Editoriale nerazzurro – La sai quella dei cinesi, del derby e dell’attaccante argentino?

282

Derby rocambolesco. Inter sempre raggiunta nel punteggio, ma a pochi minuti dal termine Icardi suggella, con la terza rete personale (dal dischetto), una serata da assoluto protagonista.

Nerazzurri che restano secondi in classifica a soli due punti dal Napoli, loro prossimo avversario.

L’ultima domenica di campionato posso riassumerla in tre distinte parole: ansia, derby e adrenalina. (Ci sarebbe anche una quarta parola, che però andremo a scoprire pian piano).

Erano anni che non vivevo un derby con questo stato d’animo. Vuoi per le ultime stagioni anonime; vuoi per le due squadre relegate a semplici comparse di questo campionato; vuoi per una Milano sempre più ai margini dell’alta classifica, ma c’era qualcosa che aveva tolto quella magia che solo la stracittadina milanese (mi) riusciva a dare.

Poi improvvisamente tutto cambia e il derby torna ad essere il Derby, quello vero, quello che si aspetta con impazienza. Quello costellato dalla voglia di vedere quei ventidue in campo ed ecco l’ansia  che, in un crescendo di emozioni, si presenta una settimana prima della sfida e raggiunge il suo apice al fischio di inizio.

BENTORNATO DERBY – Ieri sera, come dicevo, tutto è tornato come un tempo (coreografie escluse!) e l’ansia è tornata a farsi viva. Il derby è tornato ad essere il Derby e l’adrenalina è andata a mille per tutti i novanta minuti. Una rivalità storica, una sfida dai mille significati e una lunga, lunghissima attesa, complice la settimana di sosta per le nazionali che, ovviamente, non ha aiutato noi tifosi. Con lo stop al campionato abbiamo dovuto aspettare più del dovuto per rivedere i nostri idoli in campo, per rivedere, finalmente, un grande Derby di Milano. Sì, perché quella di ieri sera è stata, per larghi tratti, davvero una grande sfida.

A mettere pepe alla stracittadina meneghina le parole e i proclami spesi mesi fa, durante il “campionato giocato in estate”, quello del mercato in cui i rossoneri hanno speso cifre esorbitanti per rifare una squadra che ha mostrato ancora tantissime lacune.

Dovevano essere loro la sorpresa del campionato, sono stati cacciati giù, a -10 da noi. Troppe chiacchiere, troppe inutili parole spese da “personaggi” che fino a ieri erano sul libro paga della nostra Società.

Una rivalità ancora più grande alla luce dei tanti investimenti dei loro cinesi. Una rivalità ingigantita ancora di più dal confronto creato ad hoc dai media per far credere ai tifosi del Diavolo che questa squadra fosse già pronta per il salto di qualità.

Noi “poveri straccioni”, con un mercato bloccato e con pochi soldi nelle casse, loro, invece, i padroni del mercato, una dirigenza con licenza di acquistare senza nessun limite di sorta. Noi contro di loro.

Il “vecchio” contro il “nuovo”. Il brocco sopravvalutato e strapagato, contro il Fenomeno, l’uomo che riesce a spostare gli equilibri (ogni riferimento a Skriniar e Bonucci e puramente casuale!!!).

Il Derby dovevamo vincerlo (date un’occhiata a come Inter Tv presentava l’evento! ringrazio DonDiego per avermi messo a disposizione il video sul suo account vimeo) e i ragazzi non hanno deluso le aspettative, mettendoci cuore, grinta e coraggio.

Ancora una volta sento parlare di Inter fortunata, ma il risultato va visto nel complesso… l’Inter è stata più incisiva, più cinica, più squadra dei rossoneri. Ha trovato il gol che ha sbloccato la gara e per ben tre volte è riuscita a portarsi in vantaggio. Due volte raggiunta e due volte capace di ribaltare il match. Chi parla solo di fortuna dovrebbe riflettere bene su ciò che dice.

IL PARADOSSO DEL DERBY – Per onestà intellettuale bisogna dire che nel secondo tempo Montella è riuscito a trovare le misure giuste all’avversario, a mettere in campo una squadra più quadrata in grado di mettere in difficoltà l’Inter, con Spalletti che ha impiegato troppi minuti per prendere delle contromisure. Ma sempre per la stessa onestà intellettuale non si può dire che la vittoria dell’Inter sia figlia degli episodi, o quanto meno SOLO degli episodi: A) il primo gol del Milan arriva da un tiro a giro che passa in mezzo al Mondo, nessuno dei nerazzurri va a contrastare Suso, che è liberissimo di calciare e trovare il sette; B) il secondo gol è un insieme di episodi: la difesa dell’Inter dorme, Cancelo (?) si perde Bonaventura che in spaccata trova la carambola perfetta tra Handanovic-palo-Handanovic. Questo come lo chiamereste? Io “culo”.

