Douglas Costa e lo sputo dello scandalo

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Il gesto dell’ala brasiliana ha scandalizzato il mondo del calcio. Un gesto da condannare e stigmatizzare. Amplificato dall’importanza dello stesso Douglas Costa, della partita, della squadra. Giusta la condanna, ma senza esagerare.

La quarta giornata di campionato della Juventus 2018/19 verrà certamente ricordata come quella delle prime reti di Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventus. Finalmente il fenomeno portoghese si è sbloccato tra la gioia dei suoi nuovi tifosi. In un certo senso una liberazione da un’attesa che cominciava a diventare pesante. Malgrado la vittoria, qualcosa ha macchiato la festa bianconera. Il gesto di Douglas Costa, che al 91° minuto sputa in faccia a Federico Di Francesco, e rovina una giornata che doveva essere di festa, ma ha lasciato un pesante strascico di polemiche.

Non è una giustificazione per Douglas Costa

Partiamo subito col dire che questo articolo non vuole essere una giustificazione per Douglas Costa. Il gesto che ha compiuto verso di Francesco è stato orribile. Sputare in faccia ad una persona, indipendentemente che si tratti di una partita di calcio, è un’azione di grandissima mancanza di rispetto. Un gesto dispregiativo e orribile che deve essere sempre condannato. E come qualunque azione, positiva o negativa che sia, il campo ne amplifica le conseguenze.

Un giocatore di Serie A, specialmente di una squadra di vertice, deve sapere che i suoi gesti sono osservati da tantissima gente. Spesso i calciatori sono presi ad esempio dai bambini e dai ragazzi appassionati, che tendono ad imitare i propri modelli. Di conseguenza cadere in questi errori significa mandare un messaggio sbagliato a migliaia di persone che vedono i propri eroi come modelli. Per questo lo sputo di Douglas Costa assume una gravità maggiore: perché fatto in una partita di Serie A, perché fatto con la maglia della Juventus.

Severo, ma giusto

Un gesto, quello dell’ala brasiliana, che è stato condannato da Allegri, che ha annunciato che al giocatore verrà data una multa e sia da moltissimi tifosi della Juventus. Le conseguenze dello sputo, ricadono non solo sul giocatore, ma anche sulla squadra e sulla società: la squadra perde un giocatore fortissimo per le partite in cui verrà squalificato, la società paga con un’immagine negativa. Per questo è lecito aspettarsi dei provvedimenti, anche pesanti da parte della Juventus.

Detto ciò, la reazione di tifosi e addetti ai lavori è stata assolutamente spropositata, come sempre accade quando succede qualcosa alla Juve. Allora, come spesso ripete Allegri, ci vuole sempre equilibrio nelle cose. Va bene condannare il gesto, ma non bisogna distruggere una persona, e un grandissimo calciatore, per un errore. Tutti nella vita sbagliamo, lui ha sbagliato e pagherà, ma pagherà il giusto. Nell’epoca dei social si tende a farsi trascinare troppo nelle emozioni, nei giudizi real time, nelle condanne senza troppi processi…quando le cose accadono agli altri..

Il gesto di Douglas Costa, una reazione alle provocazioni

Dopo la fine della partita con il Sassuolo sono arrivate le scuse di Douglas Costa via Instagram. Ormai i social network sono diventati la via di comunicazione più efficace e più diretta, certamente la più utilizzata, per comunicare le proprie emozioni. Nel post il calciatore brasiliano chiede scusa ai tifosi e ai compagni e si pente per un gesto che non sente suo. Non cerca giustificazioni, ma nemmeno chiede scusa al suo avversario, che ha subito lo sputo.

