Editoriale nerazzurro – Il curioso caso dell’F.C. Internazionale

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Cosa c’è di buono nella vittoria contro l’Atalanta? Nulla a parte i tre punti. In questo lunedì post campionato sembrerebbe davvero così vedendo i titoloni dei giornali. Il Milan gioca a testa alta, ma perde contro il Napoli che pensa già alla Champions. La Sampdoria non si “scansa” e dà una lezione alla Juventus, la quale sta imparando tantissimo quest’anno. E poi c’è lui. Quel numero nove nerazzurro che improvvisamente mette in mostra le sue qualità mai espresse prima. Quindi, cosa c’è di buono nella vittoria contro l’Atalanta? Ovviamente i tre punti. Ci accontentiamo di poco [ironia mode on].

In una giornata in cui vincono solo Roma e Napoli il bottino pieno era assolutissimamente necessario. Bisognava approfittare dei tonfi di Lazio e Juventus. Così è stato.

Abbiamo allungato il distacco dai cuginastri del Milan, oggi distanti ben QUATTORDICI PUNTIQ-U-A-T-T-O-R-D-I-C-I  P-U-N-T-I da noi.

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Abbiamo ritrovato il secondo posto in solitaria e siamo rimasti in scia al Napoli. Distanti sempre e solo due punti dal primo posto. Come ho sempre ribadito la nostra corsa non è sugli azzurri, ma è necessario mettere quanti più punti in cascina e vittorie come quelle di ieri lasciano ben sperare.

NON UNA PARTITA SEMPLICE – L’Atalanta copre bene gli spazi, corre, spende tante energie e picchia duro. Nel primo tempo l’Inter fatica a costruire azioni degne di nota e l’unica vera limpida occasione da gol si infrange contro il portiere orobico. Icardi dopo aver fatto a sportellate per più di venti metri cilecca la conclusione e spara sul corpo del numero uno bergamasco. Il resto è noia. La partita di accende solo a tratti. L’Inter sembra che possa spaccare l’equilibrio da un momento all’altro, ma non è mai precisa negli ultimi 30 metri. L’Atalanta invece si affida al solito gioco sulle fasce, ma trova un Miranda in stato di grazia e uno Skriniar, ancora una volta, superlativo a fare la guardia alla difesa nerazzurra. Nel secondo tempo lo spartito invece cambia. L’Inter produce uno sforzo in più e Icardi mette il vestito da supereroe.

D’Ambrosio sembra un dannato sulla destra e mette lo zampino in entrambe le marcature del bomber rosarino. Prima si procura il fallo da cui nascerà il gol del vantaggio, poi disegna lui stesso una parabola perfetta per l’incornata precisa del capitano nerazzurro. Cos’altro c’è di buono della vittoria nerazzurra? Di certo la doppietta messa a segno da Icardi. Sono 13 i centri messi a segno in 13 giornate. Immobile è lì, nel mirino del bomber nerazzurro.

Non solo i gol che decidono il match, ma anche tanto lavoro in fase di disimpegno. Icardi sta maturando tantissimo. Non è più solo il finalizzatore della manovra nerazzurra. Ma è anche colui che prova ad impostare, e che ripiega in difesa in soccorso dei compagni. Sta crescendo in maniera esponenziale. Il suo apporto è fondamentale. Il lavoro di Spalletti è ormai visibile incontro dopo incontro.

Oggi anche la stampa sembra essersi accorta dei progressi del nostro capitano. Il CdS titola così: “Ma quanto è forte Icardi”. Lo sappiamo. Lo abbiamo sempre saputo. No che stupido. Non è propriamente così. Basti pensare che qualcuno voleva scambiarlo con Gabbiadini!

È strano però che gli organi di stampa si accorgano di Icardi solo all’indomani della doppietta all’Atalanta, eppure i numeri parlano per lui 84 gol in Serie A con la maglia nerazzurra (52 di destro, 18 di sinistro e 14 di testa). La sua media realizzativa è impressionante… se avesse giocato con qualche altra maglia avrebbe avuto quotazioni fantasmagoriche. Milioni di miliardi di milioni di euro. Invece no. Veste la maglia dell’Inter e il suo exploit passa sotto traccia.

