Eccessi di rabbia – Il caso di Romano Fenati

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Romano Fenati frena la moto di Stefano Manzi. Bandiera nera per lui.

Da qualche giorno il cattivo gesto di Romano Fenati è sulla bocca di tutti. Sarà per lui e per il mondo delle due ruote un episodio difficile da dimenticare.

La scorsa domenica il motorsport a due ruote ha mostrato un’immagine davvero triste e preoccupante. Romano Fenati, pilota del Marinelli Snipers Team nella classe Moto2, si è reso protagonista di un comportamento difficilmente giustificabile, sia dal punto di vista sportivo che da quello umano, ancora più importante.

L’episodio, ovvero l’essersi affiancato a Stefano Manzi, ormai non più futuro compagno, e l’avergli tirato la leva del freno ad una velocità di ben 200 km/h, ha rivelato che in quel frangente contava di più il piazzamento finale del rispetto per la vita altrui.

Implicazioni del gesto

Dal punto di vista di chi scrive, questo è un messaggio che non deve mai trasparire dall’ ambiente dello ssportport e soprattutto da quello motoristico. Qui non si tratta solo dell’aver effettuato una manovra scorretta in rispostaalle provocazioni subite nei giri precedenti, ma dell’essersi fregato completamente delle possibili conseguenze gravi di quell’azione. Fortunatamente evitate.

Si, fortunatamente, perché nelle corse basta un attimo per finire come il povero Marco Simoncelli, scomparso prematuramente a causa di un incidente in pista. Con la grande differenza che domenica scorsa ci sarebbe potuto essere un omicidio. Un gesto folle in un momento di pazzia.

Cosa ne sarà di Fenati

Per la serenità di tutti, la tragedia è stata evitata. Ma se a partire da Manzi tutto si è risolto per il meglio, per Fenati è andata di male in peggio. Dalla squalifica in gara e per i successivi due appuntamenti, si è passati prima dal licenziamento da parte del team Marinelli e dal conseguente scioglimento del contratto con MV Agusta (che sarebbe stata la prossima tappa della carriera del pilota di Ascoli Piceno) e poi dall’annuncio del ritiro dal mondo delle corse da parte del pilota.

La bufera scatenatasi in seguito all’episodio e gli insulti (ma anche le minacce di morte, queste ingiuste pure per lui) ricevuti nei giorni seguenti non hanno lasciato altra scelta per Romano. Non sono infatti bastate le scuse rivolte a Manzi, e al motorsport in generale, nel tentativo di distendere gli animi da parte dell’ormai ex pilota, il quale concluderà la sua carriera nel peggiore dei modi.

Solo il tempo farà dimenticare questa storia. Forse.

 

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