Editoriale nerazzurro – Parlare di mercato nuoce gravemente alla salute (di noi interisti!)

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Sono passate quasi 24h dal termine del mercato di riparazione e ancora rabbia e delusione sono tangibili tra i nostri tifosi.

Magari a caldo un po’ di amaro in bocca poteva anche starci. Abbiamo sentito così tanti nomi, ci hanno raccontato di così tanti summit che, in fondo in fondo, speravamo arrivasse davvero qualcuno. Non è arrivato nessuno.

Le mille difficoltà legate al mondo Inter dovremmo conoscerle da noi

La contestazione in atto, le dure parole lanciate contro dirigenza e tra noi tifosi non le capisco proprio.

A mente lucida non riesco a comprendere il perché dovrei addossare delle colpe ad Ausilio o Sabatini, perché dovrei prendermela con la dirigenza cinese, perché dovrei andare fuori di testa per il mancato arrivo di Javier Pastore offendendo chiunque mi capiti a tiro.

Oggi nel leggere certi commenti provo amarezza, un forte senso di rassegnazione, perché in questa realtà sempre più (A)social è davvero complicato discernere il reale dall’irreale.

È difficile (ma non impossibile) partorire una idea propria, sposarla e portala avanti, anche se tra mille difficoltà.

L’Inter ha investito. Mettetevelo bene in testa

Tra estate e mercato di riparazione l’Inter si è mossa come o più di altre dirette concorrenti, ma la cosa non fa notizia e, si sa, la stampa deve sempre creare clamore intorno a determinati ambienti.

Intanto serviva un difensore centrale e la società si è mossa prima di subito inserendo in organico Lisandro Lopez. Serviva un giocatore d’attacco, siamo andati in casa del Barcellona e abbiamo preso un prospetto interessantissimo come Rafinha. Adesso mi rivolgo proprio a voi, sì, a voi che condividete con me e tanti altri di milioni la passione per questa squadra. Vi esorto a rispondere a queste semplicissime domande.

Chi ha comprato il Napoli? Nessuno. Vi è chiaro? NESSUNO. Anzi è andata addirittura peggio di noi agli azzurri. La squadra prima in classifica snobbata prima da Verdi (rifiuto del giocatore), e poi dal Sassuolo, che ha preferito non imbastire alcuna trattativa per Politano, preferendo magari qualche società “amica”, tipo la Juventus, per il futuro.

Per il resto gli azzurri hanno solo venduto. Cosa dovrebbero fare a Napoli? Fuori dalla Champions. Fuori dalla Coppa Italia, con una Europa League che potrebbe essere un obiettivo, ma che rischia di togliere troppe energie (fisiche e mentali) per il campionato.

Quindi? Dal capoluogo campano nessuna rivoluzione. Si sta uniti intorno alla squadra e ci si augura che San Gennaro possa fare loro il miracolo.

E a Roma? La banda di Di Francesco non se la passa meglio dell’Inter. Per tutto il mese di Gennaio ha schierato il suo centravanti senza conoscerne il futuro. Dzeko alla fine è rimasto, ma solamente perché il Chelsea non ha voluto accettare la richiesta economica del giocatore bosniaco.

Emerson Palmieri invece ha raggiunto Conte a Londra, al suo posto è arrivato un altro terzino brasiliano di belle speranze.

Per il resto? Niente. La squadra non si è mossa sul mercato. Non ha potuto comprare nessuno, complice anche il FPF e i problemi di bilancio che gravano anche sulla società giallorossa. Proprio come l’Inter.

Sul Milan inutile dire, mentre la Juventus non ha bisogno di acquistare nessuno. La società bianconera è già forte di suo, e anche quando non riesce a dimostrare la propria forza in campo, come per magia, vince lo stesso le proprie partite. Quindi, a che serve comprare dei giocatori se tanto sai di vincere lo stesso?

Intanto c’è ancora oggi chi si strappa i capelli per il mancato arrivo di Javier Pastore

Signori, parliamo di un giocatore che in Italia ha giocato al Palermo, per poi trincerarsi dietro ai miliardi dello sceicco che si trova a  Parigi.

Da solo si è costruito una gabbia d’oro da cui è difficile “scappare”. L’Inter ha provato a sondare il terreno, ha provato a capire quanto fosse possibile arrivare al giocatore senza doversi svenare troppo. Anche al PSG ha proposto la solita soluzione proposta qua e là ad ogni società.

Il risultato? Nessuno.