BORJA VALERO: IL CERVELLO NERAZZURRO – Criticato aspramente questa estate, l’ex viola sta sempre più dimostrandosi il jolly di Luciano Spalletti. Qualche piccola sbavatura, non impeccabile a causa dell’aggressivo pressing operato dagli avversari, ma Borja Valero sa sempre cosa fare col pallone tra i piedi. Sempre ordinato. Sempre presente in mezzo al campo. È lui la luce di questa formazione. Trova (quasi) sempre il tempo e lo spazio giusto e l’apertura di tacco nel primo tempo per Icardi nel corridoio centrale è da vedere e rivedere in loop nelle scuole calcio.

Bollato troppo presto come un giocatore finito, come l’ennesimo pacco estivo Borja sta dimostrando di essere un vero affare. Pagato il giusto e rendimento da grande giocatore quale è. In altre sedi hanno stappato champagne a fiumi per festeggiare l’arrivo di giocatori ben più giovani dello spagnolo, ma che al momento non stanno incidendo nemmeno l’1% del nostro centrocampista. Serviva come il pane un giocatore così. Adesso è arrivato e i risultati si vedono. E nella serata in cui sia Gagliardini che Vecino galleggiano tra il 5/6, lui si prende la scena e dimostra di essere ancora una volta un giocatore fondamentale per questo gruppo.

CHE FENOMENO QUESTO SLOVACCO – Che dire di Skriniar. Ogni aggettivo è stato utilizzato nelle scorse settimane. Sarebbe bello andare a ripescare commenti e opinioni risalenti a questa estate. Sarebbe bello andare a leggere cosa scrivevano giornalisti e tifosi. O pseudo tali (nell’uno e nell’altro senso). Sarei curioso di conoscere, oggi, il pensiero di quei nostri fratelli nerazzurri che guardavano in casa dei cuginastri e frignavano di fronte alla nostra campagna acquisti. “Beh, ma loro hanno preso i fenomeni”; “Beh, ma loro hanno preso Tizio… Caio… e Sempronio”; “Beh, ma dove vogliamo andare con certa gente”. Li vorrei vedere adesso, tutti coloro che hanno pubblicato almeno una volta quello squallido hashtag: #SUNINGOUT.

Ecco. Li vorrei qui adesso. Vorrei che andassero a rileggere ciò che avevano scritto. Che avessero il coraggio di riaffermare ciò che hanno affermato. Vorrei che avessero il coraggio di indicare in classifica la posizione del Milan e metterla a confronto con la nostra e poi contare quanti punti dividono le due formazioni. Vorrei che chiedessero scusa prima di tutto a loro stessi e in un secondo momento alla squadra e a quella parte di tifoseria senza alcun problema di natura mentale. Vorrei che, per espiare la colpa, iniziassero a guardare ogni partita su un tappeto di ceci, oppure smettessero di guardare l’Inter, perché non lo meritano, e iniziassero a seguire la squadra che hanno così tanto glorificato, idolatrato e preso ad esempio questa estate: il BBBBBilan.

NOTE UN PO’ MENO POSITIVE – Gagliardini è apparso ancora una volta impreciso. Una partita non proprio impeccabile la sua. Tanti gli errori. Alcuni anche gravi. Troppo pressato. Ci può stare, ma il giocatore visto in azione lo scorso campionato era di un’altra pasta. Lottava su ogni pallone. Aveva una percentuale di passaggi realizzati altissima e gli errori si potevano contare sulle dita di una mano.

Anche ieri sera ha fatto trasalire più di un tifoso. Ogni volta che arrivava palla a lui partiva un fremito che giungeva dritto al cuore. È cresciuto col passare dei minuti. Meglio nel secondo tempo, quando la benzina nelle gambe degli ospiti è andata esaurendosi. Non una prova brillantissima, al pari del compagno di reparto Vecino. Tanti errori per entrambi, ma l’italiano è stato più impreciso dell’uruguaiano.

Al momento Spalletti non ha altre scelte. A centrocampo la coperta è veramente ridotta al minimo. Il tecnico ex Roma può contare solo sui tre sopra citati. Gli unici in grado di dare garanzie vere e proprie a questa squadra. Quindi sono anche accettabili prestazioni un po’ così.

