Disfatta Inter a Bergamo: Handanovic non basta

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Inter Torino 2-2

Atalanta-Inter: Un’Inter disastrosa

Se non fosse stato per Handanovic chissà come sarebbe finita in quel di Bergamo ieri all’ora di pranzo,e non è certo finita bene. Un 4 a 1 che brucia, per come è arrivato, per l’incapacità dei ragazzi di entrare in partita e provare a opporre un minimo di resistenza ad una Atalanta che si è divertita a giocare con noi come con il gatto con il topo.

Primo tempo vergognoso e da rivedere all’infinito per non ripeterlo più

Per i primi quarantacinque minuti siamo stati imbarazzante per non dire di peggio: gli atalantini ci infilavano da ogni parte e se non fosse stato per la giornata di grazia di Samir Handanovic, autore di almeno 3 miracoli, i bergamaschi avrebbero potuto chiudere la prima frazione avanti di almeno 3 gol.

L’Inter si riaffaccia in maniera più o meno pericolosa, solo al 34′ del primo tempo quando Perisic colpisce alto di testa un cross di D’Ambrosio.
Per il resto è sempre stato un monologo bergamasco, un’Atalanta-Handanovic, con il portiere sugli scudi, mentre gli orobici gli arrivavano da tutte le parti.

Probabilmente Handanovic aveva intuito che per lui non sarebbe stata una giornata facile dopo pochi minuti di gioco, quando è stato costretto a una doppia parata pazzesca prima su Zapata e poi sulla ribattuta di Hateboer, e poco importa che fosse in fuorigioco.
Quella doppia parata doveva essere un segnale d’allarme, ma nessuno è riuscito a cambiare l’inerzia di una partita che ci vedeva perennemente in ritardo a inseguire un avversario che faceva quello che voleva e che si è preso il lusso di sbagliare anche un paio di gol fatti, uno clamoroso a porta vuota, oltre agli altri miracoli di Handanovic (spettacolare la parata su Ilicic sul finire del primo tempo).

Secondo tempo, o l’illusione prima della disfatta

Il secondo tempo parte sotto i migliori auspici per l’Inter: rientriamo in campo più aggressivi e complice uno svarione di Berisha conquistiamo un calcio di rigore per tocco di mano di Mancini, sul tentativo di passaggio di Politano a Icardi. Il capitano non si scompone, prede in pallone e segna l’1 a 1.

Ecco, qui devo ammettere che mi sono illusa.

Ho pensato che se la fortuna e Handanovic ci avevano tenuti a galla dopo un primo tempo disastroso per farci pareggiare dopo 90 secondi dall’inizio della ripresa, doveva essere perché da quel momento sarebbe iniziata un’altra partita.

Basta con quel correre a vuoto, sempre in ritardo, molli e caracollanti, basta con quel disinteressarsi della palla a meno che non fosse a un metro da noi (vero Perisic?), basta con questi errori stupidi di misura, di frustrazione, di valutazione.

E invece no!

Noi abbiamo continuato a giocare male, slegati, confusionari, senza idee, arrivando sempre qualche secondo dopo gli atalantini sulla palla, o in copertura. Come se si fosse spenta la luce o se la benzina fisica e mentale fosse finita al triplice fischio della gara con il Barcellona.
Mi ricordo che in occasione di un Empoli Inter di qualche anno fa, terminato 0 a 0, Mancini ebbe a dire che ci sono delle partite che ti rendi conto che non puoi vincere e allora devi fare di tutto per non perderle. Domenica non siamo riusciti a fare neanche questo. Invece di capitalizzare al massimo un pareggio fortunoso e immeritato siamo riusciti a prendere due gol su calcio piazzato, cosa che non ci era mai accaduta prima in tutta la stagione. Giusto per dire quanto eravamo fuori dal match.

È saltato tutto, compreso i nervi come testimonia l’espulsione di Brozovic a pochi minuti dalla fine

Insufficienti, tranne Handanovic, tutti i giocatori in campo. Da rivedere anche qualche scelta di Spalletti, che sicuramente credeva di schierare l’11 migliore possibile, ma poi di fatto non è stato così. Dall’esterno mi sarei aspettata di vedere in campo Joao Mario, in palla nelle ultime due.

Questo per dire che l’allenatore fa delle considerazioni, spesso giuste, tanto che i meriti in questi anni di Spalletti sono sotto gli occhi di tutti, ma che a volte pure lui può sbagliare qualcosa (Keità e non Lautaro giusto per fare un paio di nomi).

Ne possiamo prendere atto e passare alla prossima, dopo 7 vittorie consecutive, un secondo posto in girone Champions per ora ben saldo, e il terzo posto in campionato.
Allo stesso tempo si può anche serenamente muovere delle critiche per la gestione di una partita, e per come i giocatori hanno affrontato questa partita: in maniera semplicemente vergognosa, senza spirito, né anima.

Si può perdere, soprattutto quando sei una squadra nel bel mezzo di un processo di crescita, ma non così. Facciamo finta che sia stata solo una giornata storta, ma lavoriamo perché di così storte non ne capitino altre.

A loro capire il perché di una gara giocata senza senso, se sia stato per stanchezza fisica dopo un tour de force notevole. O se sia colpa anche di stanchezza mentale: la partita tutta nervi contro il Barcellona potrebbe avere lasciato delle scorie in questo senso, tanto che, guardando in casa blaugrana, anche per loro giocare a San Siro mercoledì non deve essere stata una passeggiata di salute, visto la sconfitta interna con il Betis. O magari un mix di entrambi fattori.

Quello che è importante è non deprimerci più di quanto non sia necessario. Fare i dovuti complimenti all’Atalanta, avversario per noi sempre ostico, e ripartire da dove ci eravamo lasciati.

Perché noi non siamo più quelli che si sciolgono dopo le goleade fatte o subite, vero?

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