E’ tempo di acquisti: Vodivì! Conosciamoli meglio!!!

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Ave, cari amici lettori!

 

Come state? E, soprattutto, come se la passano le vostre squadre del cuore, in questo periodo?

Ebbene: dopo un imprecisato periodo di pausa, rieccomi di nuovo qui a scrivere per voi. Prima di iniziare, però, trovo doveroso fare una piccola premessa: questo non è il solito articolo che si può, di norma, trovare su Destrosecco! Oggi, infatti, parleremo di… moda! Pertanto, se tu che stai leggendo queste righe sei un omaccione grande e grosso, che alla sola vista della parola “moda” ha cominciato ad accusare tic di ogni genere, chiama la prima donna che ti viene in mente e rifilale questo articolo, senza pensarci troppo! La renderai felice. Se, al contrario, sei una donna e sei anche tu presso questi lidi, significa semplicemente che sei una donna da sposare! Andiamo: quale uomo non desidererebbe una che ha gusto nel vestire e che, per giunta, ama anche lo sport?

Nel pomeriggio sono stata in una delle città che fanno da culla alla cultura e all’arte italiana, Caserta, per uno showroom organizzato dalla Vodivì. Per chi non la conoscesse, si tratta di una casa di moda, che nasce nel cuore dell’Umbria (precisamente, a Spoleto) che è specializzata nel creare delle vere e proprie opere d’arte da indossare! Avete capito bene: la Vodivì, da anni, si ispira alle opere d’arte presenti su tutto il suolo italiano per realizzare i suoi manufatti, che diventeranno delle fantastiche borse o, anche dei gioielli. Le opere che i miei occhi hanno avuto il piacere di ammirare oggi, erano, appunto, ispirate ai colori e ai decori della nostra fantastica Reggia, che tutto il mondo ci copia e ci invidia. Su di esse, infatti, ho potuto notare senz’altro il verde che ricorda tanto quello dei giardini reali (che si estendono per ben 3km). Come quello del giardino inglese, ad esempio. E l’oro, soprattutto, di cui gli appartamenti reali sono completamente rivestiti. Ma non è tutto: parlando, infatti, con la giovane designer di questi pezzi unici, Beatrice Mazzetti, mi ha spiegato, in maniera molto esaustiva e gentile, che questi accessori nascono nel completo rispetto dell’ambiente. Ogni fibra e ogni colore di essi, infatti, ci è stato regalato dalla natura stessa, a partire dai tessuti che risultano essere in canapa o in cotone (o anche in pelle conciata al naturale), colorata con delle piante che contengono, al loro interno, delle tinte naturali. Non a caso, infatti, esse vengono chiamate “piante tintorie”. Altro fantastico oggetto che ha attirato la mia attenzione, è stato senz’altro una borsa, appartenente alla collezione “Colordensity“, con una piccola tela dipinta al centro. E’ stato uno degli organizzatori dell’evento, Luciano Lauteri, a spiegarmi che il mini-dipinto era stato realizzato da un pittore italiano molto famoso, ovvero Gene Pompa; la sensazione al tatto del bassorilievo, ti dava quasi l’impressione di accarezzare realmente con mano il grano rappresentato nell’opera. Non per altro, l’opera sarà sottoposta anche all’attenzione di Vittorio Sgarbi, eccellentissimo critico d’arte italiana che tutti ben conosciamo. Altra meraviglia, è stata senza dubbio la collezione dedicata al Monte Subasio, arricchita con i suoi preziosi minerali, finemente decorati e lavorati, in un delizioso color sabbia. Ogni giuntura, rilegatura dei manufatti mirava a ricordarci quanta ricchezza ci offra effettivamente la natura: materiali grezzi che l’uomo, con arte e talento, può trasformare in pezzi veramente unici. Persino i metalli, di cui si componevano le chiusure e i vari elementi, risultavano essere completamente nickel free.Insomma: se le indossi, stai indossando la natura! L’ultimo pregio sul quale voglio portare l’attenzione (ma non ultimo per importanza), nonostante i materiali elaborati, è sicuramente la praticità di queste borse: estraibili, ricomponibili e leggere! Quello di cui vi ho parlato, si può sintetizzare in due parole, quindi. Quali? Passione e amore. Passione per l’arte, per la natura. E amore. Amore per il nostro paese che, purtroppo, molto spesso viene svalutato, nonostante il patrimonio culturale immenso. La Vodivì, simbolo del made in Italy, mi ha colpito per la voglia e l’ardore, la determinazione, che mette nel voler, in qualche modo, ridare all’Italia e a noi italiani ciò che, orami, da tempo ci hanno tolto e che ci spetta. Non a caso, il ricavato andrà alla nostra preziosissima Reggia, per la sua cura e la sua manutenzione: un fine ammirevole!

Vi ricordo, che il progetto sarà online fino al 4 Dicembre 2016, sul sito www.vodivi.com. Sosteniamo il made in Italy, gente!

whatsapp-image-2016-11-10-at-17-40-52       Beatrice Mazzetti 

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Luciano Lauteri

 

 

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