Non accettabile, ancora una volta, è l’atteggiamento con cui Brozovic e Joao Mario sono scesi in campo anche ieri sera.  Il portoghese ha avuto meno tempo del croato, questo è da dire, ma un giocatore con le sue capacità, con le sue qualità tecniche dovrebbe mettere il tecnico in difficoltà, essere una prima scelta e non un panchinaro di lusso. Solita tracotanza per entrambi, solito approccio menefreghista… Brozo ha sbagliato tutto ciò che c’era da sbagliare. Non un passaggio azzeccato. Non una idea azzeccata. Non un niente di buono azzeccato e ben fatto durante quei minuti in campo. Spalletti al termine del match ha parlato chiaramente di Dalbert, spronando il giovane terzino a fare meglio in allenamento.

Quindi se il tecnico continua a puntare su Brozovic vuol dire che almeno in settimana un minimo di impegno lo mette? E allora perché poi deve rovinare tutto con prestazioni da schiaffi in faccia una volta messo in campo?

QUELLO CHE GLI ALTRI NON DICONO Come mio solito scrivo qui, in fondo al mio editoriale, quello che nessuno vi dirà mai. In maniera più schietta e diretta di quanto già fatto nelle righe che avete (spero!) appena letto.

  1. La prestazione di D’Ambrosio ieri è stata super. Il terzino nerazzurro è stato impeccabile in tutte le fasi. Il suo compito era quello di portare pressione in fase di costruzione del gioco orobico. Il secondo gol è nato da un suo perfetto ed intelligentissimo anticipo sulla zona mediana. Grande grinta. Grande cuore e grande personalità. Non sarà un fenomeno, ma almeno ci mette l’impegno. Vedendo le sue sgroppate sulla fascia ho pensato (ma devo ammettere che l’ho pensato anche prima!), ma non aveva più senso sfruttare proprio Danilo in Nazionale e metterlo proprio lì, sul binario di destra, dove si intende alla grande con Candreva? Non poteva essere un’arma in più per la nostra selezione? Invece no. Ventura per contratto doveva far giocare degli altri uomini ed ecco quale è stato il risultato.
  2. Il Milan ha collezionato sei sconfitte contro le prime sei in classifica. Zero punti, 4 gol realizzati, 15 quelli subiti. Una posizione in classifica non propriamente ottimale e un futuro sempre più burrascoso. Eppure nessuno sta lì a criticare i rossoneri.
    Ma ricordate cosa tivolava la  Gazzetta dello Sport questa estate? No? Vi rinfresco io la memoria con questa immagine…
    Intanto su Montella non piovono critiche, eppure qualche settimana fa feci proprio un parallelismo tra la realtà rossonera odierna e quella nerazzurra della passata stagione. Tra Montella e Frank de Boer. Tra il differente trattamento riservato ai due. Non solo. Ricordate tutte le ipotesi belle e buone imbastite dalla stampa per screditare Thohir e poi Suning? Di quei problemi finanziari che attanagliavano l’Inter e del pericolo fallimento che incombeva sui nerazzurri? Ricordate che erano già tutti pronti a portare i libri in tribunale? Bene. Non una parola sulla situazione reale dei rossoneri, anche se in più di una occasione si è espressol’ex patron e presidente, Berlusconi, dicendo per esempio questo, o questo, o quest’altro. Eppure da un’inchiesta del NYT emerge che… fossi milanista non starei così rilassato.
  3. Gli scoloriti perdono, ops, imparano l’ennesima lezione della stagione, ma non avrebbero dovuto lasciare a Genova i tre punti perché è colpa del VAR. Cioè, da quando hanno introdotto un ausilio tecnologico che permette all’arbitro di fare ca***te loro non vincono più con la stessa facilità di un tempo e la colpa è del VAR. Piuttosto, proprio come i colleghi di tifo rossonero, mi farei qualche domanda. Se prima del VAR i gobbi erano un’armata invincibile, come è possibile che oggi non è più così?
  4. Se il nostro Icardi fosse stato a Torino quanto sarebbe stato il suo valore? (se lo chiedono anche sulla pagina di Ruttosporc!).

Pogba è stato venduto a peso d’oro. Dybala costava più di Messi, Cristiano Ronaldo, Neymar e Babbo Natale insieme. In bianconero i giocatori acquisiscono quotazioni impressionanti.

Con una sua eventuale cessione, fosse stato in bianconero, si sarebbe potuta sfamare gran parte della popolazione africana.

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