Analizziamo i primi due gol dei nerazzurri. Sul primo abbiamo una distribuzione paritaria dei meriti. Si parte da Borja Valero che ruba palla, si passa a D’ambrosio che dà il la all’azione, si arriva a Candreva che prosegue sulla fascia e pesca magicamente Icardi in area, che conclude alla perfezione questa trama di gioco anticipando i diretti marcatori e depositando la sfera alle spalle di Donnarumma. Quindi, solo episodi? A me non pare… entriamo più nello specifico, un po’ come si fa con i bimbi: episodi concatenati = azione di gioco; azione di gioco = gioco di squadra; gioco di squadra = collettivo. Affiatamento. SQUADRA.

Lo stesso giochino lo si potrebbe fare anche per il secondo gol.

Sicuramente per i milanisti la palla è stata persa da Biglia, per noi interisti invece è stato un gran recupero del nostro capitano (con ovviamente la complicità del giocatore rossonero), ma il forcing di Icardi dimostra quanta voglia in più avessero i nostri giocatori di portare a casa l’intera posta in palio, di vincere questo Derby. Il bomber rosarino sradica letteralmente dai piedi del metronomo rossonero la palla, avanza, temporeggia, non si fa recuperare e riesce a servire Perisic, che sa essere devastante nell’1 Vs 1, prende lo spazio a Musacchio e chiude l’azione trovando proprio il centravanti nerazzurro in mezzo all’aera. Ancora un assist da parte del croato (18 totali), ancora un assist per Mauro Icardi (11).

IL PESO DELLA RESPONSABILITA’ – Il gol vittoria arriva sì da un episodio, un calcio di rigore all’ultimo giro di lancette, ma sul dischetto bisogna prima presentarsi e poi trasformare la massima punizione in gol. Ricordate quel rigore calciato proprio da Icardi sul palo, sempre in occasione di un derby? Eh, anche quello è stato un episodio, ma andato a favore dei rossoneri!

Ieri sera, per fortuna nostra, non ha fallito l’occasione e nella sua serata ha messo in rete la palla della vittoria.

Gol meritato? Vittoria giusta? Magari sarebbe stato più giusto un pari, l’ha detto anche Spalletti davanti alle telecamere, ma signori, qui si sta disquisendo di un derby, di una partita che non è mai uguale alle altre, che ha sempre e sottolineo SEMPRE un significato suo, tutto particolare.

Il Derby è unico nel suo genere, è una partita che vale una stagione, è il momento massimo del “perculamento”, è LA partita che si aspetta con impazienza.

Vincere diventa quindi prioritario e se lo si fa allo scadere, con un rigore regalato dall’ingenuità di un avversario, quindi da un episodio che ci è girato a favore… bene. Dico benissimo. GODO.

LA QUARTA PAROLINA MAGICA – La vittoria di ieri sera, scaricata l’adrenalina ha scatenato reazioni di goduria immensa. Ed è proprio questa la quarta parola: GODURIA.

Presi singolarmente i loro giocatori avrebbero dovuto annichilirci, distruggerci… la partita non avrebbe dovuto avere storia. Il Milan delle spese folli avrebbe dovuto far un sol boccone di questa Inter, invece la qualità dell’organico nerazzurro ha avuto la meglio sulla “collezione di figurinerossonera.

L’Inter ha una identità di gioco. Spalletti è riuscito a creare un gruppo solido, partendo dalla testa di questi ragazzi. La vittoria di ieri è stata la vittoria di tutti. Lo stesso tecnico ha parlato di partita che andava vissuta, di un qualcosa che non poteva essere considerato normale. Quello stadio, quell’atmosfera, quella carica adrenalinica… tutti ingredienti che hanno reso ancora di più magica la serata nerazzurra.

Montella è stato bravo fino ad un certo punto. È riuscito quasi a riprendere una partita non facile, riportarla sui binari giusti, ma gli è mancato qualcosa per arrivare fino in fondo. Ha sofferto, è andato sotto e in preda alla “disperazione” ha giocato in maniera sfrontata, lasciando però troppe libertà ai nerazzurri.

Il Derby ha messo in evidenza le difficoltà di entrambe le formazioni. Due squadre che devono ancora migliorarsi tanto, che devono ancora fare tanta strada, ma si è vista anche una differenza sostanziale: il cuore dell’Inter, la voglia di questi ragazzi, la mano del tecnico che ha plasmato un gruppo di “guerrieri”, una squadra che non si arrende alle difficoltà, ma che cerca di affondare colpo su colpo.

Il Derby ci ha infuso speranza, ci ha dato un segnale forte, da seguire per continuare a migliorarci. Non abbiamo ancora conquistato nulla. Domenica torneremo al punto di partenza e sarà una nuova battaglia. Domenica affronteremo la formazione più in forma del nostro campionato e forse d’Europa. Tra una settimana andremo a fare visita al Napoli, lì capiremo davvero di che pasta siamo fatti, la sfida contro i partenopei ci servirà per capire quanta strada abbiamo ancora da fare e quanto tempo ci servirà per tornare grandi. Il Napoli potrebbe consacrarci o demolirci… ed è per questo motivo che continuo a godere per la vittoria di ieri sera. Che continuo a GODERE per la vittoria nel Derby.

Scusate se è poco, ma Milano è ancora una volta NERO e AZZURRA.

From Instagram – Claudio Villa photographer

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.