Ecco perché Lotito è il peggior presidente della storia Laziale

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Photo by sslazionews.it

Il calcio italiano non vive uno dei suoi momenti migliori, lontano anni luce dai fasti dei decenni scorsi, eppure anche in questo clima di mediocrità c’è chi riesce ad emergere comunque: Claudio Lotito. Un personaggio conosciuto più o meno da tutti gli appassionati di calcio e non, che dal luglio 2005 siede sulla poltrona più importante della Lazio, quella di presidente. Da undici anni a questa parte si è accesa una disputa che sembra non avere fine, l’oggetto del contendere è proprio l’operato di Lotito, da quando ha assunto il comando di Formello. Per i nostalgici di Cragnotti i numeri sono chiari e impietosi: 7 per quest’ultimo tra uno Scudetto e due coppe internazionali, solo 3 per Lotito in un periodo di tempo uguale. Ma non è solo su questo che ci si accapiglia a Roma.

Molti esponenti del “clan di Claudio”, infatti, ricordano il crack finanziario della Lazio di inizio anni 2000 e dicono di preferire una solidità finanziaria ad una squadra vincente seppur precaria. Anche su questo si può obiettare o essere d’accordo, ma la lotta non sembrerebbe propendere dalla parte di un vincitore. Altri detrattori accusano Lotito di essere poco rappresentativo dello spirito di distinzione, quella nobiltà d’animo a cui i tifosi biancocelesti aspirano, a causa delle sue uscite poco felici in diversi ambiti e ambienti.

Che il presidente laziale non sia una persona affabile, lo abbiamo capito e compreso tutti, ma non è sentire comune che questo basti per condannarlo nell’inferno Dantesco. Ma allora perché Claudio Lotito è il peggior numero uno che la Lazio abbia mai avuto? Eccovi la risposta: perché è riuscito a dividere l’indivisibile. Perché ha portato laziali a scontrarsi l’uno contro l’altro. Ha fatto disinnamorare, con i suoi atteggiamenti, famiglie che frequentavano lo stadio da una vita. Ha dilaniato un patrimonio sociale e culturale che sotto l’aquila imperiale prosperava da cento e più anni. Poco importa come e perchè, ciò che è evidente agli occhi di tutti è la guerra civile che si vive negli ambienti Lazio. Con fazioni diverse, proteste, scioperi, difensori ad aeternum della presidenza e lacché. Questo nessuno lo può negare. Questa è la sua sconfitta che non potrà rimediare. E per chi non si ricorda la bellezza del nostro popolo, anche in momenti di sofferenza, eccovi una foto. Lazio-Vicenza, eravamo in Serie B, ma lo stadio non era vuoto. Come ora.

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