiendo la historia también con las mujeres.

Diego en la Fifa. Cuéntanos tu papel dentro de la Fifa y lo que está haciendo para ayudar el crecimiento del fútbol femenino.

Instructor de fútbol femenino para Centro y Sur américa.

Mi trabajo es capacitar a los entrenadores de Fútbol Femenino en las diferentes federaciones que soliciten a FIFA el curso correspondiente.

Tambien participo en la parte de consultoria, donde desde FIFA hacemos un análisis situacional del futbol femenino  del país que lo solicite y se emplea diferentes plataformas y estrategias conjuntamente entre la federación y Fifa,  para el desarrollo del Fútbol femenino de ese País.

En el ultimo evento “The best FIFA” participé como jurado en la eleccion inicial al mejor entrenador y mejor jugadora del mundo.

FIFA cuenta con diferentes programas para el desarrollo del fútbol femenino a nivel mundial y los instructores formamos parte en llevar adelante estos programas siendo el más implementado, las capacitaciones de los entrenadores de futbol femenino en cada una de las federaciones.

La mejor práctica. ¿Cuál es el modelo internacional mejor? El soccer americano? ¿Cuál es el campeonato con más nivel?

En lo personal me gusta trabajar buscando lograr tener jugadoras independientes dentro del campo de juego y que al momento de tomar decisiones sean las mas efectivas con el menor gasto energitico y en el menor tiempo posible. Por esto es que mis entrenamientos están centrados sobre el metodo: “Esquema de ejecución motriz” que consiste en tres procesos PERSIVO – DESIDO – EJECUTO. Estos  procesos en una jugadora van a depender de muchos factores y buscamos incrementar sus posibilidades de resultado en el movimiento  inicial y final. Son muchas la Ligas que están teniendo un nivel de juego muy competitivo y en cada uno de los continentes encontramos ligas profesionales donde las jugadoras tienen las beneficios que corresponden al ser un profesional de elite en el deporte, desde luego aún falta mucho por crecer y mejorar. Antecedentes como la Liga de Inglaterra, México, China, España, USA donde las finales se juegan a estadio lleno con 60 mil espectadores (aprox) generan un entusiasmo en todos los que vivimos desde hace muchos años el crecimiento del fútbol Femenino a nivel mundial. Estoy seguro que Italia no se quedará atras y en breves veremos estadios llenos de personas obsevando un partido de Calcio Femminile.

La rivalidad entre equipos argentinos. Muchos cuentan que participar a un partido en un estadio en Argentina es maravilloso. ¿Cuáles son las diferencias con Italia?

La mayoría de los argentinos somos decendientes de Italianos y españoles. En lo personal tengo la dos ciudadanias (Argentina/Italiana) mi abuelo y mi abuela emigraron de Solofra – Avelino después de las guerra. Es por eso que muchos de nosotros sentimos y vivimos como españoles e italianos manteniendo culturas similares. El fútbol no es la excepción y en Argentina se vive con mucha pasión e intensidad. En el fútbol masculino genera movimiento de pasiones y lo hace atractivo desde antes de comenzar el juego. En el fútbol femenino poco a poco va tomando ese contexto (salvando la diferencia en asistencia de público) pero con la diferencia que se observa con mucho más respeto entre las rivales.

¿Cuál es la jugadora Argentina que va a ser el futuro de la Selección Albiceleste? ¿Y una jugadora italiana que ves como líder de la Selección Italiana?

Dalila Ipolito, es un niña de 15 años de edad con una proyección de ser una de las mejores jugadoras del mundo. A los 12 años me la trajo su entrenador a River Plate y actualmente Dalila juega como titular en River y en la selección Argentina en categorias Sub 17 y Sub 20. Es una jugadora muy completa desde la parte física, técnica, táctica y con una habilidad individual que la distingue del resto.

¿Los grandes equipos tienen también equipos juveniles? ¿Cómo construir un proyecto que gane?

Todo se construye desde la base. Una casa no puedes construir el techo sino tienes una base fuerte y solida.
Lo mismo con los equipos y los clubes.
Para lograr grandes objetivos, no solo hay que pensar en los pequeños detalles, sino tambien en construir desde la base jugadoras y equipos con las suficientes herramientas para poder obtener los resultados planeados a largo plazo. Hoy las grandes potencias del Fútbol femenino se diferencian justamente en esa etapa, aquellas federaciones que comenzaron a desarrollar jugadoras desde edades muy tempranas (6, 7 años de edad) son las mismas que las vemos jugando una final en la copa del mundo femenil.

¿Volverías a Italia? ¿Cuál es un proyecto que te gustaría desarrollar? ¿Ves un equipo femenino mejor de los otros?

Sería muy lindo para mi carrera y en lo personal poder volver a Italia y dirigir un equipo por varios años, buscando transformar realidades. El club ASD Riozzese fue el club que me abrió las puertes y el club guardo un afecto muy grande por esos colores y esa institución. Deseo algun día volver al club y quedarme por mucho tiempo.
Claramente los equipos como Milan, Juventos tienen una estructura muy grande y fuerte. En lo personal me gusta mucho el Inter porque sigo de cerca como va creciendo año a año y buscando tener ese sentido de pertenencia en sus juagdoras.

¿Cómo ves Diego Guacci en 5 años? ¿Qué te gustaría hacer? ¿Cuál es tu “sueño en el cajón”? 

Diego Guacci
Diego Guacci – ASD Riozzese

En 5 años me veo mas viejo y sin cabello. (broma). No lo sé donde estare en 5 años pero lo que sí tengo bien en claro que quiero seguir creciendo y aprendiendo con el fútbol femenino en cada experiencia que me toca vivir y estar preparado para cuando me toque dirigir una selección. Quiero dirigir una seleccion,  poder transformar realidades buscando objetivos bien claros  y poder hacer historia en los libros del fútbol femenino mundial.
Mi sueño es dirigir la seleccion Argentina y ser campeon del mundo.

“Una vida sin riesgos no vale la pena vivirla.
Lo lindo de la vida es poder soñar, pero aun mas lindo despertar.
Por que somos muchos y nos conocemos poco.
Por y Para el FutFem”

Gracias Diego por tu cuento. Mucha suerte para tus proyectos y gracias por tu compromiso con el fútbol femenino.

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