Editoriale nerazzurro – Fischi e fiaschi a San Siro e domenica c’è il Derby!

273

La sfida col Benevento ha mostrato i soliti problemi. Domenica c’è il Derby. Servirà un’altra Inter contro questo Milan, dei professionisti che non sentano il peso della partita e che non abbiano timore di sbagliare. Perché oggi hanno tutti paura di qualcosa.

Quarantuno punti di differenza tra noi e loro e non vederli.

Per ampi tratti di match, sabato sera, il Benevento ha fatto la sua bella figura a San Siro. Ha giocato come meglio non poteva e di certo è mancato solo il gol ai sanniti. Hanno preparato bene la trasferta milanese.

Hanno chiuso tutti i varchi ai nerazzurri, creando anche più di qualche grattacapo alla formazione allenata da Spalletti, ma alla fine, in soldoni, pochissime volte Handanovic ha corso seri pericoli.

SEMrush

Una partita che sulla carta ci vedeva già vincitori. Tre punti assegnati d’ufficio, contro il fanalino di coda della Serie A, mai vittorioso fuori casa. Tutto lasciava presagire ad una partita facile, in cui l’Inter, magari, avrebbe anche sofferto, ma non così come ha fatto sul terreno di gioco.

Una partita orribile quella disputata dai nostri ragazzi. Una gara imbarazzante contro un avversario (mi perdonino il termine i tifosi del Benevento) oltremodo modesto.

L’ennesima prestazione orrenda, che con il passare dei minuti si trasformava sempre più da incubo a triste realtà.

Inter non pervenuta e avversari che, per lunghi tratti, ci sono stati superiori per idee, voglia e intensità.

I nostri sono scesi in campo, nella bolgia di San Siro, già spaesati. Spaventati. Come se quel pallone che giungeva, ogni volta, sui loro piedi fosse di fuoco. Difficile da gestire con tranquillità.

La paura è tangibile nei loro occhi, nelle loro giocate. Questi calciatori non sono liberi mentalmente. Non sembrano nemmeno dei professionisti.

Nel girone di andata, quando tutto andava bene e girava per il verso giusto, le imperfezioni, gli errori passavano sotto traccia. Sbagliavano prima, così come sbagliano adesso. Dove sta la differenza tra prima e ora? Che quando tutto andava bene anche l’errore passava in secondo piano. Faceva parte del gioco. Del “qualcosa su cui lavorare in settimana per evitare di commettere lo stesso errore in futuro”.

Era il solito cliché. Tutto andava per il verso giusto e gli errori non avevano lo stesso peso di oggi.

L’errore di oggi lascia strascichi importanti nella mente dei giocatori e soprattutto nel risultato.

Eppure sono gli stessi interpreti di un girone fa. Come mai questo crollo verticale? Domanda da un milione di dollari.

È vero, sono gli stessi giocatori che lottavano con Napoli e Gobbi; sono gli stessi giocatori che hanno goduto del primato per qualche giornata. Gli stessi che sputavano sangue e lottavano con veemenza fino all’ultimo secondo onorando la maglia che indossano. Sono sempre loro, ma qualcosa in loro è cambiato. Non hanno più la stessa grinta, la stessa cattiveria, la stessa intensità… diciamolo… la stessa VOGLIA di un girone fa.

Non mi importa scoprire se all’interno dello spogliatoio qualcuno ha litigato con qualcun altro o succede che Tizio rompe con Caio e di conseguenza Sempronio e i suoi fedeli seguono uno, piuttosto che l’altro.

Anche in altre occasioni, in altri anni abbiamo assistito a situazioni del genere, ma… a differenza di altri anni questa volta qualcuno ha GARANTITO per loro, per i nostri calciatori.

Spalletti ha rimandato al mittente ogni tipo di accusa rivolta alla scarsa professionalità dei suoi giocatori, affermando che tutti coloro che sono in rosa sono PROFESSIONISTI SERI. Tutti. Nessuno escluso. Ribadisco: P-R-O-F-E-S-S-I-O-N-I-S-T-I   S-E-E-E-E-E-E-E-E-E-R-I-I-I-I-I-I!!!!

Se lo dice uno che li vive tutti i giorni. Che sta a stretto contatto con loro, perché non credergli? Spalletti sta giocandosi parte di reputazione in questa stagione, secondo voi sarebbe capace di scendere a patti con giocatori che non gli darebbero garanzie sul campo? Al di là delle scelte, opinabili, che vantaggio avrebbe?

Il pettegolezzo che attanaglia il nostro ambiente di certo non fa bene a noi tifosi, ma alla fine, per forza di cose, a qualcuno dobbiamo affidarci. In qualcuno dobbiamo riporre la nostra fiducia e se questo qualcuno non è il nostro tecnico, beh… non saprei su chi altro far cadere la scelta.

Spalletti avrà delle responsabilità questo è certo. Avrà sbagliato anche lui qualcosa. Ma non credo che sia un pivellino e che non sappia affrontare questioni spinose in seno allo spogliatoio. Ricordiamoci il suo trascorso romano e quel dualismo con Francesco Totti.

