Doppio Icardi: l’Inter soffre, ma fa bottino pieno a Ferrara

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Inter Torino 2-2

L’Inter soffre, ma grazie alla doppietta di Mauro Icardi torna a Milano con tre punti che valgono il terzo posto in classifica e la sesta vittoria consecutiva.

Ci sono delle partite che il tifoso interista vede arrivare da lontano e sa che saranno particolarmente complicate. Ecco, Spal-Inter era una di quelle.

Le stimmate perché fosse una partita tosta e dura c’erano tutte: a Ferrara si concludeva un ciclo di 7 partite senza respiro, subito dopo una trasferta europea dispendiosa mentalmente e fisicamente, l’avversario, reduce da tre sconfitte consecutive, poteva apparire debole. Infine chicchina a margine: l’infortunio dell’ultimo minuto di Brozovic.

Tutti motivi più che validi perché l’interista di lungo corso stesse con le orecchie alzate e le mani impegnate nei più vari scongiuri. E infatti la partita non ha deluso le aspettative, e si è trasformata con il passare dei minuti in una gara non adatta ai deboli di cuore.

Eppure l’inizio era stato incoraggiante…

L’Inter è partita bene, per la prima parte del match è riuscita a schiacciare la Spal nella propria metà campo, fino a trovare al 14’ il meritato vantaggio grazie a una girata di testa di Icardi, resa imparabile per Gomis dalla deviazione del braccio largo di Djourou.

Messa da subito la partita nei giusti binari, l’Inter avrebbe dovuto amministrare la partita, dosare le poche forze, e limitare i pericoli. E invece, ancora una volta, siamo diventati un po’ pasticcioni dando fiato e forza alle speranze e velleità della Spal, squadra che oltre ad avere gamba e un paio di elementi di tutto rispetto, (Lazzari su tutti) prova sempre a giocare a calcio, indipendentemente da chi le stia davanti. Un atteggiamento non esattamente scontato nel nostro campionato.

E così di approssimazione in approssimazione, siamo arrivati a concedere un rigore ai padroni di casa dopo appena tre minuti dal vantaggio di Icardi.

Un rigore figlio di un’azione insistita e di qualità della Spal: Lazzari si libera di Asamoah, crossa per Petagna che gira di testa trovando una super parata di Handanovic che respinge sui piedi di Vrsaljko. Il croato non gestisce bene, allontana un po’ a casaccio regalando di nuovo la palla alla Spal che si riporta in area di rigore con Felipe, atterrato da un maldestro intervento di Miranda. Inevitabile l’assegnazione del calcio di rigore.

Quante imprecazioni sono risuonate nelle vostre case? Nella mia qualcuna. Per fortuna Antenucci cerca di piazzarla e la mette a lato, facendoci tirare un gran sospiro di sollievo.

La paura sveglia un po’ i nostri, che nei successivi venti minuti sfiorano il raddoppio con due ghiotte occasioni: prima Keità ruba palla sulla trequarti estense, si invola in area e cerca di servire Icardi tutto solo a centro area con un colpo di esterno, ma la giocata non riesce. Certo Gomis è bravo nel toccare la palla e impedire il passaggio, ma Keità spreca un’occasione d’oro, anche se ha avuto il merito di crearsela.

Al 39’ è invece Cionek a compiere un salvataggio miracoloso, anticipando davanti alla porta Icardi pronto a ribadire in rete la spizzata di Vecino su calcio d’angolo.

L’ultima occasione del primo tempo è però della Spal: Valoti fa partire un bel tiro da fuori deviato in calcio d’angolo da Handanovic.