Non ci deve essere sorpresa nelle parole di Douglas. Se è vero che sputare in faccia a una persona è un gesto gravissimo, è altrettanto vero che il brasiliano non è pazzo, né si è mai prestato a queste cose. Douglas Costa ha ceduto alle provocazioni del suo avversario, che lo avevano esasperato. Provocazioni fatte di parole offensive, che hanno ferito il brasiliano tanto da portarlo alla reazione che tutti hanno visto e che sicuramente non è tipica del suo carattere. Proprio nel suo post, il giocatore bianconero ha risposto a una tifosa che gli diceva di non aver chiesto scusa a Di Francesco con queste parole:

Mi svegliavo alle 5 del mattino da quando avevo 12 anni. Tu non sai quello che mi ha detto, chiedo scusa a tutti quelli a cui devo chiederlo perché ho sbagliato

Mai cadere nelle provocazioni

Douglas Costa è un giocatore professionista. Deve sapere che una delle armi dei giocatori più scarsi è la scorrettezza. Chi non riesce a vincere con le proprie prestazioni sportive spesso si rifugia in questi trucchetti per cercare di innervosire l’avversario e trarre qualche beneficio. Lui che è un campione deve essere superiore e non cadere nelle provocazioni. Per se stesso e per la maglia che porta. Si può comunque capire perché, esasperato dalle continue provocazioni, Douglas Costa abbia reagito. Una reazione sbagliata, ma certamente comprensibile.

Caro Douglas Costa, per molto meno, in Texas c’è la sedia elettrica

L’era dei social, in cui tutti si ergono a giudice supremo, in cui i giustizieri da tastiera infliggerebbero le peggiori pene a chiunque si macchi di un errore. Certo, protetti dall’anonimato di un nickname, nascosti dietro uno schermo, è molto facile sputare sentenze, insultare, condannare. Senza comprensione, senza pietà, senza attenuanti. Tanto se poi è sbagliato che se ne importa. Nessuno paga gli  insulti da tastiera, anzi magari si riesce ad ottenere anche qualche approvazione, che fa bene all’ego (di chi ne ha bisogno). Molto più facile fare i giustizieri quando a commettere un errore è un avversario.

Su questo episodio si è letto di tutto: dalle dieci giornate di squalifica alla radiazione dal calcio, dagli insulti contro la persona all’invito a lasciare l’Italia. Sarebbe il caso di andarci piano. Non si può distruggere una persona per un errore. Sarebbe bello vedere chi di questi eroi senza macchia sia davvero puro e perfetto. Nessuno. Nessuno non ha mai sbagliato. E tutti meritano la possibilità di rifarsi. Persino gli assassini, scontata il loro debito con la giustizia, ritornano in libertà. E fino a prova contraria, mi sembra che Federico Di Francesco sia ancora vivo.

Douglas Costa, cosa aspettarsi dalla Juventus e dal giudice sportivo

Douglas Costa è in buona compagnia. In passato ci sono stati, purtroppo, molti casi di sputi in campo, anche di nomi eccellenti. Tutti i tifosi italiani ricordano il famigerato sputo di Totti a Poulsen in un Italia durante gli Europei del 2004. Come per Totti, la storia recente del calcio italiano ricorda altri casi: Riikard su Voeller, Fernando Couto su Bogdani, Mihajlovic su Mutu, Lavezzi su Rosi, Terry su Tevez, Zago a Simeone. Quasi tutti questi casi hanno avuto come conseguenza la squalifica dell’autore, per tre turni, anche se in alcuni casi maggiore, sia nei casi in cui l’arbitro ha visto, sia quando è stata applicata la prova TV.

Douglas Costa pagherà il suo gesto con 3 o più giornate di squalifica. Solitamente si applicano più di 3 giornate quando la condotta è recidiva o particolarmente grave. Nel caso potrebbe essere considerata un attenuante il fatto che il giocatore sia stato pesantemente provocato. Oltre a questo, per le regole di condotta interne al club, la Juventus comminerà una multa al giocatore. Oltre alla multa è molto probabile che l’esterno brasiliano non scenda in campo nella prossima partita di Champions League contro il Valencia. Inoltre ci si aspetta che la società non faccia ricorso contro la squalifica del giudice sportivo, a meno che non sia effettivamente propositata (oltre le 4 giornate).

Douglas Costa ha sbagliato, e pagherà per il suo errore. Non si può comunque distruggere una persona per un errore. Douglas ha capito il suo sbaglio e a chiesto scusa. Adesso non resta che aspettare la fine della squalifica e ricominciare a sostenere il giocatore come sempre, e siamo già sicuri che Douglas non vede l’ora di riconquistare i propri tifosi, sul campo.

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