Il tecnico, anche in quel caso, scelse il bene della squadra, mettendo da parte una istituzione giallorossa come Totti. Che poi il tifo fosse spaccato è un altro paio di maniche, ma c’era chi ha avallato la sua scelta, chi invece lo ha odiato. Scelte.

Qui da noi? Come funziona? Con chi decidiamo di stare? Dalla sua di parte o dalla parte di coloro che non stanno dimostrando un briciolo di attaccamento a questi nostri colori?

Io voglio poter credere al nostro tecnico. Vorrei che fosse ancora più cazzuto.

Che fosse l’unico a non arrendersi, in un ambiente che sembra sempre più depresso e fuori da ogni obiettivo. Lui deve essere la chiave di volta. La nostra speranza.

Dobbiamo chiedere a lui di usare bastone e carota e di non aver paura di osare. Perché, dobbiamo fargli capire, che noi tifosi siamo dalla sua parte, che il buono fatto fino a poco tempo fa è da ascrivere esclusivamente a lui, al suo modo di lavorare con la squadra e per la squadra.

Ha lavorato sulla testa, sul carattere di questi ragazzi. Adesso deve essere bravo a trovare coloro che hanno ancora un briciolo di voglia. Non deve avere alcun timore nel panchinare quello o quell’altro.

Deve essere chiaro, duro e diretto. O si gioca per la squadra o non si giocherà per il resto della stagione.

Lui ha sempre difeso i suoi ragazzi, è giunto il momento che questi, adesso, comincino a dimostrare il loro valore e comincino a “difendersi” da soli, mettendo la faccia e sorbendosi anche i fischi di uno stadio senza polemica. In silenzio.

Inutile lamentarsi se uno stadio intera fischia i propri giocatori. La colpa non sta nel tifoso, che manifesta così il proprio dissenso, ma in coloro che scendono in campo senza un briciolo di amore verso la nostra maglia. Verso la nostra società. Verso noi tifosi stessi.

San Siro ha sempre risposto presente. Nel bene e nel male. Nelle gioie di inizio campionato e nel dolore di questa ultima parte. I tifosi sono sempre stati presenti sugli spalti. Numeri da record, per una squadra che non riesce più a trovare la retta via.

Non si può chiedere ai tifosi di venire allo stadio, il sostegno e poi pretendere di non sentire i fischi dopo l’ennesima prova imbarazzante, sia del singolo che del collettivo.

A mio modo di vedere la squadra va supportata, ma ognuno è libero di manifestare come meglio crede il proprio pensiero.

Dobbiamo sempre fare i conti con dei professionisti. Le palle quadrate le devi avere sempre, sia quando ti inneggiano e ti trattano come dio in terra e sia quando ti riempiono di fischi, anzi, soprattutto in questo ultimo caso. Bisogna saper dimostrare ancora di più il proprio valore. Fare emergere il proprio carattere e distinguersi dal livello di mediocrità che si respira in questo gruppo. Non si è capaci? No problem. Alla porta a fine stagione e arrivederci!

Chi è stato e sarà sugli spalti chiede a questo gruppo di professionisti una sola cosa: impegno, sudore e voglia.

Possono anche non arrivare i risultati, ma quelle tre componenti non devono mai mancare.

Può anche non arrivare la vittoria, ma se si scende in campo con la voglia di lottare, impegnandosi dal primo all’ultimo secondo e sudando la gloriosa maglia che indossano, beh, allora chi fischia potrà essere etichettato come un cretino, perché questi ragazzi dovranno semplicemente essere applauditi.

Domenica c’è il Derby. Giochiamo una partita che è ben diversa da tutte le altre. È la partita della svolta. Della verità.

Non si può scendere in campo senza le giuste motivazioni. Non si può giocare un Derby senza quella cattiveria che sta mancando in questi ultimi mesi.

La sfida al Milan, rinvigorito da Gattuso, sarà il crocevia della nostra stagione.

Il pubblico sarà ancora una volta “presente e paziente”, ma contro i rossoneri devono scendere in campo undici leoni affamati di vittoria. Bisogna ricacciare i cuginastri a -10 da noi, bisogna dare loro quella mazzata che potrebbe estrometterli dalla corsa alla Champions, in caso contrario avremmo fallito in più occasioni, permettendo a dei nostri acerrimi nemici di prenderci per il culo a vita. Il Derby si deve vincere, ma per farlo bisogna giocarlo da interisti. Lottare in ogni millimetro di campo, su ogni pallone. Mettendo grinta e determinazione, tutte cose che non abbiamo più noi e che è riuscito a dare Gattuso ai suoi ragazzi. Fino a pochi mesi fa eravamo lì a prenderci gioco di loro, oggi dimostrano di essere in ottima forma e di avere una condizione che noi sogniamo.

Ma il Derby è sempre una partita a sé. Loro arrivano da favoriti. Vogliamo davvero regalare loro quest’altra “gioia” stagionale? Vendichiamo il Derby di Coppa Italia e mettiamo fine alla loro strampalata rincorsa.

#senzatreguaesenzatimore #andiamoavincerequestoderby #milanoèedeverimanerenerazzurra #straamala

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.