Gli arabi non si sono mossi dalla loro posizione, l’Inter, dal canto suo, non poteva offrire niente di più rispetto a quanto già offerto. Che poi, conti alla mano, avreste dato più di 5 milioni ad un giocatore per fare solamente sedici partite? Lui, il Flaco, avrebbe anche accettato di ridursi l’ingaggio, si era esposto apertamente… si è parlato anche di figuraccia mediatica da parte dell’Inter, con la società che dovrebbe chiedere scusa al giocatore, all’entourage e al PSG. Ma vi rendete conto? Noi chiedere scusa a loro per non aver preso un giocatore alle LORO condizioni? È tutto troppo pazzesco.

La verità è che in questo momento sparare addosso all’Inter è fin troppo semplice. La stampa trova terreno fertile e la complicità di numerosi tifosi. Dare spazio all’ira, alla rabbia di alcuni non è, di certo, fare giornalismo. Non bisogna essere un catino e raccogliere tutte le reazioni, bisogna prima informare correttamente la gente e poi, solo allora, registrare le loro opinioni.

Serve, prima di tutto, fare chiarezza, perché a fare casino siamo bravi tutti

Diciamo le cose davvero come stanno. Si chiede a Suning di essere onesti e sinceri. Si chiede di riportare l’Inter ai fasti di un tempo, ma forse ci si dimentica che senza Suning, molto probabilmente, non ci sarebbe stata l’Internazionale Football Club oggi.

Eravamo ad un passo dal fallimento. Quasi costretti a portare i libri in tribunale. Avevamo un buco di bilancio che in confronto quello dell’Ozono fa ridere. Eravamo quasi al collasso.

Eppure oggi siamo qui. Forti. Sani e con un bilancio fortemente in crescita.

Step by step stiamo raggiungendo traguardi, ottenendo dei risultati, ma se volete continuare a credere che Roma sia stata costruita in un giorno fate pure.

Date pure retta a chi vi propina le solite storielline simpatiche: Che abbiamo preso i cinesi sbagliati, senza soldi e bla blaaaaaaa… mettetevi anche voi, parte della nostra stessa famiglia a deriderci, prenderci per il culo, perché si sa, puntare il dito contro qualcuno o qualcosa è troppo semplice, ed in questo noi dell’Inter siamo campioni del Mondo.

Io vado avanti a testa alta. Il futuro passa solo dal lavoro e dalla programmazione. Dai piedi dei nostri ragazzi. Dalla bravura del nostro tecnico. Dalla capacità di Spalletti di riuscire ad entrare nuovamente nelle loro teste, perché se non vinciamo da più di un mese, la colpa non è certamente per colpa del mancato arrivo di Pastore.

P.S. Facciamo un “giochino”. Ripensate a questa estate. Guardate dentro di voi per un attimo e ripensate a quali sono state le prime parole quando avete saputo dell’acquisto di Skriniar.

Molti di noi hanno pensato che Ferrero ci aveva rifilato un pacco e che fosse l’ennesimo giocatore strapagato.

Bene, andate a vedere cosa, molti di noi, scrive e pensa dello stesso giocatore a distanza di pochi mesi. Qualcosa è cambiato?

Meditate gente, meditate. Non è tutto oro quello che luccica e non è tutta verità quella che arriva sulle nostre scrivanie, sui nostri schermi, alle nostre orecchie.

P.S.S. Ultima considerazione su Pastore. Trattare col PSG non è facile per nessuno, basti vedere cosa è successo in estate con il Barcellona, senza fiatare il presidente dei parigini ha comprato Neymar senza battere ciglio.

Le valutazioni dei giocatori non hanno più un senso, lo stipendio che Pastore prende in Francia è qualcosa di improponibile in molte società, figuriamoci all’Inter di oggi.

Si è detto che il calciatore fosse anche disposto a ridursi l’ingaggio pur di arrivare a Milano. Il motivo? Il trequartista ex Palermo sapeva benissimo che rimanendo ai piedi della Torre Eiffel rischia di non andare ai Mondiali. Troppa concorrenza. Troppo poco lo spazio a disposizione per convincere Sampaoli in vista di Russia 2018.

L’Inter rappresentava per lui l’unica possibilità per potersi guadagnare la convocazione.

L’Inter non era altro che il mezzo per ottenere il Mondiale.

Per noi era, invece, un giocatore utile, ma non essenziale.

Sicuramente sarebbe stato un giocatore importante, ma nulla più.

Sono sicuro che tra i due chi ci rimetterà di più sarà proprio il giocatore argentino che, non trovando continuità nel proprio club, dovrà dire addio al Mondiale.

L’Inter aveva l’accordo col giocatore, il giocatore con l’Inter, peccato che, alla fine, il PSG non abbia voluto concedere al ragazzo la chance che cercava.

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