La seconda frazione si è aperta come si era chiusa la prima: con la Spal avanti alla ricerca del pari

Il secondo tempo ci vede rientrare sulle gambe. La Spal, percependo le nostre difficoltà, si butta in avanti e prima sfiora il pareggio con Petagna, che sfrutta un’incomprensione in area tra Asamoh e Vrsaljko, ma manda alto. Poi lo trova meritatamente al 72’ in maniera un po’ fortunosa. Il cross dalla trequarti di Fares viene deviato da Vrsaljko quel tanto che basta da mettere fuori causa Skriniar, e diventare un assist perfetto per Paloschi, mal controllato da Miranda, che insacca per l’1 a 1.

È l’inter di PerisictoIcardi

Un mese fa, un gol così, a meno di venti minuti dalla fine, avrebbe portato scoramento e confusione. Invece ancora una volta abbiamo dimostrato di aver cambiato pelle, per dirla con le parole di Spalletti.

Non ci siamo abbattuti, abbiamo ripreso a giocare per tentare di vincerla. E dopo appena sette minuti, Icardi ha sfruttato al massimo lo splendido assist di Perisic, per il 2 a 1 definitivo. Finalmente il #PerisictoIcardi is here.

E per una volta fermiamoci qua, a quanto di buono c’è stato anche ieri. Alla voglia, alla determinazione che permette alle grandi squadre di vincere anche le partite storte, quelle che non meritano di vincere fino in fondo.

Sì, il Miranda di ieri, e anche delle precedenti apparizioni a dire la verità, è lontano parente di quello ammirato nelle prime stagioni in nerazzurro.

È vero Perisic mostra ancora di essere lontano dalla forma migliore, assist escluso.

L’assenza di Brozovic ha pesato, soprattutto perché a Borja Valero non è giusto chiedere la stessa mole di chilometri macinati dal croato in questa prima parte di stagione. Il fatto che i due centrocampisti mediani siano chiamati a correre così tanto è effettivamente segno che a volte mancano le distanze tra reparti, come ha evidenziato più volte Spalletti.

Sì, siamo stati confusionari, imprecisi a tratti e come spesso ci succede i primi a complicarci la vita.

L’Inter sta cambiando pelle

Tutto giusto, tutto vero. Ma ieri siamo andati nuovamente a prenderci i tre punti con le unghie e con i denti. Siamo andati oltre la stanchezza, oltre quei fantasmi che fino a poco tempo fa ci avrebbero inchiodato ai nostri errori. Stiamo diventando una squadra vera, competitiva e pericolosa.

E ancora abbiamo amplissimi margini di miglioramento. Nainggolan sta trovando partita dopo partita la giusta forma. Icardi anche ieri ha fatto una grande prestazione: due gol per tre palle recapitategli con i giri giusti. In area di rigore si conferma uno dei migliori attaccanti in circolazione, a 25 anni ancora in piena fase di maturazione. E c’è di più: da qualche partita Icardi sta iniziando quantomeno a provare a uscire dalla sua confort zone di quei sedici metri per lui d’oro. Lo si vede più spesso a centrocampo a recuperare qualche pallone, a prendere qualche fallo e a far salire la squadra.

Ciò non toglie che la curiosità di vedere Icardi con accanto stabilmente un’altra punta di ruolo sia tanta. Anche ieri con l’ingresso di Lautaro Martinez, nel momento in cui dovevamo cercare il vantaggio, si è visto uno squarcio di una squadra più offensiva e imprevedibile. Resta sempre quella fastidiosa questione dell’equilibrio generale su cui Spalletti, giustamente, richiama l’attenzione.

Quello che capiremo nel proseguo della stagione è se, nella visione di Spalletti, le due punte non siano sostenibili oppure no. O se si tratti di un lavoro che debba essere ancora affinato. Le famose distanze tra reparti, oltre a dipendere da una generale condizione di forma da parte di tutti sono ancora da raggiungere.

Certo che il giorno in cui potremo permetterci di schierare Icardi accanto a Lautaro Martinez vedremo qualcosa di interessante.

Adesso riprendiamo fiato, almeno noi tifosi, perché questa sosta ci riconsegni tutti i nostri per  prossima partita di campionato: abbiamo un derby da giocare!

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